WeaksaW
Francia
Pubblicato il 22/06/2016 da Lorenzo Becciani

Quali sono i luoghi più interessanti da visitare a Montpellier? Avete un rifugio segreto?
Il centro della città è molto bello. Ti consiglio di visitare Place de la Comédie, il Peyrou e la parte più vecchia chiamata l'Ecusson. Io vivo nelle vicinanze a Figuerolles dove regna l'atmosfera di un piccolo villaggio. Ci piace bere un paio di birre al Black Sheep, uno dei migliori bar di Montpellier. Ci sono tanti concerti rock e metal ed un'eccellente scelta di birre. Il posto perfetto per noi.

Com'è la scena musicale da quelle parti? Ci sono altre band underground interessanti?
Ti consiglio di ascoltare Gravity, Walrus Resists, Farthtest Theory, Nemesis, Beneath An Obsidian Sky, My Secret Safe, Antropofago, Alture, Xerod, Nemesis, A time To Hope, AWD, Equals Infinity e Lessen. Abbiamo anche delle band più famose come Hypno5e e Uneven Structure sebbene non tutti i membri vivano a Montpellier.

Ti piacciono anche band più crossover come Rise Of The Northstar e Novelists?
Non proprio. Stanno facendo entrambe un ottimo lavoro ma ascolto altra musica. Non mi piace troppo il metal moderno.

Cosa si cela dietro al vostro nome?
E' una storia leggendaria riguardante due ragazzi, leggermente ubriachi dopo un concerto dei Dream Theater, che decidero di avere due “W” nel nome della loro band e una “K” a metà, oltre ad un po' di vocali per fare sembrare tutto più figo. Così è nato WeaksaW. A quel punto è stato realizzato un abbozzo primordiale del logo ed è diventato il nostro marchio di fabbrica. Non significa niente, è un nome corto e non c'è nient'altro del genere su Google.

Quali erano le vostre ambizioni quando avete cominciato? Quanto sono cambiati i vostri obiettivi adesso che il vostro secondo full lenght è nei negozi?
Credo le ambizioni fossero chiare fin dall'inizio ovvero diventare professionisti. Anche con 'The Wretched Of The Earth' abbiamo cercato di non scendere a nessun compromesso artistico imparando il più possibile dalle persone incontrate nel nostro percorso, cercando di capire come funziona il music business e rimanere onesti con noi stessi.

Se dovessi presentare il nuovo album a qualcuno di totalmente profano, avendo la possibilità di scegliere un solo pezzo su quale punteresti?
E' totalmente soggettivo ma punterei su 'Zabveniye Pt. I'. E' il mio pezzo preferito e una sorta di manifesto di tutto l'album. Ci sono tutti gli ingredienti dei WeaksaW ovvero riff heavy, cori atmosferici e vibrazioni dark e bizzarre.

Quali sono le differenze principali tra quest'album e il debutto?
I nostri primi demo e l'ep erano più legati ad un metal tecnico, veloce e diretto nel quale era facile percepire le influenze di band come Hatesphere o Lamb Of God. Con il tempo siamo diventati più heavy, abbiamo abbassato i tempi e aggiunto melodie, atmosfere e strutture più semplificate. Abbiamo mixato il metal degli esordi con qualcosa di diverso che farei fatica anche a nominare. Forse siamo troppo vecchi per suonare veloce come prima.

Vi siete ispirati a qualche album in particolare per la produzione?
Abbiamo speso un sacco di tempo per decidere il giusto produttore. Ci piaceva il suono dell'omonimo album dei Bury Your Dead su cui Mark Lewis aveva lavorato insieme a Jason Suecof agli Audiohammer Studio in Florida. Ci piaceva anche il suono organico degli ultimi album dei Whitechapel e così ci siamo messi in contatto con Mark Lewis e lui ha accettato di collaborare su 'The Wretched Of The Earth'.

E' stato difficile mixare l'album? Quante versioni avete ascoltato prima di scegliere quella definitiva?
Solo due o tre e sono stati cambiamenti minimi. Abbiamo trascorso parecchi giorni in studio con Mark Lewis e sapevamo esattamente quello che volevamo. Per questo il processo di mixaggio è stato più semplice. Il momento più eccitante è stato quando ho registrato le parti vocali e le canzoni hanno cominciato a prendere forma a partire dalla visione che avevo in testa dalla pre-produzione. E' stato un momento di grande creatività con tante idee inaspettate come il coro di 'Zabveniye Pt. 2' e la parte finale di 'Josh' che è stata scritta su due piedi. Sono orgoglioso di come è venuta fuori. Pura malvagità.

Prova adesso a recensire 'Zabveniye' e 'Natoma'...
Buona parte dei testi di 'The Wretched Of The Earth' riguardano l'oblio e qualche vecchia leggenda della storia. 'Zabveniye' è il midollo dell'album, un pezzo sulla tragedia di Kursk, il terribile incidente di un sottomarino dalle parti di Murmansk. Un pezzo heavy con un coro epico e parti vocali che non avevo mai sperimentato prima. E' uno dei pezzi più melodici ed è bellissimo suonarlo dal vivo. 'Natoma' è più ruvido e uno dei pezzi più veloci dell'album nel quale puoi sentire un tocco thrash fin dall'inizio. Al pubblico piace tantissimo e nel pit c'è sempre gente che si diverte.

Quali sono i vostri piani adesso? Siete mai stati in Italia?
A settembre faremo dei concerti nel nostro paese. Siamo stati in Italia tre anni fa con Uneven Structure e The Algorithm e furono tre date grandiose. Per me fu una delle tappe migliori del tour europeo e grazie a Giulio dei Logical Terror e Massimo dei Soldiers Of Sound ho imparato diverse parole italiane. Non vedo l'ora di tornare.

Come siete entrati in contatto con Lifeforce Records? Quali sono i tre album che preferisci nel loro catalogo?
Abbiamo spedito un demo e ci hanno chiesto di mandare ulteriore materiale. E' stato piuttosto semplice. Adoro 'Transmetropolitan' dei War From An Harlot Mouth ma anche 'Great Days Of Vengeance' dei Cataract' e 'Unrest' dei Promethee sono eccellenti.

Pensate che la vostra proposta abbia maggiore potenziale sul mercato europeo o statunitense?
Questa è una bella domanda! Molte recensioni sottolineano il “tocco francese” dei nostri pezzi. Non so realmente cosa sia. Per me è semplicemente un mix di heavy riff con vibrazioni atmosferiche e spettrali. Magari un po' di Gojira. Forse questo lato esotico potrebbe attrarre gli americani rispetto al tradizionale deathcore a cui sono abituati da quelle parti. D'altra parte gli europei sono più abituati ad un certo tipo di songwriting. Non saprei davvero..

(parole di Erwan Billon)

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