
Marcus King è uno di quei nomi che in America va per la maggiore, ma che in Europa, invece, stenta a decollare. Il cantautore americano non sarà né il primo e né l’ultimo ad avere un simile “trattamento”, a cui in passato sono stati sottoposti numerosi artisti, tra cui, tanto per fare qualche nome, Creed e Kid Rock. Qui, chiaramente, ci si muove su territori completamente diversi, sebbene il precedente lavoro (“Young Blood”) aveva al suo interno un DNA rock, tipico di band come i Cream e i Blind Faith. In questo nuovo disco, invece, le coordinate sono completamente differenti. Prodotto da un guru come Rick Rubin, “Mood Swings” si muove in territori che vanno dal soul al cantautorato più puro, con la chitarra di King che sembra quasi passare in secondo piano. Si viaggia verso luoghi più sereni e melodici, come dimostra l’accoppiata formata dalla titletrack e da “F*uck My Life Up Again”. La dimensione acustica è totalmente fotografata da “Soul It Screams” che sembra avere una continuità con l’ultima produzione di Ben Harper. L’album non ha mai una sterzata che lo faccia virare verso un territorio più rock, in modo anche da creare una certa diversità tra una traccia e un’altra. Nonostante questo, la qualità non manca, perché ci sono dei piccoli gioielli che King riesce a regalarci, come “Hero” e “Inglewood Motel (Halestorm)” in cui davvero il soul e l’r’n’b vanno a braccetto in maniera perfetta. Insomma, per chi pensa di trovarsi dinnanzi ad un disco di hard rock come era stato il precedente, possiamo tranquillamente affermare che ha sbagliato strada. Qui, di contro, si viaggia su una comfort zone melodica e pacata che non dovrebbe avere problemi ad essere una chiave di successo negli Stati Uniti.

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