Ashes Of Redemption
Sanctorum
Copro Records
Pubblicato il 05/08/2008 da Roberto Michieletto
Songs
1. Carved In Stone
2. Sorrow Of Man
3. Against Us All
4. These Killing Hands
5. Hope Of Salvation
6. Ashes Of Redemption
7. The Reckoning
8. Call To Arms
9. Tales Of A Horror
10. Fallen
11. Take It All
Songs
1. Carved In Stone
2. Sorrow Of Man
3. Against Us All
4. These Killing Hands
5. Hope Of Salvation
6. Ashes Of Redemption
7. The Reckoning
8. Call To Arms
9. Tales Of A Horror
10. Fallen
11. Take It All
È sempre fonte di soddisfazione rimanere sorpresi da una formazione per lo più sconosciuta e di cui nessuno ha millantato crediti illusori, che poi puntualmente non vengono riscontrati. Si alimenta così la speranza (avvalorata dai fatti) che là fuori vi siano ancora realtà partorite dalle menti delle nuove generazioni in grado di non limitarsi all’applicazione della regola del copia e incolla. I Sanctorum sono questo tipo di band e hanno alle spalle un disco (‘The Heavens Shall Burn’), che dubito abbia valicato i confini della patria natia, la Gran Bretagna, ma che ha consentito loro di approdare presso la Copro Records e disporre dell’opportunità di lavorare con una certa qual professionalità e non per nulla hanno scelto di affidare la produzione a Dave Chang (Earthtone9, Browbeat, Stampin’ Ground, Helgrind e Orange Goblin). L’apertura è affidata a ‘Carved In Stone’ e l’impressione iniziale è quella di essere al cospetto di un gruppo desideroso di muoversi in un contesto heavy metal potente, quasi alla Nevermore, quindi con i piedi ben saldi nel presente. Benché già quello avrebbe potuto essere un percorso interessante, i Sanctorum da lì in poi iniziano a macinare suoni su suoni e con ogni brano addizionano e mutano, amalgamando con disinvoltura e naturalezza diverse forme metalliche, spesso tendenti al thrash o al death più snello, ma anche capaci di risultare fresche nel momento in cui diventano metal-core o riportano in vita proprio lo spirito che appartenne ai grandissimi Earthtone9. Indipendentemente dal genere (‘Take It All’ è la perfezione applicata al thrash-core) a risultare vincente è la scrittura e l’abilità nel comporre canzoni che sanno trascinarti ed entusiasmarti, prima che impressionarti.

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