
Il bello della musica, così come dell’arte in genere, è che puoi scoprire qualcosa di maledettamente geniale e rimanere fulminato quasi per caso. Mi sono imbattuto in questo folle duo di Los Angeles grazie all’account Instagram dei Nuovo Testamento, entità sonora a metà tra l’Italia e la California che nei mesi scorsi ha rapito il mio interesse, e sono rimasto colpito dall’EP ‘Crisis Talk’, ormai vecchio di due anni, e più che altro dalla traccia ‘Feed’. Su una traccia si può costruire una carriera ma solitamente ho bisogno di più quindi avevo accantonato gli Spike Hellis in attesa che uscisse altro materiale. Quando ho ricevuto la copia promozionale del loro esordio su lunga distanza mi sono letteralmente bloccato. Non solo il loro ibrido tra post-punk, ebm e industrial mette i brividi ma le figure malate e disturbanti di Elaine Chang e Cortland Gibson trasmettono davvero quel senso di pericolo che invece troppe rock band di oggi non si preoccupano neppure di ricercare. Non riuscivo a muovermi, spiccicare parola e ho fatto di tutto per scoprire un punto debole nel loro approccio violento e minimale. Però non ne ho trovati ed il desiderio di vedere Elaine distruggere le sue corde vocali in un microfono di basso prezzo, con Cortland che preme i tasti di qualche synth un paio di metri dietro, è sempre più forte. ‘Control (Rage)’ si rivela un’eccellente opener perché setta l’atmosfera e permette all’ascoltatore di calarsi gradualmente nell’accecante oscurità che il duo ama in maniera viscerale. ‘Teardrops (Kisses)’, stranamente spensierata, porta in superficie i temi della sottomissione sociale e dell'isolamento al fine di svelare un enorme conflitto interiore, ‘Slices’ e ‘Cause Of Death’ danno la misura del potenziale commerciale della scaletta mentre ‘Flight’ e ‘Mouth’ sono il simbolo di un approccio compositivo oltranzista e determinato a scuotere il panorama elettronico mondiale. ‘Spike Hellis’ non è consigliato solo agli appassionati degli stili trattati, ma anche a coloro non nutrono timore nel muoversi in modo trasversale nell’universo delle macchine a servizio della produzione musicale e soprattutto per chi è cresciuto con la new wave ed il synth pop degli anni ottanta e non è mai riuscito a sbarazzarsene sul serio. Dopo questo l’apocalisse è ad un passo.

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