
‘News From Planet Zombie’, sembra sul serio il titolo di un gioco da tavolo della Flying Frog Productions (Conquest Of Planet Earth, Fortune And Glory, Last Night On Earth..), arriva a cinque anni da ‘Vertigo Days’ e segna un ulteriore capitolo nella traiettoria mutevole dei tedeschi. Registrato nell’arco di una sola settimana a Monaco di Baviera con la formazione allargata della band, il lavoro restituisce un senso di spontaneità e di energia collettiva che si riflette nella varietà delle undici tracce e nel loro equilibrio tra malinconia e slancio melodico. Fin dall’apertura con ‘Teeth’. l’album si muove su coordinate intime e riflessive, quasi a riprendere il filo della dimensione contemplativa che ha sempre attraversato la musica del gruppo. Poco dopo però l’album cambia passo e ‘X-Ray’ introduce una tensione ritmica più marcata e una dimensione epica, mostrando il volto più energico dei Notwist, quello capace di fondere indie-rock ed elettronica con grande naturalezza. La ricchezza del lavoro emerge soprattutto nella sua eterogeneità stilistica. Brani come ‘Propeller’ si muovono su territori più atmosferici, costruiti su tastiere luminose e arrangiamenti ariosi, mentre ‘The Turning’ punta su una melodia emotiva e calda che rimanda alla sensibilità pop della band. A questo mosaico si aggiungono incursioni inattese ovvero la cover di ‘Red Sun’ di Neil Young, chiamata ad introdurre una dimensione folk sospesa e malinconica, e ‘How the Story Ends’. che rilegge con delicatezza alcune soluzioni del passato. Rispetto alla produzione più recente, ‘News from Planet Zombie’ sembra accentuare la dimensione collettiva e “organica” del suono. L’album è stato infatti registrato con la formazione live completa, con numerosi musicisti coinvolti negli arrangiamenti e strumenti che spaziano da vibrafono e clarinetto fino a fiati e armonium. Il risultato è un tessuto sonoro più vivo e meno stratificato digitalmente rispetto a molte produzioni passate: le canzoni respirano, lasciano spazio all’imprevisto e conservano perfino qualche spigolo, come se la band avesse volutamente rinunciato alla perfezione levigata in favore di una resa più immediata. Sul piano tematico, il titolo richiama l’immaginario dei B-movies horror: una metafora della confusione del presente, che Markus Acher utilizza per riflettere sul caos politico e sociale contemporaneo. Tuttavia, sotto questa superficie inquieta, l’album mantiene un tono sorprendentemente luminoso, quasi consolatorio: le canzoni sembrano suggerire che, anche nel disordine del mondo, esistono ancora forme di comunità e di speranza.


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