
Il nuovo mini album dei padovani si presenta con un lussurioso digipack argentato, ma soprattutto è portatore di due cambiamenti importanti. Prima di tutto il cantante, perché al microfono troviamo adesso Leonardo Amati (Slander). In secondo luogo i testi, passati dall’inglese alla lingua madre. Quello che non è cambiato affatto è invece lo stile corrosivo e stratificato di un gruppo che ama lo sludge almeno quanto l’hardcore (‘Ritmi’ potrebbe essere tranquillamente un pezzo dei Negazione) e che negli anni ha accumulato esperienze live importanti. Il passaggio all’italiano, se ben ricordate anticipato dal singolo ‘Giorni Persi’ di ‘Petricore’, appare fondamentale nell’ottica di una maggiore aggressività della proposta e le quattro tracce in questione sono le più curate mai prodotte fin d’ora. Un verso di ‘Specchio’ mi ha colpito particolarmente ovvero “sei tutto ciò che odiavi, l’incubo che temevi, ogni scelta presa ha rubato la tua strada/ perso nel buio, la faccia della verità e ti guardi allo specchio e non c’è più la dignità”. Perché la musica e la vita sono fatte di specchi, di riflessi, di come ci guardiamo dentro e scaviamo negli abissi del nostro io ma anche di come ci guardano gli altri. A volte ci sforziamo di apparire differenti da come siamo ed in altri frangenti siamo vittime di pregiudizi. Questo si traduce in una serie di stacchi ritmici micidiali, riff granitici e invettive punk. In scaletta c’è però spazio pure per strutture sonore più ricercate, ampliabili ulteriormente in futuro. ‘E Quando Il Sole Si Spegnerà, Saremo Noi A Bruciare Il Cielo’ e ‘Veleno D’Ombra’ gli apici di un ascolto viscerale, in totale incuranza del volume degli amplificatori ed in omaggio a una scena underground italiana che proprio grazie a release potenti come queste trova un po’ di respiro.


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