Death Of A Dead Day
Sikth
Bieler Bros Records
Pubblicato il 23/06/2006 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Bland Street Bloom
2. Flogging The Horses
3. Way Beyond The Fond Old...
4. Summer Rain
5. In This Light
6. Sanguine Seas Of Bigotry
7. Mermaid Slur
8. When The Moments Gone
9. Part Of The Friction
10. Where Do We Fall
11. Another Sinking Ship
12. As The Earth Spins Round
13. Each Other And Ourselves
Songs
1. Bland Street Bloom
2. Flogging The Horses
3. Way Beyond The Fond Old...
4. Summer Rain
5. In This Light
6. Sanguine Seas Of Bigotry
7. Mermaid Slur
8. When The Moments Gone
9. Part Of The Friction
10. Where Do We Fall
11. Another Sinking Ship
12. As The Earth Spins Round
13. Each Other And Ourselves
Sono spaventato, scosso. Non solo ‘Death Of A Dead Day’ brucia dal primo all’ultimo secondo le canzoni che si susseguono di volta in un incendio infernale di paradossi e situazioni sonore al limite della reale comprensione umana ma riesce a superare anche il geniale ‘The Trees Are Dead..’ che ci aveva svelato da un buco nero chissà dove la spazialità degli inglesi. ‘Bland Street Bloom’ è l’ultima canzone che potreste pensare come introduzione di un disco di qualunque genere. I colossali cambi di stile e stacchi melodici che attraversano quel delirio di note che dovrebbero servire esclusivamente come colonna sonora di un omicidio seriale vi lasceranno atterriti. Arrivano quindi altri due capolavori assoluti come ‘Flogging The Horses’ e ‘Way Beyond The Fond Old River’. La prima è una classica Faith No More song iniettata di perversione, sadismo e giusto scetticismo per le angolazioni tutte uguali del metalcore, la seconda spezza ancora di più il flebile legame di illusoria intimità e introspezione che si potrebbe essere finora creato tra l’ascoltatore e i Sikth. Emergono influenze dei System Of A Down (la bonus track ‘Each Other And Ourselves’), dei primi Glassjaw (‘Part Of The Friction’), dei Tool ma pura e semplice verità è che di gruppi come questo al mondo non ce ne sono altri. ‘When The Moment’s Gone’ e l’assurda ‘Where Do We Fall ?’ altri due momenti imperdibili di un disco monumentale, forse il più bello in assoluto uscito quest’anno dopo ’10,000 Days’ di Maynard James Keenan e soci. I Sikth volano lontano anni luce e la loro schizofrenica fusione tra metal, progressive, postcore e crossover si erge sempre più imperiosa come esperienza fondamentale e totalmente elitaria in un Inghilterra ai minimi storici per qualità di musica proposta. L’ultimo grande gruppo sputato fuori dal nu metal. Appena in tempo..
Sikth
From UK

Discography
2004 - The Trees Are Dead & Dried Out Wait For Something Wild
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