
Mi sono innamorato alla follia degli islandesi ascoltando ‘Fragments’ e quel disco rimarrà sempre nel mio cuore, nero ovviamente, ma è indubbio che questo nuovo EP segni progressi importanti per il trio. Prima di tutto in termini di produzione, che è cresciuta nell’ottica di una maggiore apertura ai mercati esteri, ma anche per quanto concerne l’approccio compositivo e la stesura degli arrangiamenti. Tutto è perfetto, eppure così pieno di spigoli e orchestrazioni che finiscono sempre per girare attorno ad atmosfere post-punk o revival goth. Il cantato di Stefanía Pálsdóttir è semplicemente sensazionale ed il suo basso risuona potente tra i riff taglienti di Starri Holm e le suadenti e grasse note di violencello di Rún Árnadóttir. I Virgin Orchestra combinano influenze classiche, elettroniche, shoegaze e dark per creare qualcosa che sfida generi e categorie. Qualcosa di immersivo, intimo ed esplosivo. ‘Let It Burn’ sembra la colonna sonora sbilenca di un vivido sogno lucido. Proprio come David Lynch immaginava le musiche per i suoi capolavori. Angelo Badalamenti compose quella di Mulholland Drive, con le strepitose Naomi Watts e Laura Harring, e buona parte di quella di Lost Highway, prodotta da Trent Reznor, con brani di Nine Inch Nails, Rammstein e David Bowie. Scavate negli archivi e poi passate a ‘Let It Burn’, più precisamente a pezzi incredibili come ‘Banger’ o ‘Dreams’ e proverete dei brividi sulla pelle. La visione è la medesima, seducente, accessibile e trascinante. ‘Venus In Scorpio’ si sviluppa lentamente con ritmi lo-fi e archi malinconici e in seguito vi imbatterete anche in influenze trip hop. La verità è che i Virgin Orchestra mostrano la vulnerabilità tipica della giovane età ma anche una maturità spaventosa. Una capacità di rileggere le lezioni del passato e trasformarle in arte moderna. ‘The Pathetic Song’ è forse l’episodio più singolare e magari quello che anticiperà le mosse future. La scena islandese ci ha regalato moltissimo negli anni scorsi, ma da troppo tempo non produceva talenti di questo tipo. Qualcuno dall’alto li protegga. Di sicuro non vedo l’ora di ammirare dal vivo questa band folgorante.


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