
Philipp Rummsch è un pianista, compositore e sound designer classe ‘94 e già l’età sorprende perché a soli ventisei anni riuscire anche solo ad immaginare, non solo a realizzarla dal punto di vista tecnico, un’opera del genere è sul serio un segnale di classe unica. Il fatto che tra le sue collaborazioni ci sia Valgeir Sigurðsson - mente dietro a Bedroom Community, assieme a Ben Frost, e ingegnere del suono di Sigur Rós e Björk – gioca chiaramente a favore del direttore di questo ensemble avvincente, che ha la sua base a Lipsia ma scrive e produce musica in grado di arrivare ovunque. Denovali (The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, Celeste) si è sempre distinta a livelli altissimi in ambito di elettronica sperimentale, neoclassica e downtempo e per il successore di ‘Reflections’ ha scelto una descrizione seducente suggerendo il disco “ai fan di Bon Iver e degli Efterklang di ‘Parades’”. Niente male per un ragazzo che ha studiato jazz e si è mosso alla ricerca di un fervore cinematico e di un’immediatezza normalmente riservata solo ai grandi. A suscitare interesse è la capacità di questo formato orchestrale di realizzare un flusso di coscienza di note che rapisce l’ascoltatore grazie alla registrazione binaurale. Le sessioni di sono svolte ai prestigiosi Jazzanova Recording Studios di Berlino (Apparat, 4Hero) ed il suono che ne è fuoriuscito è qualcosa di fantastico, imperdibile per tutti gli appassionati di musica in generale. Un’ultima annotazione è doverosa sulle leggere differenze tra le copertine dell’esordio e di ‘µ: of anxiety x discernment’: nel primo caso la linea bianca nell’oscurità era retta, quale riflesso concreto di una serie di influenze, mentre nello specifico il magnetismo della sperimentazione ha creato una curva, un suono circolare che aspetta solo di essere ulteriormente modellato. Come due mani che si avvicinano al pianoforte piuttosto che al theremin.


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