
Ci sono voluti anni, prima che i Ginger Evil vedessero pubblicato il loro primo lavoro. Si è dovuta aspettare la nostrana Frontiers per indirizzare in realtà i sogni della band finlandese, ma soprattutto è servito l’ingresso della cantante Ella Tepponen perché questa formazione riuscisse a trovare la tanto sospirata quadratura del cerchio. Il suo timbro vocale, che ricorda molto da vicino quello di Sandra Nasic dei Guano Apes, si sposa benissimo con il sound degli scandinavi, un mix tra i primi Foo Fighters e i semisconosciuti (dalle nostre parti, si intende) Zebrahead. Siamo, dunque, al cospetto di canzoni molto orecchiabili, con ritornelli di impatto che tanto andavano di moda quando l’alternative era il genere più ascoltato al mondo. Aiutato da una produzione di prim’ordine, “The Way It Burns” può contare su un pugno di brani efficaci, creati per poter generare entusiasmo soprattutto nei concerti. “Rainmaker” e “Dead On Arrival”, piazzati ad inizio platter, sono il palese indicatore delle sonorità aggressive (ma non troppo) che costellano questo lavoro che non ha mai momenti di appiattimento, ma neanche picchi entusiasmanti da farti spellare le mani. Il livello è sempre più che discreto, ma la carenza sta (nonostante la bravura d’insieme) nell’indovinare quel paio di canzoni che potrebbero proiettare i Ginger Evil nell’olimpo di chi sarà ricordato da qui a trent’anni. Probabilmente, le cose migliori vengono fuori quando si abbassano i toni e ci si proietta in territori più quieti e docili. “Flames” ha un’attitudine che ci riporta indietro alle Hole di “Celebrity Skin” quando si inventavano dal nulla pezzi come “Malibù”. Stessa cosa si può dire per “Not Your Fool” e “Whispers” che risentono in modo netto ed inequivocabile dell’influenza della creatura di Courtney Love. Per il resto il sound è un mix di chitarroni dall’attitudine mainstream e dalle melodie ben confezionate, a cui manca pochissimo per fare il giusto salto di qualità. Se le cose vanno come devono andare, con il prossimo disco potremmo vedere lanciati i Ginger Evil in una dimensione ancora più alta di quella attuale. Attendiamo fiduciosi.

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