Room On Fire
The Strokes
RCA [US] - Rough Trade [EU]
Pubblicato il 13/12/2005 da Dropday
Songs
01. What Ever Happened? -
02. Reptilia -
03. Automatic Stop -
04. 12:51 -
05. You Talk Way Too Much -
06. Between Love & Hate -
07. Meet Me In The Bathroom -
08. Under Control -
09. The End Has No End -
10. The Way It Is -
11. I Can't Win
Songs
01. What Ever Happened? -
02. Reptilia -
03. Automatic Stop -
04. 12:51 -
05. You Talk Way Too Much -
06. Between Love & Hate -
07. Meet Me In The Bathroom -
08. Under Control -
09. The End Has No End -
10. The Way It Is -
11. I Can't Win
Parlare di quest’album è un po’ come sparare sulla croce rossa. Intendiamoci, qualsiasi cosa avessero fatto dopo ‘Is This It’, gli Strokes sarebbero stati criticati: troppo clamorosa la loro esplosione per non generare frange opposte di acclamanti sostenitori e detrattori feroci, ognuna delle quali pronta a spargere incenso o a gettare veleno ad ogni nota. Facilissimo, con un’aspettativa del genere, cadere in errore. Sei rimasto uguale? Sei banale e non hai inventiva, che delusione… Sei cambiato? Ma a noi piacevi di più com’eri prima, che delusione… E a questo punto l’obiettività se la ride da lontano e aspetta che si plachi il polverone. La verità, come sempre, non sta mai negli estremi: ‘Room On Fire’ ricalca necessariamente le scelte stilistiche di ‘Is This It’, il rock’n’roll sporco e lo-fi, la voce trasandata di Julian Casablancas, le chitarre semplici ed ossessive che a tratti si lasciano andare a riff taglienti, la sezione ritmica ordinata e mai sopra le righe; se così non fosse stato non sarebbero più stati gli Strokes, ma c’è qualcos’altro. L’atmosfera è meno sbarazzina e vivace, forse meno istintiva, ma più aperta a variazioni sul tema: se ‘What Ever Happened?’ sembra essere il ponte ideale a livello musicale tra i due album, subito ‘Reptilia’ con il suo assolo tiratissimo se ne distacca, lasciando spazio alla poetica ‘Automatic Stop’ ed agli effetti elettronici vintage di ’12:51’. L’album prosegue come naturale sviluppo del lavoro iniziato due anni prima, con picchi come la suadente ‘Under Control’ e in misura minore ‘The End Has No End’. Sinceramente trovo ‘Room On Fire’ un album non sconvolgente ma ben riuscito, con ottime canzoni, che consolida le basi di uno stile che contraddistingue gli Strokes e li rende riconoscibili. E a me non sembra affatto un delitto, bensì un pregio.
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