
Dopo il disco blues “Orgy Of The Damned”, uscito appena dodici mesi fa, il buon Slash decide di cavalcare l’onda del successo, mettendo sul mercato un live, registrato al S.E.R.P.E.N.T. Festival alla Mission Ballroom in Colorado, che immortala questo particolare periodo della sua ineguagliabile carriera. Con una formazione totalmente diversa da quella che si porta in giro con il fido Myles Kennedy e con il bravo Tash Neal nel ruolo di cantante e chitarrista ritmico, l’autore di riff immortali come quello presente in “Sweet Child O’Mine” rivela ancora una volta a tutti il suo amore per il blues, attraverso una serie di cover che hanno reso immortale il genere in questione. Ogni canzone viene suonata, lo si percepisce da subito, con il cuore da tutta la band che pare divertirsi dalla prima sino all’ultima nota. Ci troviamo al cospetto di classici senza tempo come “Born Under A Bad Sign” dei Cream, “Stone Free” di Jimi Hendrix, ma anche a perle che i puristi apprezzeranno senza problemi, vedi, ad esempio, “Oh Well” dei Fleetwood Mac, uscito come primo singolo per la promozione del lavoro in questione. In tutta questa miscellanea di suoni antichi che non tramontano mai, c’è spazio anche per un inedito “Metal Chestnut” che si allinea a tutto il resto della produzione. Da segnalare la ottima resa di Johnny Griparic che in passato, oltre ad aver suonato con Slash, aveva fatto parte di un trio micidiale in cui, oltre al bassista, erano presenti la buonanima di Pat Torpey e il funambolico Ritchie Kotzen. Ad ogni modo chi ama un certo tipo di sound ed ha a cuore il blues come propria fonte di ispirazione, questo live è un must da avere senza indugi. Ora sarà interessante capire se Slash la chiuderà qui o se vorrà continuare a dare sfogo a questa sua passione per il genere, realizzando, magari, un album di inediti o un altro di sole cover. Vedremo cosa accadrà.


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