
Con ‘Supersonic Vampire Pussy’, i Lords Of Salem spingono ancora più in là la loro estetica horror-metal fatta di provocazione, teatralità e riff pesanti. Il disco è una dichiarazione d’intenti chiara: un concentrato di shock rock, industrial metal e groove granitici che punta più sull’impatto immediato che sulla raffinatezza compositiva, ma lo fa con una produzione sorprendentemente solida. Il mix è potente e compatto, le chitarre sono spesse e fortemente compresse, con un taglio quasi industrial, e la sezione ritmica privilegia un suono moderno e profondo, con una cassa molto presente e rullanti secchi. I synth e gli effetti sonori – sirene, voci distorte, sampler– vengono utilizzati come veri e propri strumenti atmosferici, rafforzando quell’immaginario pulp e cinematografico che i tedeschi coltivano fin dagli esordi. Il risultato è un suono più professionale e stratificato rispetto ai lavori precedenti. L’apertura con ‘The Hills Have Eyes’ è immediatamente aggressiva: riff serrati e un andamento quasi marziale costruiscono un’introduzione perfetta per entrare nell’universo sonoro della band. ‘Miss Demoness’ è invece uno dei pezzi più diretti e memorabili del disco, con un ritornello costruito per restare in testa e una struttura molto efficace dal vivo. Tra i momenti più rappresentativi c’è la frenetica title track: velocità sostenuta, chitarre taglienti e un groove quasi industrial che spinge il pezzo verso territori estremi. ‘German Zombie Attack’ unisce riff pesanti e un approccio quasi narrativo mentre ‘Blood Orgy’ accentua l’aspetto teatrale del gruppo grazie a cambi di dinamica e a un uso più marcato degli effetti sonori. A sorpresa arriva ‘Eternal Love’, una parentesi più lenta e oscura costruita attorno al pianoforte e a un’atmosfera decadente, prima che il disco torni a spingere sull’acceleratore con ‘1000 Ways To Die’ e la conclusiva ‘Carnivore’, entrambe guidate da groove pesanti e refrain aggressivi. Se in passato il gruppo puntava soprattutto sull’estetica shock e sull’impatto visivo, qui emerge una maggiore consapevolezza nella scrittura dei brani e nella costruzione dell’atmosfera. L’identità resta volutamente sopra le righe – tra horror, ironia nera e immaginario exploitation – ma il songwriting appare più compatto e la produzione molto più curata.

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.