Prima di tutto vorrei che presentassi la band a chi ancora non vi conosce con una breve biografia sottolineando la progressione tra i vari full lenght...
La band è nata nel milanese circa dieci anni fa. Abbiamo pubblicato quattro dischi, di cui l'ultimo a settembre, e percorso tanta strada, cambiando genere ed impostazione ma mantenendo sempre saldo il legame con la psichedelia. Nel 2005 è uscito il nostro debutto 'Beyond The Stars'. Allora eravamo profondamente diversi, c'era una voce femminile e il sound era lontano da quello di oggi. L'album uscì per un'etichetta inglese e seguirono varie vicissitudini e cambi di line-up. Nel 2009 abbiamo pubblicato 'Hard Stories' e da quel momento non ci siamo mai distaccati dal rock anni sessanta. E' stato il primo disco registrato interamente analogico con un approccio tipico delle jam band. Il terzo lavoro, 'Introducing Night Sound', è uscito per Sulatron Records e il contratto con l'etichetta tedesco ci ha permesso di suonare di più all'estero. 'Magnifier' non ha fatto altro che incrementare tutto quello che avevamo raggiunto e devo dire che adesso le cose cominciano davvero a girare bene.
Cos'è la psichedelia per voi e qual è la band moderna che meglio incarna tale significato?
Negli ultimi anni sembra un po' tutto psichedelia. Noi siamo partiti dal suono degli anni novanta dei dischi della Delerium Records – Porcupine Tree e Ozric Tentacles – aggiungendo l'amore per la psichedelia degli anni sessanta e settanta e quindi riferimenti a band fantastiche come Music Machine, Electric Prunes, Yardbirds, Seeds e Pink Floyd. Al giorno d'oggi puoi trovare la psichedelia in diversi generi come lo stoner, il doom o anche il metal estremo. Personalmente amo molto gli Uncle Acid & The Deadbeats.
Come siete entrati in contatto con Sulatron Records?
Abbiamo cercato sia etichette italiane che straniere per poi renderci conto che è più facile trovare supporto all'estero. Avevo spedito il disco perché mi piacevano alcune uscite dell'etichetta come Electric Moon e Vibravoid. A seguito di qualche email Dave Schmidt ha espresso apprezzamenti nei riguardi della nostra musica e così ci siamo accordati.
State ricevendo maggiore feedback dal nostro paese o dall'estero?
In questo periodo per assurdo in Italia ed è strano perche' questo disco è piu' oscuro e heavy del precedente.
Quanto avete impiegato a comporre e registrare i brani di 'Magnifier'?
Circa un anno durante il quale abbiamo suonato tanto a giro e naturalmente lavorato perché non possiamo vivere di sola musica.
Dove è stato registrato l'album?
Ai Sauna Recording Studios vicino Varese mentre ci siamo occupati direttamente del mixaggio prendendoci il tempo necessario. Per i suoni abbiamo preso ispirazione da parecchie cose nuove e vecchie. Inizialmente volevamo una batteria più asciutta e cruda, tipo quella dei Black Sabbath dei primi album, ed in generale era nostra intenzione ottenere un suono più crudo per tutto il disco. Poi ci siamo resi conto che senza riverberi sarebbe stato un problema inserire le voci e così abbiamo mediato mettendoci del nostro. Nel complesso si tratta comunque una produzione più legata agli anni settanta.
Il nome Giöbia viene da una festivività pre-cristiana che si celebrava nel nord Italia quando una pupazzo raffigurante una strega veniva bruciato in onore delle forse della natura come rituale propiziatorio. Come vi immaginate un rito voodoo? Qualcosa alla 'Angel Heart'?
Non ci sono riferimenti al voodoo ma a questa festività che tra l'altro si celebra alla fine di gennaio. E' conosciuta soprattutto nelle zone limitrofe del milanese. Un rito propiziatorio per il territorio che abbiamo deciso di fare proprio.
In questo momento propendente più per la Londra psichedelica o la San Francisco del flower power?
Forse per il kraut rock tedesco. A parte gli scherzi è difficile perché entrambe le scene hanno dato tanto. Sono comunque i nostri maestri.
Che rapporto avete con le sostanze stupefacenti? Siete tra coloro che credono che possano aiutare in fase compositiva?
Tendenzialmente sì però senza esagerare. Ci piace fumare da quando esistiamo. Magari sarebbe la stessa cosa anche senza ma ci troviamo bene...
Quali sono i passaggi chiave dell'album a tuo parere?
Per me quello più inaspettato ovvero 'Materia Oscura' che dura quindici minuti. E' nato da un'improvvisazione che facevamo alla fine dei concerti dopo 'Orange Camel'. Di due take registrati abbiamo scelto il primo perché ci piaceva di più. E' stato veloce e divertente mentre tutti gli altri brani sono stati arrangiati e hanno comportato parecchio lavoro. Probabilmente ripeteremo l'esperimento in futuro.
Come è nato 'Lentamente La Luce Svanirà'?
E' un brano molto dark. Volevo trovare un titolo in italiano anche se all'inizio non era prevista una voce. E' legato al cosmo, molto spaziale e appunto dark.
Cosa avete chiesto a Laura Giardino in termini di artwork?
La collaborazione è stata spontanea. Conosciamo i suoi lavori ed anche se sono diversi dallo standard della psichedelia il suo immaginario orrorifico si è adattato bene alla musica. Si è occupata anche di alcuni testi e ha scelto il titolo del disco.
Sei un collezionista di cd e vinili? Quali sono i dischi a cui sei maggiormente legato?
Ascolto diversi generi. Ho appena ordinato due dischi di un fonico dub primordiale di fine anni settanta e nell'ultimo periodo ho approfondito il metal britannico degli anni ottanta. Uno dei miei vinili preferiti rimane 'IV' dei Black Sabbath ma anche qualcosa di black metal degli anni novanta. Il più sacro è però ' Inventions For Electric Guitar' di Manuel Göttsching, chitarrista degli Ash Ra Tempel. È stato uno dei chitarristi più importanti del kraut rock e il disco è registrato a quattro piste. L'ho comprato a diciotto anni e forse è il più psichedelico di tutta la mia collezione.
Come si sono evoluti i vostri show in questi anni?
Siamo sicuramente più potenti e lisetgici. Giochiamo molto con luci e proiezioni.
Supponiamo che vi venisse offerto di fare un tour di supporto ad una band mainstream. Preferireste pop o metal?
Decisamente metal. Nell'altro caso probabilmente non accetteremmo nemmeno...
(parole di Stefano “Bazu” Basurto)

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.