
Ho ascoltato quest’album per tutto il viaggio di ritorno dal NorthSide Festival di Aarhus e scrivo la recensione prima di gettarmi nell’arena del Visarno di Firenze, in vista del concerto di Robbie Williams scelto come headliner per la seconda giornata di Firenze Rocks. Concerto a cui parteciperò rigorosamente con la t-shirt di ‘Beneath The Remains’ dei Sepultura tanto per mantenere la distanza. E un disco della Les Acteurs De L’Ombre Productions è quanto di meglio per mantenere le distanze quando si viene continuamente invasi da messaggi social, stupidi video di Tik Tok e YouTube e uscite commerciali tutte uguali l’una all’altra. Stavolta è il turno dei Numen, band iberica che aveva pubblicato l’ottimo ‘Iluntasuna Besarkatu Nuen Betiko’ nel lontano 2019. In questo lasso di tempo la band si è dedicata alla scrittura, a qualche data dal vivo e ha cambiato batterista, inserendo in formazione Sistre, già nei Bestial Nihilism e nei Les Chants De Nihil. Con ‘Erre’, i Numen confermano la propria posizione tra le realtà più intransigenti e autentiche del panorama black metal europeo contemporaneo. Siamo di fronte ad un ulteriore passo nella definizione di un linguaggio sonoro feroce, primordiale e profondamente radicato nella tradizione più oscura del genere. Fin dalle prime battute, un'opera distante da qualsiasi compromesso. I Numen costruiscono un muro sonoro imponente, alimentato da riff taglienti, tremolo picking incessanti e una sezione ritmica che alterna con naturalezza accelerazioni furibonde e passaggi più cadenzati, senza mai perdere intensità. L'approccio della band è volutamente ruvido e selvaggio: ogni composizione sembra nascere dalle profondità di una natura ostile e incontaminata, trasformando l'ascolto in un'esperienza immersiva e totalizzante. La produzione, pur mantenendo un carattere grezzo e abrasivo, riesce a valorizzare ogni strumento senza sacrificare l'impatto complessivo. Le chitarre dominano la scena con trame gelide e dissonanti, mentre la batteria martella incessantemente, sostenendo strutture che non cercano la facile immediatezza ma puntano piuttosto a costruire un'atmosfera di costante tensione. Le linee vocali, corrosive e disperate, aggiungono ulteriore profondità emotiva a un lavoro già denso e cupo.


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