Radare
Germania
Pubblicato il 05/12/2015 da Lorenzo Becciani

Cosa significa suonare doom in Germania?
Magari non è così eccitante come possa sembrare. Osservando le reazioni del pubblico si potrebbe pensare a delle differenza a seconda delle regioni in cui ci troviamo. Specialmente nelle città più grandi, con un maggiore respiro culturale, le persone tendono ad essere saturate da un numero eccessivo di proposte.

Qual era la vostra visione quando avete iniziato? Sono cambiati gli obiettivi adesso?
Non avevamo nè visione nè un obiettivo preciso quando abbiamo iniziato. Per noi era importante suonare musica in totale libertà artistica. Negli ultimi sei anni nella storia della band sono cambiate tante cose, abbiamo finito gli studi, trovato un lavoro, cresciuto una famiglia e messo in conto degli obblighi. Oltre al desiderio di evolvere la nostra musica avere tempo per provare e andare in tour è un aspetto cruciale.

Avete un background musicale?
Nella nostra costellazione c'è una multitudine di influenza e abbiamo un background nella subcultura di sinistra con formazioni hardcore e punk. Ognuno di noi contribuisce con le proprie idee per dare forma alla band nel complesso. Per esempio, Matthias, che suona il basso e il trombone nei Radare ha fatto parte di un'orchestra e di grandi complessi per molto tempo. Senza di lui probabilmente non avremmo mai pensato di includere strumenti a fiato.

Siete fan di Bohren & Der Club Of Gore? Qual è il vostro album preferito?
Certo ci piacciono. E' difficile vedere gruppi che suonano con tanta intensità e onestà nella musica di oggi. Personalmente 'Sunset Mission'. Funziona sempre quando non ho voglia di uscire e mi annoio la domenica. L'aspetto della pazienza è sicuramente stato importante quando abbiamo composto 'Hyrule'.

Provate adesso a presentare la band ai nostri lettori lasciando un breve commento su ogni full length che avete pubblicato..
Non sono un giornalista ma dovendo descrivere la progressione dei Radare direi che la caratteristica comune della nostra musica è sempre stata una certa tensione. Il nostro primo album, 'Infinite Regress', chiaramente il più potente, è nato come risultato di numerose sessioni di improvvisazione che abbiamo registrato. E' stato scritto e pubblicato in poco tempo senza focalizzarci sulla composizione e la narrativa sottostante. Ci siamo concentrati esclusivamente su Rhodes, drums, chitarre e synth. Un anno dopo è uscito 'Hyrule' è Jobst si è unito alla band spingendoci verso una direzione artistica precisa. 'Im Argen' è una via di mezza tra la tensione di cui ti parlavo prima e la pazienza e la quiete che emergono dal nostro secondo album. Da un certo punto di vista è rimarcabile il fatto che per la prima volta ci siano delle tracce sotto i dieci minuti di durata.

Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare 'Im Argen'?
Considerate le numerose interruzioni, il tempo per il songwriting, l'arrangiamento, gli scarti e ulteriori arrangiamenti ci sono voluti due anni e mezzo finché non ci siamo sentiti pronti di fare un altro passo e procedere con le registrazioni.

Dove avete registrato? Chi si è occupato della produzione?
Tutto quello che abbiamo pubblicato fino adesso è stato registrato direttamente dalla band in sala prove. Negli anni passati Henrik e Jobst hanno ridefinito le loro qualità di registrazione e mixaggio e la band ha accumulato ulteriore strumentazione. In termini di produzione 'Im Argen' segna un'eccezione perché abbiamo chiesto a Harris Newman, che in passato ha lavorato con Godspeed You! Black Emperor e Arcade Fire, di occuparsi della masterizzazione. E' stata una delle migliori decisioni che avremmo mai potuto prendere.

Vi siete ispirati ad album particolari?
Non abbiamo utilizzato synth particolari e nemmeno cercato di ottenere una produzione specifica, Uno dei dischi che ha settato gli standard a nostro parere è 'Laughing Stock' dei Talk Talk. A parte questo adoriamo il suono lo-fi di 'Third' dei Portishead, l'omonimo disco dei Last Ex e 'Andorra' dei Caribou. In termini di registrazioni live invece 'Sunday At The Village Vanguard' di Bill Evans è il massimo.

'Burroughs' è davvero fantastica..
La canzone parla di uno dei tragici eventi nella vita del poeta beat William S. Burroughs. Senza volere uccise sua moglie sparandole in testa mentre provava ubriaco il Guglielmo Tell con una pistola invece che un arco. Si trovava su una spiaggia in Messico. Quando ho visto la piece teatrale che Burroughs ha scritto parlando dell'incidente ho subito pensato che sarebbe stato interessante tradurre in musica quel particolare momento. Il video diretto per 'Burroughs' cerca di mostrare una storia simile da un diverso punto di vista.

L'artwork invece che significato vuole avere?
Alcune delle canzoni di 'Im Argen' sono state composte su specifiche idee narrative mentre altre si basano su associazioni. Quando abbiamo cominciato a discutere sulla componente visuale è nata subito l'idea di un puzzle di immagini. Ognuna si riferisce direttamente ad una canzone dell'album senza fornire troppe informazioni. Ci piace essere criptici in tal senso.

Cosa è successo a quell'auto?
Nessuno lo sa. Il fatto che non si sappia se l'auto si sia capovolta o abbia avuto un incidente è un esempio del messaggio dell'album.

Come siete entrati in contatto con Golden Antenna? Quali sono le band che preferite in catalogo?
Timo si è detto subito entusiasta all'idea di pubblicare I nostri dischi e siamo felici di fare parte della famiglia. Alcune band le conosciamo da tempo e tra loro citerei Sun Worship, Planks, Ira, Throwers e O. Timo organizza tutto alla perfezione e lavorare con lui puo' essere complicato e stressante ma allo stesso tempo ha senso dell'humor e ci divertiamo insieme.

La vostra musica è molto cinematica. Vi piacerebbe comporre una colonna sonora? Di quale tipo di musica eventualmente?
Ne parliamo in continuazione e sarebbe una sfida interessante. Sarebbe eccitante lavorare su un film sul kung fu o un western.

(parole di Fabian Bremer)

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