
La storia degli Hollywood Vampires è nota, ma ci sembra giusto dare qualche cenno di storia. Nati alla fine degli anni sessanta in quel di Los Angeles, questo supergruppo estemporaneo aveva tra le proprie fila gente come Alice Cooper, Keith Moon e John Lennon. L’obiettivo, sfacciatamente dichiarato, era quello di coinvolgere più artisti possibili dello star system dell’epoca e suonare cover di ogni tipo. L’esperimento andò avanti per qualche tempo, salvo poi fermarsi anche a causa delle morti di alcuni dei protagonisti di questa storia. Intorno al 2010 il buon Alice Cooper ha deciso di rimettere in moto la suddetta macchina infernale e ci ha fatto salire a bordo gente di qualità come Joe Perry, Tommy Henriksen e Johnny Depp (si, proprio lui). E così da allora sino ai giorni nostri i quattro hanno deciso di girare il mondo suonando cover tra le più disparate. Questo live, registrato in uno dei festival jazz più importanti al mondo che si tiene a Montreux, risale, addirittura, al 2018 e ci regala un affresco molto interessante della super band. È come se ci trovassimo dinnanzi ad un gruppo di amici (famosi) che gira nei festival (e non nei pub) e suona cover in maniera professionale e con un’amplificazione stratosferica. Ed è un bel sentire. Perché quando partono classici come “Baba O’Riley” o “I’M Eighteen” la voglia di ritornare indietro e ripremere play sul lettore è molto forte. Lo è ancora di più quando Joe Perry si cimenta al microfono con “Combination”, una delle perle dei suoi Aerosmith contenuta nel mitico “Rocks”. Qui davvero si può ammirare una formazione che spinge forte sull’acceleratore, tanto che per rimanere in tema va anche a scomodare un classico come “Ace Of Spades” dei Motorhead che, suonato in un festival jazz, sa tanto di meravigliosa provocazione. Dunque, ricapitolando, questo live è molto piacevole e va preso per quello che è, ovvero come un’operazione nostalgia molto remunerativa da un punto di vista degli incassi. È un qualcosa che ricalca i tempi attuali. Del resto, ai giorni d’oggi, quanti locali o pub propongono in Italia gruppi che fanno musica propria e non cover? Ecco, se riuscite a trovarne più di dieci, vi stringeremo la mano simbolicamente a distanza.


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