Udde
Italia
Pubblicato il 28/04/2017 da Lorenzo Becciani

Chi è lo straniero familiare di cui parli col titolo dell’album?
E' una persona che si conosce solo di vista, niente di più. Gli Anglofoni lo traducono così, Familiar Stranger. Gente che non conosco ma a cui ho appiccicato una storia addosso.

Vuoi dirci un po’ di più sul tuo background e le esperienze passate?
Ho suonato la batteria fino ai diciotto anni, e stavo anche diventando bravino. Poi ho scoperto che il batterista ha d’ufficio troppe responsabilità durante i live ed allora sono diventato chitarrista: più visibilità e meno responsabilità, e poi se sbagli comunque hai “carattere”. Mentre se il batterista sbaglia è una schiappa. Suonavo in una band che era psichedelica, dunque echo e riverbero a manetta, e chi capisce più quando sbagli e se sbagli? Il fatto è che dopo i live, i complimenti se li prendeva solo il batterista.

Come è nata l’esigenza di avviare una carriera solista?
Ero stanco di vedere che solo il batterista riceveva complimenti. Insomma ho comprato tutti quei pedali per cosa? Un investimento fallimentare.

Quando hai iniziato a comporre le tracce di ‘The Familiar Stranger’? Quanto tempo hai impiegato per portare a termine il processo?
Ho iniziato nel febbraio 2015, il processo di registrazione si è protratto a singhiozzo sino all'estate del 2016. Ma il tempo "effettivo" è stato molto meno, cinque mesi circa.

Dove si sono svolte le registrazioni? Ti sei ispirato a qualche album specifico per la produzione ed il mixaggio?
In una camera semi vuota, con un attaccapanni usato come raccoglitore di cavi, due cavalletti ed una tavola in legno come banco, tre reti per letto sistemate in verticale, ricoperte con materiale fono assorbente e trapunte, che fungono da cabina per registrare le voci. La produzione ed il mixaggio sono nel bene e nel male frutto delle mie orecchie. Ho giusto portato le tracce a casa di un amico che ha l'impianto buono, per vedere come uscivano dal suo stereo, e per chiedergli se lui sentisse qualcosa fuori posto. Mi sono fidato esclusivamente delle mie e delle sue orecchie.

Puoi dirci nel dettaglio la strumentazione utilizzata?
Un basso entry level (che verrebbe rifiutato anche dal caminetto), una chitarra epiphone SG, una diamonica, un flauto traverso, un tamburello, una maracas super professionale che è costata più del basso, un mixer 8 canali con scheda audio integrata, due monitor yamaha. Per i suoni della batteria ho usato campioni della Oberheim DMX, e li ho trattati o pompati. I sintetizzatori: Korg MS20, Yamaha CS15, Roland Jx8p, Roland jp 8000, Solina String Ensemble della Eminent, Clavia Nord Rack, e un vst simulatore di sintesi sottrattiva a due oscillatori, ed un vst emulatore di Mellotron. Un microfono AKG a condensatore ed un banale shure sm57. Cuffie AKG. Se qualcuna di queste aziende è interessata ad un endorsment io accetto, a patto che siano generosi.

Come collochi il tuo progetto nello scenario elettronico italiano? Ci sono delle band o degli artisti che ritieni particolarmente interessanti?
Conosci SaffronKeira per esempio?
Io non mi collocherei nello scenario elettronico italiano, anche perchè non lo conosco bene (parlo di elettronica vera, non di synth pop-rock). Di interessante, allargo il campo a tutta la musica prodotta attualmente in Italia, c'è sicuramente qualcuno. Per esempio mi piace molto Frequencies, che è il progetto di un ragazzo siciliano che si chiama Ulisse Mazzagatti. Fa musica fantastica, se ne sono accorti pure i Belbury Poly che lo condividono un sacco nel loro profilo Facebook (ed i Belbury Poly sono tra i musicisti inglesi più interessanti, che registrano per l'etichetta inglese tra le più interessanti, la Ghost Box). Fino a poco tempo fa conoscevo solo la musica di Saffronkeira, perchè apprezzo molto la Denovali Records, fin dagli inizi. Ho conosciuto lui, personalmente, per caso, un mese fa. Avevo messo un annuncio per vendere un synth, e me lo sono ritrovato in casa. Era venuto per provare un solo synth. Poi ha visto attraverso una porta aperta altri vecchi sintetizzatori, e li ha voluti provare tutti. Ti posso dire che era interessante anche giusto il suono che tirava fuori dai sintetizzatori solo per vedere se funzionavano.

Detto questo ritieni che l’album possa riscuotere maggiore successo in Italia oppure all’estero?
Sono la persona meno indicata per fare queste proiezioni, perchè fatico molto a comprendere le dinamiche del mercato discografico. Io ero convinto che il 1 aprile (il disco è uscito il 31 marzo) sarei stato già straricco, poligamo, in una villa e con una Rolls Royce nella piscina. Ma forse devo aspettare ancora qualche settimana.Posso dire che il cd fisico fino ad ora è stato acquistato quasi esclusivamente dall'estero, e la cosa è strana, dato che provo a fare promozione solo in Italia. La maggior parte di chi dice che ho "potenziale internazionale" in verità intende "in Italia non ti si fila nessuno". Ma non mi dispiace la delicatezza del “potenziale internazionale” che mi viene riconosciuto.

Stai già organizzando delle date per promuoverlo?
Niente date per ora. Vorrei prima registrarne un altro. Poi sicuramente sarà secondary ticketing selvaggio ed alberghi di lusso.

Prova a recensire ‘One Heaven’ e ‘Neighbour’ per i nostri lettori...
In ‘One Heaven’ Udde suona come se stesse attraversando il Sud Tirolo in treno. In ‘Neighbour’ sembra che non sappia dove andare, ma alla fine chiarisce tutto: da nessuna parte. Ma suona forte e bene.

In che senso l’album si traduce in “ voyeurismo puro, senza giudizi, critiche, approvazioni, condanne e assoluzioni”?
Significa che non c’è niente di autobiografico. E’ solo l’atto del guardare le persone e raccontare una possibile o una verosimile storia che dia un po’ di colore. Senza fare la morale, che di Bono Vox ne basta uno.

Cosa si cela dietro all’artwork?
L'artwork è di Chiara Porcheddu. Ho visto quella foto ed ho pensato subito che sarebbe stata perfetta per creare il contrasto con lo squallore dei testi, pur essendo coerente con una certa "decadenza" delle note. E poi è bellissima.

Quali sono i tre dischi new wave fondamentali a tuo parere?
Non so se siano new wave al cento per cento, ma sono sicuramente fondamentali:
John Foxx - Metamatic
The Associates - Fourth Drawer Down
Orchestral Manoeuvres in the Dark - Dazzle Ships

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