Assassin
Germania
Pubblicato il 12/05/2016 da Lorenzo Becciani

Cosa è successo con Robert Gonnella?
Dopo il tour sudamericano di quattro anni fa abbiamo cominciato a lavorare alle nuove canzoni e nel periodo di pre-produzione Robert ha palesato grossi problemi con il resto della band. Ci siamo separati tra sezione ritmica, chitarra e voce in modo che ognuno di noi potesse lavorare alle proprie idee. Dopo un po' di tempo ci siamo incontrati di nuovo e Robert ha deciso di non continuare a causa di punti di vista differenti dagli altri. I fan all'inizio erano shockati ovviamente ma poi hanno cominciato a chiedere chi sarebbe stato a sostituirlo. Adesso che siamo nel bel mezzo della promozione di 'Combat Cathedral' posso dirti che la reazione è stata davvero positiva.

E' stato complicato trovare un sostituto? Avete effettuato delle audizioni?
Non troppo. Il nostro batterista era in tour con una band psych rock e ha avuto la fortuna di vedere suonare i Lord Of Giant ad un festival. Così è nato il contatto con Ingo Bajonczak che è stato invitato ad una audizione in studio con la band. Gli abbiamo fatto preparare quattro canzoni e ci è piaciuto subito.

E' cambiato qualcosa nell'approccio compositivo dopo che si è unito alla band?
Ingo è più cantante di quanto fosse Robert. E' venuto in studio a registrare non solo con la cartella dei testi. Aveva in testa un sacco di idee su come arrangiare le linee vocali e addirittura su come collocare le backing vocals. Sa anche suonare la chitarra e quando qualche riff non si adattava alla linea vocale scelta ha proposto dei cambiamenti. Dice di volere scrivere una canzone intera per il prossimo album. Sono già spaventato a morte!

Cosa volevate cambiare dopo 'Breaking The Silence'?
Come ti dicevo il processo di songwriting è nato quattro anni fa ma avevamo anche delle idee rimaste fuori dalle sessioni precedenti. 'Frozen Before Impact' è nata da un riff di Dinko Vekic che suonava la chitarra in 'Upcoming Terror' e 'Insterstellar Experience'. 'Breaking The Silence' aveva rappresentato un ritorno alle origini per la band con Harris Johns come ingegnere del suono. Con 'Combat Cathedral' siamo andati avanti senza perdere le nostre radici. A causa dei cambi di line-up abbiamo sperimentato di più e Ingo ha dato nuovo colore alla band che ha comunque mantenuto il tipico sound teutonico, speed e thrash.

Come è nata l’idea del titolo?
Ogni scelta è democratica e odio questo aspetto! A parte gli scherzi stiamo vivendo un periodo storico infelice con numerose guerre civili. Basta pensare alla Siria e all’Ucraina. Molte canzoni hanno a che vedere con questi conflitti e ‘Combat Cathedral’ riassume il messaggio generale.

Dove avete registrato l’album?
Ai Nemesis Studios di Essen con Marc Gortz come ingegnere del suono. E’ il chitarrista, produttore e mastermind dei Caliban. Volevo che ‘Combat Cathedral’ avesse un suono moderno ed avevo apprezzato il suo lavoro nel recente dvd dei Kreator. Lo stesso Mille Petrozza mi ha parlato molto bene di lui e così l’ho contattato. E’ stata una novità così come avere Ingo nella band. Arrangiare insieme le parti vocali dell’album è stato il momento più emozionante.

Vorrei partire dalle canzoni più “differenti” dell’album come ‘Frozen Before Impact’ e ‘Cross The Line’…
‘Frozen Before Impact’ è uno dei miei pezzi preferiti dell’album. L’ho completata insieme a Michael ed è rapida e solida come un calcio in faccia. Mi piacciono i suoi accenti upbeat. ‘Cross The Line’ ha un messaggio politico che riguarda il fascismo e l’estrema destra ancora presenti in Germania ma anche i salafisti islamici. Con la canzone volevamo rispondere a tutti i movimenti non democratici che minacciano la nostra libertà.

Anche ‘Red Alert’ è abbastanza differente dai vostri standard. Possiamo considerarla una porta aperta verso ulteriori sperimentazioni?
E’ sicuramente un passo in avanti nel songwriting della band. Un giorno Scholli se n’è uscito con questo beat in nove quarti e ha usato l’ e-bow nella intro, cosa abbastanza inconsueta per il thrash. Non so se inaugurerà una fase sperimentale degli Assassin ma è un’espressione di tutti i cambiamenti che ci sono stati nella formazione. In questi giorni la proveremo per vedere se funziona dal vivo.

Dall’altro lato ‘Undying Mortality’ e ‘Servant Of Fear’ sono decisamente classiche! Quante nuove canzoni pensate di includere nella prossima setlist? E quali secondo voi hanno il potenziale di entrare nella storia della band?
Sono d’accordo sono entrambi esempi di classici pezzi alla Assassin! Vogliamo includere almeno tre-quattro pezzi nuovi nella setlist per presentare al meglio Ingo. Anche ‘Back From The Dead’ ha tutto per diventare un classico.

Che mi dici della scena thrash tedesca attuale?
E’ viva e riscuote successo. Ormai il teutonic thrash metal è un trademark in tutto il mondo e non solo le band più conosciute danno impeto alla scena. Ci sono band ottime come i Torment Of Soul. Adoro il loro zombie video. Il festival ‘A Chance For Metal’ poi concede l’opportunità a molte band piccole di mettersi in mostra. Mi piace l’atmosfera che si respira in questi piccoli festival.

A tuo parere quali erano le band migliori durante gli anni ottanta e novanta a parte Destruction, Kreator e Sodom?
Non dimenticherei Deathrow, Warrant e Holy Moses! Hanno avuto un’influenza enorme su tutto il movimento negli anni ottanta.

Hai dei rimpianti riguardo la vostra carriera? Avreste sicuramente meritato più successo...
Da un certo punto di vista ne riscuotiamo più ora che negli anni ottanta anche se ora i fans sono sparsi in tutto il mondo. Dopo la release di ‘Breaking The Silence’ abbiamo suonato in Cina, Giappone, Grecia, Danimarca, Svezia, Polonia e naturalmente Germania. Inoltre il tour in Sud America è andato alla grande quindi direi che l’attività degli Assassin è ottima.

Hai un aneddoto particolare da raccontarci?
Quando abbiamo suonato a Santiago del Cile durante il Doomsday Prevention Tour il nostro batterista ha avuto l’idea di invitare una ragazza sul palco a suonare il floor tom mentre eseguiva un assolo. Prima di darle le bacchette mi sono inginocchiato e ho cominciato a leccarla giusto per lo show. E lei ha fatto lo stesso! Una pazza!

Ritieni che l’ondata di revival sia positiva o negativa per la scena thrash?
Per me è positiva. Anche gli Steelpreacher non sono male. Hanno quel senso di humor che si adatta sempre bene al thrash.

(parole di Joachim Kremer)

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