
Non saranno certo una chitarrista transessuale sul palco, la talentuosa Danielle Sophia che spicca in una line-up in cui troviamo pure Joe Letz alla batteria, Danny Lohner al basso e due musiciste d’eccezione quali Emily Rudivich e Constance Antoinette, o qualche bonus track a sancire il successo del percorso solista del frontman dei Rammstein. Tra processi, scandali, annunci di separazione con gli altri eroi che hanno contribuito all’ascesa dell’industrial metal tedesco e soprattutto con l’esperienza con i Lindemann bene in testa, ‘Zunge’ ha peròsimboleggiato un’attestazione di forza in un panorama industriale che non può contare ormai da tempo su troppe novità. Difficile apportare qualcosa di innovativo al genere, ma altrettanto difficile trovare dischi consistenti sul mercato. Così ‘Zunge’ finisce per distinguersi anche quando certe soluzioni vengono ripetute o le idee sono meno vincenti rispetto ad altre del passato. Questa edizione aggiornata è però quanto mai interessante, intanto per i tre inediti che propone (‘Prostitution’, ‘Meine Welt’ e ‘Lollipop’) e poi per l’efficacia dei remix presenti in scaletta. Il migliore è l’Alas Caidas Remix di ‘Un Die Engel Singen’ a cura degli Hocico, purtroppo fermi a ‘Hyperviolent’, ma pure gli Aesthetic Perfection, in nome di un ritorno in auge dell’harsh EBM, hanno svolto un grande lavoro con ‘Meine Welt’. La versione per pianoforte di ‘Übers Meer’ mette i brividi e la voce grave e baritonale di Lindemann fa il resto, con atmosfere plumbee, passaggi sussurati e stacchi melodici improvvisi che lasciano spazio a momenti più aggressivi, arricchiti da chitarre e synth, e riflessi delle solite immagini provocatorie e disturbanti, di cui sono stracolmi i testi così come i video promozionali dell’artista. Aggiungetevi che la produzione è caratterizzata anche da rintocchi techno e noise e che non si è ancora placata l’eco della performance al Lucca Summer Festival, con i Lacuna Coil di spalla, e capirete perché ‘Zunge 2025’ ha tutto per essere l’ennesima operazione commerciale di successo. Le critiche non mancheranno nemmeno in futuro, ma in quanto a coerenza stilistica, identità forte e riconoscibile e sonorità pesanti e ossessive c’è poca gara con chiunque.


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