Haima
Italia
Pubblicato il 25/01/2015 da Lorenzo Becciani

Prima di tutto vorrei che presentaste la line-up aggiornata con tutti i progetti a cui avete partecipato in passato oppure in cui siete tuttora coinvolti...
Fabio: Line-up a 2, Juri Bianchi alla voce (ex Anyface, The Bloodline Propaganda, Addiction, Hybris) e Fabio Stanzani al basso, chitarre e drum programming (ex Folder, Estranea, Cabala, Euthanasia)

Come vi siete conosciuti con Fabio? Come è nata l'idea di formare questo progetto? Vi siete ispirati subito a certe coordinate musicali oppure si è sviluppato tutto secondo un concept preciso?
Juri: Fabio ed io ci conosciamo ormai da più di venti anni e lo considero come un fratello. Adesso che poi è già qualche anno che lavoriamo insieme il nostro rapporto sta assumendo i contorni di un matrimonio a tutti gli effetti ahahah… Scherzi a parte questa è la prima volta che condividiamo un progetto musicale insieme e la molla che ci ha spinto si riassume in una sola parola e cioè divertimento. Questo non vuol dire che l’album sia stato fatto superficialmente ma l’intento primario era quello di divertirsi creando un sound libero da condizionamenti e volutamente sporco e sabbioso

'Come Maiali Nel Tunnel' è un titolo più che esplicito. Va letto come uno sfogo intimo/personale o vuole descrivere una situazione di disagio sotto gli occhi di tutti?
Juri: Credo che l’indignazione e l’insoddisfazione per il mondo che ci circonda sia il primo passo per renderci conto che viviamo una realtà in cui siamo solo carne da macello per un sistema che condiziona e opprime l’individuo…e quando dico inviduo intendo proprio ogni essere umano preso nella sua unicità. Un mondo fondato su "ciò che c’è già" e che vede malissimo chi reclama il proprio bisogno di individualità e di espressione. Questo mondo per non crollare ha bisogno che ognuno stia al suo posto e faccia il suo compitino senza strafare…chi non si adegua e parla in prima persona di sé stesso dicendo "io" va contro il "noi" stato, religione, partito politico, famiglia e viene emarginato. Invece chi si adegua e abbassa la testa smettendo di sognare diventa "come un maiale nel tunnel"

Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare le canzoni?
Fabio: Più o meno ho iniziato a comporre i pezzi in maggio, sono venuti fuori di getto, a valanga, in un mesetto circa e nel frattempo Juri buttava giù testi e linee vocali, a luglio l’album era già finito e registrato. Abbiamo vissuto un paio di mesi incredibili e indimenticabili, era come vivere continuamente su una giostra. Il rock n roll per come lo intendiamo noi è istinto e cruda verità, stare troppo a ricamarci sopra e curare troppo le cose toglie spontaneità e verità. Questo è un album registrato quasi tutto “buona alla prima”, anche la voce di Juri che in questo modo è riuscito a dare davvero tanto e credo che si senta.

Dove avete registrato? Che tipologia di sound desideravate ottenere?
Fabio: Della registrazione e del mixaggio me ne sono occupato io sempre facendomi consigliare anche da Juri. Il sound è esattamente come lo volevamo: sporco e fuori moda, non in linea con le produzioni attuali.

Puoi svelarci il significato di 'Ogni Mia Paura' e 'Pneuma'?
Juri: 'Ogni Mia Paura' parla della crocefissione che ognuno di noi subisce nella sua quotidianità se osa esprimere le sue emozioni….putroppo è tanta la gente che sceglie di non essere crocefissa perché ha paura di affrontare le sue paure…e l’immagine di Gesù, quella vera e non massacrata e manipolata dai dogmi religiosi, esprime bene cosa succede a chi osa “alzare la testa”. 'Pneuma' in greco indica il “respiro”, il soffio vitale che anima ogni essere vivente e lo connette alla sua parte più pura e incontaminata….quando una persona inizia a conoscersi e “sente” questo respiro dentro di sé capisce di essere molto più grande di quello che gli altri gli dicono e allora, solo allora, come Noè non annega nel diluvio quotidiano in cui tutti vivono senza rendersene conto…e lo fa sviluppando un linguaggio preciso e coerente con sé stesso conoscendo la realtà che lo circonda e dominandola...perchè nell’antico testamento il termine tradotto con arca è TeBaT che in realtà in ebraico antico vuol dire “contenitore-linguaggio”: chi sviluppa un proprio linguaggio e una propria personalità é destinato a far piccole-grandi cose meravigliose.

Quanto è cambiato il tuo modo di cantare o per meglio dire il tuo approccio vocale dagli inizi di carriera ad oggi?
Juri: Io mi sono cimento in diversi generi (dal death metal al crossover) e ho sempre voluto mantenere la mia istintività come caratteristica principale, il che non vuol dire che sia originale e particolarmente dotato rispetto ad altri ma, credo e sento, che essere istintivo mi abbia sempre aiutato a tirar fuori il mio lato più emotivo e personale…quello che mi sento di fare lo faccio. Stavolta ho anche usato il cantato in italiano ed è stata una cosa affascinante specialmente per i fatto che “sentivo” di dover cantare in questa lingua i pezzi dell’album. Non so dirti se sarà sempre così, magari il prossimo tornerò ad usare l’inglese se sentirò che sarà la cosa più giusta.

La cover di 'Ragazzo' dei Liftiba è estremamente originale. Perché avete scelto proprio questa canzone?
Fabio: Abbiamo voluto fare un tributo a un grande gruppo che ha scritto la storia del rock italiano, 'Ragazzo' l’abbiamo scelta, o sarebbe meglio dire che ci è piovuta addosso, soprattutto per il testo che è bellissimo e molto attuale ma anche perché sapevamo di poterne fare una versione molto diversa dall’originale portandola sul nostro territorio.

Anche se parliamo di un genere differente una domanda sugli Addiction te la devo fare. Sai benissimo che ritengo 'Doubt The Dosage' il migliore album di crossover metal mai uscito in Italia e sicuramente tra i primi quattro-cinque usciti in Europa. Ritieni che dopo il revival thrash e death possano tornare le condizioni per una nuova ondata di band di quel tipo? In America qualcosa si sta muovendo in tal senso (Gemini Syndrome, Islander...)
Juri: Grazie mille Lorenzo. Proprio quest’anno cade il quindicesimo anniversario delle registrazioni di “Doubt The Dosage” e ricordo ancora quel periodo con orgoglio e ho sensazioni bellissime. Per me rimane un grande album che ci ha fatto suonare tantissimo davanti a tantissima gente, ci ha fatto conoscere i Sepultura con Igor Cavalera che ha suonato la batteria su “Inside (Endoku-Yaku)”, ci ha fatto girare in modo professionale il video di “Download”, ci ha fatto lavorare con una booking agency importante come Barley Arts e, soprattutto, ci ha resi orgogliosi di quello che stavamo facendo. Non sò se i vari revival possano far tornare all’attenzione del pubblico certe sonorità e onestamente sono un po’ fuori dal “giro” per quanto riguarda gli ascolti ultimamente per poter dare un parere calibrato a tal proposito ma di una cosa sono certo ovvero che un giorno mi piacerebbe tornare anche solo per una volta sul palco con la line-up di “Doubt The Dosage” per rifare i pezzi dell'album. Le uniche persone che vorrei al mio fianco sono Alex, Andrea ed Albero. Con Andrea qualcosa ci siamo detti a riguardo..

Essendo un esponente di rilievo della scena italiana puoi dirmi se hai ascoltato qualcosa di veramente interessante proveniente dal nostro paese negli ultimi tempi?
Juri: Mi imbarazza essere considerato in questo modo…ho sempre e solo cercato di fare buona musica con le mie band. Alcune volte ci sono riuscito ed altre no ma ci ho sempre messo passione e voglia di mettermi sempre in gioco in prima persona. Ultimamente ho apprezzato il comeback degli Electrocution, il nuovo degli Anyface ma, se devo citare un album senza pensarci, dico “Tales Between Reality And Madness” dei Void Of Sleep di Ravenna. Un album bellissimo di sludge stoner rock tra Kyuss e Tool.

State già lavorando a del nuovo materiale? C'è l'intenzione di trovare un'etichetta o preferite continuare do it yourself?
Juri: Abbiamo provato ad integrare un terzo elemento negli Haima ma le cose non sono andate come speravamo quindi rimarremo in due per il momento. Avevamo anche ricevuto l’interesse di un importante ufficio stampa italiano (di cui non faccio il nome per correttezza…era comunque “grosso”) ma il problema è che dietro a tanti bei complimenti e voglia di lavorare con noi c’era la richiesta di una somma di denaro… l’offerta è stata gentilmente rifiutata da parte nostra. Per il momento continueremo da soli e se troveremo qualcuno che vorrà pubblicare un album degli Haima saremo felicissimi. In caso contrario non è un problema perché l’importante è creare musica.

Per la promozione delle canzoni vi siete affidati a Soundcloud, un ottimo sito di file sharing specializzato però soprattutto in elettronica. E' stata una scelta “studiata” nell'ottica di rivolgervi ad un pubblico un po' diverso dal solito oppure era semplicemente lo strumento che vi piaceva maggiormente?
Fabio: No niente di studiato, essendo MySpace praticamente morto ci siamo guardati attorno e abbiamo scoperto Soundcloud che ci piace molto perché è concentrato solo sulla musica, è molto semplice ed essenziale come sito. Un po’ di elettronica comunque c’è anche dentro Haima.

Pensate di portare il progetto dal vivo con la drum machine?
Juri: Se ne capiterà l’occasione useremo la drum machine anche dal vivo. E' una caratteristica essenziale del sound Haima.

Cosa c'e' sotto pelle?
Juri: Sotto pelle c’è la voglia di essere sé stessi contro tutto e tutti, la voglia di mettersi continuamente in gioco per non aver rimpianti, la voglia di camminare sempre a testa alta guardando tutti negli occhi e la voglia di continuare a sognare ed essere vivi. “Quando vi conoscerete sarete consci e saprete che siete voi i Figli del Padre Vivente..ma se vi capita di non conoscere voi stessi allora restate poveri e siete la povertà stessa” Vangelo di Tommaso 

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