The Scarecrow
Avantasia
Nuclear Blast - Audioglobe
Pubblicato il 22/01/2008 da Lorenzo Becciani
Songs
1.Twisted Mind
2.The Scarecrow
3.Shelter From The Rain
4.Carry Me Over
5.What Kind Of Love
6.Another Angel Down
7.The Toy Master
8.Devil In The Belfry
9.Cry Just A Little
10.I Don't Believe In Your Love
11.Lost In Space
Songs
1.Twisted Mind
2.The Scarecrow
3.Shelter From The Rain
4.Carry Me Over
5.What Kind Of Love
6.Another Angel Down
7.The Toy Master
8.Devil In The Belfry
9.Cry Just A Little
10.I Don't Believe In Your Love
11.Lost In Space
Mi avessero chiesto di puntare anche solo due lire su un progetto parallelo di Tobias Sammet - che ho avuto modo di conoscere sbarbatello a inizio carriera - qualche anno fa avrei rifiutato in modo categorico probabilmente prendendo in giro il mio interlocutore. Ascoltando "The Scarecrow" non posso che ammettere il mio errore e devo concedere al cantante degli Edguy di essere riuscito a personalizzare in modo vincente un"idea di classic metal purissimo che col terzo lavoro in studio ha assunto un valore qualitativo e commerciale impensabile. Un disco, "The Scarecrow", che nei piani iniziali di Sammet non sarebbe mai dovuto uscire e che invece adesso a distanza di cinque anni trova consensi sia tra il pubblico (il singolo "Lost In Space" che ha anticipato l"uscita ha battuto ogni record della Nuclear Blast) che tra gli addetti ai lavori incapaci di parlare male o trovare difetti palesi nella proposta. Rispetto al passato è chiaro l"intento di Sammeth di allontanarsi dalle care coordinate power metal alla ricerca di un connubio maggiore tra hard rock e solido heavy metal anni ottanta. Sonorità che non moriranno mai e funzionano sempre ma anche una produzione spettacolare e una lista di ospiti notevole. Insieme a Eric Singer e Sasha Paeth dietro al microfono si alternano personaggi del calibro di Alice Cooper, Michael Kiske, Jorn Lande e Roy Kahn. Non bastasse gli arrangiamenti di "The Scarecrow" mettono ancora più in luce la varietà stilistica di un cantante che ha scoperto di non potere più limitarsi ad una sola dimensione. Si passa così da pezzi mediamente classici quali la title track o "Another Angel Down" a canzoni che guardano in modo deciso alla scena alternative ("Cry Just A Little Of Me" e "What Kind Of Love"). "Carry Me Over" e "I Don"t Believe In Your Love" altri due momenti importanti di una release che si lascia ascoltare con trasporto e non nasconde il suo fare ruffiano. Qualora venisse bagnata d"oro non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi.
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