
Da quando i Raime sono entrati nella mia vita la Blackest Ever Black ha guadagnato una stima infinita da parte del sottoscritto e spesso ha continuato anche a meritarsela. Stavolta devo ammettere che l’etichetta inglese si è davvero superata andando a scovare in Australia un’artista che possiede un potenziale unico. ‘You Know What It’s Like’ è l’album di debutto di questa ragazza dal nome italiano e residente a Berlino che ama darkwave, slowcore e post punk in ugual misura. Le sue tracce sanno colpire a freddo ma anche essere minimali e decadenti, magnetiche e pop eppure altamente evolute. L’esordio dell’ex Mole House e F ingers and Tarcar si pone trasversale a tutto ciò che esce oggi e propone tutta una serie di contrasti. “Da un lato l’esigenza di rivelare una preoccupazione ancestrale, il curiosare nelle vite degli altri, il violare dall’esterno l’ intimità delle persone a loro insaputa; successivamente, il piano si sposta sul voler sottolineare, ed in un certo senso enfatizzare, lo scontro tra intimità e distanza, due facce della stessa medaglia.” L’ep ‘Fast Moving Cars’ - che a qualcuno aveva evocato lo spettro di Emiliana Torrini - è servito per muoversi con cautela, ostentare determinazione ma senza peccare di presunzione. Adesso tracce come ‘DB Rip’ e ‘Dry In The Rain’ tratteggiano un rituale cinico e la produzione di Tarquin ManekIn non segue mai soluzioni commerciali. Addirittura ‘What You Gonna Do Now?’ cita Christa Päffgen e apre ad un futuro che potrebbe essere totalmente pop o all’opposto totalmente immerso in un’elettronica liquida e di tendenza. Staremo a vedere cosa succederà ma nel frattempo queste otto canzoni non si scrollano di dosso.

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