Come è nato questo progetto? Vi conoscevate già da tempo?
La band è nata in albergo ad Amsterdam. Aleksander ha sostituito il mio batterista mentre ero in tour a promuovere il materiale solista e non ci eravamo mai incontrati prima di allora. Mi è stato raccomandato da un amico, l’ho chiamato e ha accettato l’offerta. Entrambi abbiamo sentito la necessità di tornare alle origini e produrre musica più aggressiva.
Il primo album non è stato promosso tanto. Vi siete immediatamente resi conto che avreste realizzato altro materiale in futuro?
Il budget per il primo album era molto limitato e non avevamo soldi da investire per il marketing. E’ uscito per la mia etichetta e volevamo solamente registrare quelle canzoni. Pensa che non avevamo mai suonato nemmeno dal vivo prima di entrare in studio. Era qualcosa che sentivamo di dovere fare senza studiare alcuna strategia promozionale o avere scadenze particolari. Abbiamo in ogni caso usato i nostri contatti e devo dire che il riscontro è stato superiore alle attese. Per rispondere alla tua domanda, sì penso che entrambi fossimo consapevoli che valeva la pena portare avanti il progetto.
Quando avete cominciato a comporre queste canzoni?
E’ difficile da ricordare. Lavoriamo insieme in sala prove e tutto nasce da delle varie forme di jam. Prima ci allontaniamo e quando troviamo un posto che ci piace allora registriamo. Abbiamo un sacco di idee che non sono state incluse in scaletta e l’album era pronto da diverso tempo. Siamo orgogliosi che finalmente sia stato pubblicato e ogni recensione positiva rappresenta un bonus.
Quanto è differente il songwriting rispetto ai tuoi solo album?
Molto differente. Siamo sempre insieme quando vengono scelti i suoni ed è un modo soddisfacente per entrambi di lavorare. Spesso è anche facile perché io e Aleksander siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Quando scrivo per il mio progetto solista invece sono sempre a casa da solo.
Dove avete registrato? Cosa vi ha ispirato in termini di produzione e mixaggio?
Abbiamo registrato a Oslo in uno studio denominato Oslo Klang. Ha una Neve desk e un sacco di strumentazione interessante che ci ha ispirato parecchio. Le registrazioni sono durate quattro giorni, io ho suonato una Dusemberg Starplayer con parecchi amplificatori e percussioni in giro per lo studio. I momenti memorabili sono stati tanti. E’ sempre intrigante vedere quanto può cambiare una canzone in fase di registrazione. Nello specifico ‘No Is The Answer’ non era stata scelta come opener dell’album ma quando il nostro produttore ci ha fatto cambiare le parti di batteria nel coro la canzone è letteralmente cambiata e senza dubbio migliorata a mio parere.
Prova a recensire ‘Fire’ e ‘Afterlife’ per i nostri lettori..
‘Fire’ non è la classica canzone pop. E’ costruita in maniera diversa dal solito. E’ sognante e atmosfera ed esplode ad un certo momento. Stessa cosa per ‘Afterlife’. A metà è presente un verso caotico con un gigantesco riff doom di contorno.
Le tue canzoni scavano nelle profondità della malinconia. Come sei diventato un maestro di questo approccio? E’ stato naturale, magari a causa della tua voce, o pianificato in maniera razionale?
Mi è sempre piaciuta la musica malinconica. Mi rende felice in un certo senso. Mi spinge ad un livello superiore. Spesso penso che la musica senza malinconia è noiosa. Sono una persona dinamica e posso essere molto felice e pieno di energia. L’esatto opposto insomma. Chiedi pure ad Aleksander se non ci credi.
Che rapporto hai con gli altri artisti norvegesi? Esiste una sorta di competizione?
No. L’unica competizione è con noi. Cerchiamo sempre di creare qualcosa di grandioso. Credo che siamo riusciti a comporre musica vitale e personale e mi auguro che in futuro la band sia in grado di proseguire questo percorso ed espandersi ulteriormente.
Quali sono i dischi migliori provenienti dalla Norvegia negli ultimi anni?
E' una domanda molto difficile a cui rispondere. Dovrei prepararmi meglio. Ultimamente sta uscendo un sacco di bella musica da queste parti. Mi piacciono Cold Mailman, High As A Kite, Susanne Sundfør, Kvelertak e così via.
Quando pubblicherai il successore di 'Sirens'?
Ho passato un pò di tempo in studio col mio produttore. Stiamo lavorando a qualcosa ma è troppo presto per annunciare una data. Ipotizzo all'inizio del prossimo anno. In questo momento mi concentro sulla promozione dell'album e sul tour dei Pil & Bue. In primavera suoneremo tantissimo. In Norvegia con gli El Caco ed in Europa con i Long Distance Calling. Poi parteciperemo a qualche festival estivo e cominceremo a lavorare al materiale per il prossimo album.
(parole di Petter Carlsen)

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