Carnivalia
Viza
Graviton Music Services
Pubblicato il 16/10/2012 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Carnivalia
2. A Magic Ladder
3. Viktor?s Sister
4. Hourglass
5. Illumination
6. Shall We Reign Dance?
7. Everybody Wants Money!
8. Sparring
9. Things Are Awkward
10. Tricky Tricky
11. Poor Pete
12. Meet Me At The Troubadour
Songs
1. Carnivalia
2. A Magic Ladder
3. Viktor?s Sister
4. Hourglass
5. Illumination
6. Shall We Reign Dance?
7. Everybody Wants Money!
8. Sparring
9. Things Are Awkward
10. Tricky Tricky
11. Poor Pete
12. Meet Me At The Troubadour
Una band vera, portatrice di un messaggio positivo e di grandi valori. Soprattutto una band composta da musicisti di categoria superiore che non disdegnano di strapazzarsi dal vivo e rendere ogni loro esibizione imperdibile per i presenti. Stiamo parlando dei californiani che con 'Carnivalia' confezionano un altro album decisamente aggressivo ed orientato verso il metal come il precedente 'Made In Chernobyl'. Rispetto ai primi lavori si ha la sensazione che il collettivo abbia deciso di indurire certi passaggi per rendere ancora più evidente il contrasto con arrangiamenti pieni di colore e sottolineare l'apporto delle liriche che affrontano temi socio-politici come la condizione degli armeni nel mondo. La title track e 'A Magic Ladder' introducono l'ascoltatore nei meandri di un suono che vive di sussulti folk alla Gogol Bordello e stacchi ritmici spiritati in stile System Of A Down. L'intreccio tra le voci del leader K'noup Tomopoulos e Chris Daniel è superbo e curiosamente l'elettronica viene utilizzata per esaltare strumentazione tradizionale come oud, duduk, flauti e percussioni di ogni tipo. Il disco è stato registrato agli UMRK Studios di Hollywood, ricavati in una vecchia abitazione di Frank Zappa, ed evidentemente l'atmosfera presente ha aiutato a rendere ancora più stravaganti ed epiche le canzoni. 'Viktor's Sister' e 'Shall We Reign Dance?' sono esilaranti e 'Tricky Tricky' è il manifesto di un gruppo che dal vivo riesce a sfruttare al massimo le sue potenzialità. Meritevole di menzione anche l'apporto di Jared Lee Gosselin, in passato al fianco di Macy Gray e non certo abituato a sonorità del genere, che ha saputo comprendere la band e spingerla a superare i propri limiti. 'Meet Me At The Troubadour' è la 'Trans-Siberian Standoff' di oggi. I Viza non si sono fermati. Al contrario sono progrediti e non devono avere più timore di nessuno.
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