
Dai Blackberry Smoke sai cosa aspettarti ogni volta che tirano fuori un nuovo disco. È la stessa cosa che accadeva ai tempi in cui gente come Motörhead o AC/DC dava alle stampe un lavoro che non si diversificava dal precedente. Nel caso della band americana gli ingredienti che vengono proposti sono sempre i soliti: rock, southern, soul e blues, tutti tritati e ritritati, che danno origine a delle canzoni molto piacevoli che non annoiano gli amanti della tradizione. Non è un caso che l’opener “Dig A Hole” somigli alle produzioni dei The Black Crowes prima del loro scioglimento, a partire anche dalla timbrica di Charlie Starr che ricorda, neanche tanto troppo lontanamente, quella del mitico Chris Robinson. Poi è un viavai di amarcord, ben suonato e interpretato da una formazione che non fa prigionieri soprattutto quando si esibisce dal vivo. Qualche variazione sul tema ce la offre la splendida “Azalea” che pare essere un vero e proprio omaggio ai Led Zeppelin e al loro semiacustico terzo LP. Poi una menzione importante la deve, per forza, avere l’ottima “Little Bit Crazy” che ha un’anima soul che si mescola con il rock’n’roll dei primi anni sessanta, andando a scomodare gente leggendaria come i Rolling Stones del periodo Brian Jones. Ancora più bella è la sognante “Other Side Of The Light” che sarebbe perfetta da ascoltare, grazie a quella slide guitar messa lì nel mezzo del pezzo, durante un viaggio che attraversa gli Stati Uniti da est a ovest. Insomma, per chi è cresciuto con i miti e i calibri da novanta degli anni sessanta e settanta ed ha come proprie guide spirituali gli Allman Brothers e i Lynyrd Skynyrd un disco come “Be Right Here” non può non piacere. Per certificare quanto scritto, basta prendere come esempio canzoni come la radiofonica “Be So Lucky” e la rockeggiante “Don’t Mind If I Do” per rendersi conto che la lezione dei mitici anni che furono è stata imparata a memoria dai Blackberry Smoke che continuano a proporre musica nel solco tracciato da gente come i Georgia Satellites e i The Black Crowes. Disco consigliato ai nostalgici, ma anche alle nuove generazioni che vogliono capire come si suonava un tempo.

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