
.Quando si parla dei Black Stone Cherry si rimane sempre con un pochino di amaro in bocca. Dopo i primi tre lavori che avevano lasciato stupiti tutti per la bravura con cui veniva mescolato l’hard con il blues, la band americana ha intrapreso una strada meno coraggiosa, andando a percorrere territori alternative che ne hanno minato l’ispirazione degli esordi. Ora, dopo qualche passo falso, i ragazzi del Kentucky ritornano con un EP, formato molto in voga di questi tempi, che potrebbe rappresentare una bella inversione di tendenza rispetto al recente passato. I sette pezzi, comprensivi della cover dei Simple Minds “Don’t You (Forget About Me) che si è rivelata un mero esercizio di stile nonostante la presenza del leader dei Theory Of A Deadman Tyler Connolly, sono tirati, ma hanno al loro interno un’ottima componente melodica che non guasta mai. La titletrack vede nel ritornello la sua parte forte, mentre la cattiva “What You’re Made Of” si rivela incisiva e, soprattutto, da inserire obbligatoriamente nelle esibizioni dal vivo, dove i nostri danno sempre il meglio di se stessi. “Neon Eyes”, pur contrapponendo parti dure ad altre più leggere, probabilmente è quella meno riuscita del lotto, in quanto manca nell’apertura del chorus che, in casi come questi, fa davvero la differenza. Chiaramente non può mancare il classico lentone da free highway che, in questo caso, è rappresentato da “Deep”. “Caught Un In The Up Down” e “I’m Fine”, invece, sono le classiche composizioni degli ultimi Black Stone Cherry, ma con quel quid in più che è rappresentato dall’ottimo utilizzo delle melodie che sono state messe al posto giusto. Dunque, in attesa di un vero e proprio LP, ci si può godere questo lavoro che risulta piacevole e gradevole come una di quelle giornate passate al mare alla vigilia del sol leone estivo.

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