Dear Desolation
Thy Art Is Murder
Nuclear Blast - Warner Music Group
Pubblicato il 12/08/2017 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Slaves Beyond Death
02. The Son Of Misery
03. Puppet Master
04. Dear Desolation
05. Death Dealer
06. Man Is The Enemy
07. The Skin Of The Serpent
08. Fire In The Sky
09. Into Chaos We Climb
10. The Final Curtain
11. No Absolution
Songs
01. Slaves Beyond Death
02. The Son Of Misery
03. Puppet Master
04. Dear Desolation
05. Death Dealer
06. Man Is The Enemy
07. The Skin Of The Serpent
08. Fire In The Sky
09. Into Chaos We Climb
10. The Final Curtain
11. No Absolution

Attendevo con ansia il ritorno nei negozi degli australiani perché ero rimasto molto colpito dal precedente ‘Holy War’, dal tour seguente e da tutta la confusione nata nell’ultimo anno e mezzo. L’inizio è assolutamente stellare con trigger e rullante che sfiorano l’industrial dei migliori Fear Factory, un riff letale e CJ McMahon che ricorda a tutti il motivo si è ripreso il posto dopo la breve parentesi di Nick Arthur (Molotov Solution, I Declare War) ovvero spaccare tutto. Segue ‘The Son Of Misery’ e più che al deathcore i Thy Art Is Murder fanno pensare ai Behemoth ma col solito piglio moderno in termini di produzione e grana di chitarra (splendido tra l’altro l’assolo di Andy Marsh). L’aggressione in ogni caso è totale. Se qualcuno aveva considerato il terzo full lenght come una versione aggiornata di ‘Hate’, nello specifico l’evoluzione sonora perpetuata con ‘Dear Desolation’, anche grazie a Will Putney, appare evidente. Pezzi più crossover come ‘Puppet Master’ e ‘Death Dealer’ si alternano a soluzioni in linea con quanto mostrato in passato (la title track e ‘Into Chaos We Blind’) con l’asticella tenuta costantemente uno step più alto di quanto abbiamo visto nell’ultimo periodo, sia in ambito deathcore-metalcore sia per quanto concerne il metal in generale. La speranza è che i Thy Art Is Murder abbiano raggiunto la stabilità necessaria per rimanere in tour a lungo e consacrarsi in maniera definitiva lontano dal proprio paese (a mio avviso ciò sarebbe dovuto già avvenire con ‘Holy War’ e non so quanto la Nuclear Blast possa ancora aspettare). Di sicuro questo è il loro migliore lavoro in studio e le possibilità per fare bene ci sono tutte. Detto questo e giusto per rimanere in patria, non sarebbe affatto male un tour con Aversions Crown e Northlane.  

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