Memento
Ready, Set, Fall
Lifeforce Records
Pubblicato il 21/02/2014 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Deceiving Lights
02. Skyscrapers
03. Buried Alive
04. Is This a Happy Ending?
05. Memento
06. A.N.S.I.A.
07. Honor
08. Labyrinth
09. The Temple Is Me
10. Meri Maat
11. Tidal Waves Could Save the World
12. Your Empire Strikes Back
13. Sincerely, Mine
Songs
01. Deceiving Lights
02. Skyscrapers
03. Buried Alive
04. Is This a Happy Ending?
05. Memento
06. A.N.S.I.A.
07. Honor
08. Labyrinth
09. The Temple Is Me
10. Meri Maat
11. Tidal Waves Could Save the World
12. Your Empire Strikes Back
13. Sincerely, Mine
L'esordio dei liguri ha avuto il potere di farmi tornare indietro di oltre dieci anni non tanto per le influenze nu metal che illuminano il tessuto strumentale proposto ma perché a quei tempi le migliori band del settore venivano filtrate soprattutto per le capacità del loro frontman. Poi è arrivato il metalcore ed improvvisamente del valore effettivo dei cantanti si è un po? perduto il conto come se incidessero meno sul risultato finale o dovessero rappresentare solamente il manifesto di una inaudita violenza dal vivo. Il talento di Christopher Volpi è invece talmente marcato, dilaniante, esagerato che viene da chiedersi da dove sia spuntato fuori e se sia possibile che i Ready, Set, Fall! siano effettivamente parte della nostra scena. 'Memento' è un album in costante bilico tra swedish death e metalcore stelle e strisce con stacchi ritmici mostruosi, chitarre assassine e ritornelli memorabili. Un estenuante processo di realizzazione ha permesso di curare la produzione nei dettagli, sotto la supervisione di Andrea Fusini, e non lasciare nulla al caso. Neanche mezza traccia dei classici errori di percorso o di quelle ingenuità che rendono anche umane se vogliamo le opere prime delle band che si affacciano sul mercato discografico. Il contratto con la Lifeforce Records spiega tante cose ma per una volta mi auguro che sia il pubblico di casa nostra a sospingere la band verso una consacrazione estera e non il contrario. Ne abbiamo viste troppe di realtà con gli attributi affossate dalla precarietà locale o dalla scarsa professionalità delle persone alle quali concedevano fiducia. Non può succedere anche stavolta. Mentre sale la rabbia vengo travolto dallo straordinario impatto generato dalla stereo. ?Deceiving Lights? e ?Skyscrapers? stabiliscono gli standard della scaletta con rimandi a Meshuggah e Soilwork che non sanno mai di mero copia ed incolla ma dimostrano una lettura attenta di quello che è successo negli ultimi anni ed un?analisi interiore più critica della media. 'Buried Alive' richiama alla mente i Sepultura di 'Roots', 'Is This A Happy Ending?' e 'A.N.S.I.A.' svelano arrangiamenti orchestrali mentre 'Honor' e 'The Temple Is Me' si incollano alla materia cerebrale e non ce n'è più per nessuno. 'Tidal Waves Could Save The World' non è altro che un mix brutale di quanto di meglio il metal moderno sia riuscito ad esprimere nello scorso decennio ed il bello è che i ragazzi possono solo crescere.

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