Nella presentazione dell'album si legge “Anna Lise Frøkedal likes rules but not boundaries”. Cosa significa esattamente?
Mentre creavo 'Hold On Dreamer' ho deciso di rendere gli arrangiamenti più semplici possibile. Questa era la regola. Una delle strategie per raggiungere l'obiettivo è stata quella di registrare le tracce praticamente dal vivo in studio con setup semplice che constisteva di una chitarra elettrica, batteria, organo e violino. Allo stesso tempo non volevo pormi limiti nella scelta delle canzoni, alcune sono state ispirate dalla musica tradizionale ed altre non sarebbero mai potute nascere senza la mia conoscenza dell'elettronica. Ogni canzone è diversa dall'altra e sono il suono diretto e la voce a tenerle insieme.
Puoi riassumere la tua carriera sottolineando gli album registrati fino adesso?
Dal 2005 al 2013 sono stata songwriter, chitarrista e cantante in una band dream pop denominata Harrys Gym. Abbiamo pubblicato due album. Dal 2007 suono la chitarra e scrivo canzoni con Frode Strømstad negli I Was A King. Abbiamo registrato cinque album e stiamo lavorando al sesto. La musica è un mix tra tintinnante guitar pop, psichedelia e alternative rock.
Provieni da una famiglia di musicisti?
Mio padre suona la chitarra. Suonava pure il sassofono ma ha smesso quando ero piccola perché il suono mi faceva piangere. La mia sorella suona il basso e canta nei The Megaphonic Thrift che fanno noise e rock psichedelico.
Quali sono i tuoi ricordi musicali legati all'infanzia ed al luogo in cui sei cresciuta?
Non avevo tanti amici che condividevano il mio interesse per la musica e soprattutto i miei gusti nel periodo della crescita quindi passavo ore ed ore in cameretta ascoltando la radio oppure i cd che compravo. In questo modo ho scoperto tante cose e provato a cantare per conto mio. Non c'è stato qualcosa che mi ha aperto gli occhi in maniera particolare anche perché era tutto nuovo per me. Quando crescevo ascoltavo classici come 'Pet Sounds' dei Beach Boys, Velvet Underground & Nico e The Doors oltre a musica più contemporanea.
Quando hai cominciato a comporre materiale solista?
Ci ho pensato a lungo ma non ho mai trovato il tempo finché non ho rotto con gli Harrys Gym tre anni fa. A quel punto ho iniziato a comporre per il mio progetto solista.
Dove hai registrato? Chi si è occupato della produzione?
Ho registrato buona parte delle tracce dal vivo con la band Familien e l'ingegnere del suono Bjarne Stensli ai Klang Studios di Oslo. E' situato nei pressi del fiume Akerselva ed è molto grande. Mi sono occupata del resto delle tracce e di alcuni ritocchi nel mio studio privato. Quando mi sono resa conto che le canzoni nascevano e fluivano rapidamente sono stata davvero felice. Ho seguito personalmente la produzione dell'album.
Ti sei ispirata a qualche album in particolare per i suoni?
Mi piace la semplicità delle tracce elettroniche di 'Pale Green Ghosts' di John Grant e l'approccio minimale ed il calore delle vecchie registrazioni di Vashti Bunyan. Poi ho immaginato di fare parte dei Velvet Underground con un beat basico e la viola di John Cale.
Quanto è stato importante l'ep 'I See You' per focalizzare i tuoi obiettivi e trovare un suono personale?
E' stata l'opportunità di testare alcune delle canzoni senza preoccuparsi troppo del contesto. Ho carcato di lavorare con un produttore della scena elettronica in una traccia e nelle altre di maturare un approccio più folk producendo me stessa.
Di cosa parlano i testi?
Tutti i personaggi di cui parlo nelle tracce affrontano una sorta di cambiamento; le loro vite stanno per svoltare, nel bene o nel male.
Com'è stato girare il video con Vibeke Heide?
Si è occupato di tutti i video delle mie canzoni. Adoro lavorare con lei e penso che interpretiamo le liriche ed i personaggi delle varie storie in maniera molto simile. Per quanto concerne il video di 'The Sign' è stato complicato trovare una location adatta. Il posto è stato trovato all'ultimo minuto e quando siamo arrivati ci siamo accorti che c'era già gente. Avevano predisposto i festeggiamenti di un matrimonio con le decorazioni, il cibo e tutto il resto. Sono rimasti delusi quando ho detto loro che avevo affittato il posto e che ne avevo bisogno. Mi dispiace ancora oggi. Spero si siano sposati comunque.
Ci sono altri artisti interessanti nella scena pop norvegese?
Ti consiglio di ascoltare New World Vulture, André Bratten, The Megaphonic Thrift e Electric Eye.
Com'è nata la collaborazione con Olav Christer Rossebø?
Siamo amici fin dalle superiori ma non eravamo mai stati nella stessa band visto che lui suona musica tradizionale mentre io musica popolare. Quando ho lanciato il progetto solista mi sono detta che era il momento di togliermi delle soddisfazioni e collaborare con alcuni dei miei musicisti preferiti. Ho fatto come volevo.
Perchè hai scelto di includere Erlend Ringseth, Thea Glenton Raknes e Ingeleiv Berstad nella line-up?
Io e Erlend siamo nelle stesse band da quando siamo adolescenti e abbiamo sempre avuto un'eccellente connessione musicale. Ingeleiv proviene dalla stessa scena di Olav Christer ed è stato naturale espandere tramite lui la parte folk del suono dell'album. Thea è una cantante fantastica ma non aveva mai suonato la batteria in precedenza. Gliel'ho chiesto perché l'ho vista suonare un piccolo tamburo ad un concerto e ho subito pensato che avesse un'eccellente senso del ritmo.
Pensi di promuovere l'album da sola o con la band?
Per il tour in Norvegia, Germania e Regno Unito suonerò con la band e cercherò di farlo il più possibile anche in futuro. Non sono abituata ad essere da sola sul palco. L'obiettivo è quello di creare uno show in cui spicchi la qualità della musica e la simpatia dei musicisti in modo da generare vibrazioni positive. Non ci saranno batteristi o bassisti. Gli strimpellatori invece sono benvenuti!


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