Isthmos
The Prestige
Banshies
Pubblicato il 07/06/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Léthé
2. Debris
3. Father of None
4. Rose du Désert
5. The Ascend
6. Noire Nuit
7. Sunborn
8. Sacrifice

Senza volere scomodare brutti paragoni, i francesi sono al momento per il movimento postcore quello che i Cult Of Luna hanno rappresentato per anni per la comunità post-metal. Kerrang! ha scritto che dopo il fenomenale ‘Amer’ il solo obiettivo della band era di superarlo e massacrarlo. Ci sono riusciti con ‘Isthmos’, otto tracce malsane che fondono rabbia pura e catarsi evidenziando una sofferenza interiore indicibile. Il termine greco, da cui è stato preso il titolo, indica quella sottile striscia di terra che collega due masse più grandi separando al contempo due corpi d'acqua. È un luogo di transizione per definizione, un posto che non è ancora l'una cosa né più l'altra. Un titolo che evoca odissee e attraversamenti, ma soprattutto l'idea di un passaggio — da uno stato a un altro, da una vita alla successiva. L’ascolto è contraddistinto da momenti di furia, spesso con divagazioni nello sludge, alternati ad altri di apparente quiete, proprio perché la loro evoluzione ha portato questi musicisti ad imparare a fare molto bene una cosa ovvero delineare gli estremi, spingersi al massimo sia quando c’è da pestare duro sia quando si preferisce lasciare emergere una tensione più malinconica e una certa vulnerabilità. Otto pezzi densi e introspettivi, tra cui spiccano senza dubbio ‘Léthé’, chiamata a descrivere un’intera ambientazione e lasciare lentamente crescere il singolo ‘Debris’, e ‘The Ascend’, che mi ha riportato alla mente qualcosa dei The Ocean.

Songs
1. Léthé
2. Debris
3. Father of None
4. Rose du Désert
5. The Ascend
6. Noire Nuit
7. Sunborn
8. Sacrifice
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