Prometheus – Symphonia Ignis Divinus
Luca Turilli's Rhapsody
Nuclear Blast - Warner Music Group
Pubblicato il 28/06/2015 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis)
02. Il Cigno Nero
03. Rosenkreuz (The Rose And The Cross)
04. Anahata
05. Il Tempo Degli Dei
06. One Ring To Rule Them All
07. Notturno
08. Prometheus
09. King Solomon And The 72 Names Of God
10. Yggdrasil
11. Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall Part II: Codex Nemesis
I. Codex Nemesis Alpha Omega
II. Symphonia Ignis Divinus (The Quantum Gate Revealed)
III. The Astral Convergence
IV. The Divine Fire Of The Archangel
V. Of Psyche And Archetypes (System Overloaded)
Songs
01. Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis)
02. Il Cigno Nero
03. Rosenkreuz (The Rose And The Cross)
04. Anahata
05. Il Tempo Degli Dei
06. One Ring To Rule Them All
07. Notturno
08. Prometheus
09. King Solomon And The 72 Names Of God
10. Yggdrasil
11. Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall Part II: Codex Nemesis
I. Codex Nemesis Alpha Omega
II. Symphonia Ignis Divinus (The Quantum Gate Revealed)
III. The Astral Convergence
IV. The Divine Fire Of The Archangel
V. Of Psyche And Archetypes (System Overloaded)

Rimango basito dai progressi compiuti dai Rhapsody una volta messa da parte la saga ed avvenuta la separazione con i vecchi membri. Confermo l’impressione, già espressa in occasione dell’uscita di ‘Ascending To Infinity’, che entrambe le componenti rappresentassero ormai un freno all’estro compositivo di Luca Turilli ed al suo desiderio di accrescere il potere cinematico della proposta. Il risultato è un album che segue la direzione intrapresa dal precedente e ci regala settanta minuti di musica sinfonica. Il connubio con Alessandro Conti è responsabile di buona parte della straordinaria epicità della release ed il primo pregio dell’album è quello di essere apprezzabile sia prendendo una canzone alla volta, sia nel suo insieme o addirittura ascoltandolo di seguito all’esordio di questa nuova incarnazione del progetto. La seconda nota di merito riguarda la produzione meticolosa ed organica che fa apparire ogni passaggio dell’album come reale. In questo i Rhapsody superano di gran lunga i Nightwish ed altre formazioni di successo che di recente si sono fatti prendere la mano rendendo debole proprio la sezione orchestrale. Infine è stato raffinato anche il songwriting con i pezzi in italiano che si integrano alla perfezione con il resto del materiale ed il cantante che viene messo in condizione di esprimere tutto il suo spettro vocale. Le registrazioni si sono svolte sotto la supervisione di Sebastian Roeder e nella lista dei crediti compaiono personaggi di rilievo come Ralf Scheepers (Gamma Ray, Primal Fear) – per la reprise di ‘Thundersteel’ dei Riot - David Readman (Pink Cream 69), Dan Lucas e Emilie Ragni. La scaletta non presenta punti deboli ma spiccano comunque ‘Rosenkreuz (The Rose And The Cross)’, ‘Prometheus’ e ‘Of Michael the Archangel and Lucifer’s Fall’ attraverso le quali l’autore riesce a trasmettere un senso melodico ed una potenza davvero incredibili.

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