Introduciamo la band con una piccola biografia ?
Abbiamo iniziato a suonare nel 2003, io e Guido da subito ma poi dopo poco si è aggiutno Enrico alla batteria. Dopo qualche mese si è aggiunto Punch, il nostro bassista, e da allora non ci sono mai stati cambiamenti nella formazione. Poi dopo qualche registrazione totalmente DIY, nel 2005 è arrivato "In My Shoes", il nostro primo album per Goodwill Records.
E" in uscita il vostro nuovo album, "Flags Of Karma", quali sono le sensazioni e cosa vi aspettate?
Questo lavoro è nettamente migliore, senza dubbio. Penso che oltre che a livello sonoro, siamo migliorati notevolmente a livello compositivo e credo si senta subito. In più, a livello di produzione, hanno collaborato molto maggiormente ed avevano molto più entusiasmo per permetterci di fare questo salto di stile che speravamo.
Cos"è cambiato in questi ultimi anni rispetto a "In My Shoes"?
Quello che abbiamo realizzato è un disco forse meno punk, meno grezzo, più curato, da un certo verso più pop ed orecchiabile questo è dato soprattutto dai ritornelli. I testi sono molto più pensati ed amalgamati, c"è sempre la ripresa strofa-ritornello che li rende facilmente imprimibili nella memoria. Non per questo è un disco meno forte di un qualsiasi lavoro punk/hardcore, abbiamo fatto solo delle scelte che crediamo dimostrino una maggiore maturità. Il primo disco era praticamente fatto in casa, era molto grezzo, meno pulito a livello sonoro e qualitativo.
Esiste un concept generale dietro le tracce di "Flags Of Karma"? Di cosa parlano i vostri testi?
Un concept preciso non esiste in questo album. A scrivere il novanta per cento delle volte è Guido e i testi parlano più che altro di esperienze concrete, non solo sue ma di tutti noi come band. Alcune tracce però trattano temi politici e sociali, soprattutto direi sociali, che descrivono il nostro punto d vista su alcune questioni, anche sui media e sulla loro potenza.
Se doveste scegliere un brano all"interno dell"album al quale siete più legati o che pensate abbia qualcosa in più?
A mio parere "Charlie B.", personalmente è quella che mi piace di più compleassivamente, soprattutto a livello di sound. Come testo però penso siamo tutti d"accordo che quella migliore sia "Avogado Communication" che parla dei media.
Cosa avete ascoltato durante la composizione dell"album? quali sono le band che maggiormente vi hanno influenzato?
Non saprei, direi i soliti gruppi di cui parliamo sempre ma non voglio essere banale. E" inevitabile aver ascoltato ed ispirarsi a band come Strike Anywhere, Lifetime, Bad Nasty, Hot Water Music però nella band amiano i generi più disparati non solo quelli strettamente hardcore. Io per esempio ascolto punk vecchio stile, dai Clash ai Buzzcocks, Guido adora i Cure..
Parlando della band, innanzitutto, come è saltato fuori il nome Argetti?
Il nome ci è stato suggerito dai Dufresne, in quanto praticamente tutti i membri della nostra band sono fan dei Cavalieri Dello Zodiaco. Io non lo sapevo neanche, pensavo fosse il nome di una costellazione, invece poi ho scoperto l"origine. Comunque a me piace molto, soprattutto non è inglese, cosa che apprezzo totalmente. Volevo qualcosa che fosse italiano, che ci distinguesse un po".
Siete la band che segna il ritorno ad un gruppo italiano per la NoReason Records, com"è stato cambiare etichetta e lavorare con loro?
Avevamo già collaborato anche se solo parzialmente con la NoReason per "In My Shoes", quindi ci seguono comunque dal primo disco. Quello che volevano però era un salto di qualità e sicuramente con i mezzi che hanno è stato possibile. Mi sono sembrati da subito molto disponibili, abbiamo creato un rapporto umano molto buono e ci hanno dato la fiducia necessaria per andare avanti. Si danno parecchio da fare, ci seguono e siamo molto contenti del loro lavoro. Non che con l"etichetta vecchia le cose non andassero bene, ma probabilmente non avevano tutti gli strumenti necessari.
Direi che si può benissimo parlare di una scena punk/hardcore italiana, cosa ne pensate? secondo voi quali sono le band da prendere in considerazione?
Beh abbiamo suonato con tantissimi gruppi, quindi certo che si può parlare di scena italiana. Su tutti mi permetto di citare i Gargantha, che hanno anche appena pubblicato uno split con gli Evolution So Far. Sono una band molto simile ai Propagandi, inoltre sono amici e per me sono impressionanti. Poi aggiungerei i Rituals e gli Uzo da Perugia, poi altri non li ho bene in mente. Comunque la scena italiana al momento è così così, c"è parecchia differenza rispetto alle scene in Germania, Austria e Repubblica Ceca. Manca qualcosa, non di certo le band buone che quelle ci sono, ma rispetto ad organizzazione, supporto e mercato perdiamo nel confronto. Poi ovvio, penso che le band come noi comunque ci credano e quindi magari un futuro anche in Italia non lo vedo così impensabile.
Quali sono le band con cui vi piacerebbe dividere il palco?
Tra le band italiane direi che ne abbiamo già sperimentate un bel po", quindi non so se ne sono rimaste ancora di band con cui ci sarebbe piaciuto suonare. Ci siamo trovati bene comunque, e con molte suoneremmo volentieri di nuovo. Poi che dire, di band straniere rimangono quelle dei nostri sogni, sicuramente Strike Anywhere, Propagandi e Lifetime. Chissà che non capiti..
Quali sono i vostri prossimi progetti?
Adesso partiamo con l"ultima settimana di settembre con quattro date in Inghilterra per un mini-tour promozionale di "Flags of Karma", poi si torna in Italia, a Dicembre in Austria e a seguire Repubblica Ceca. Poi a Dicembre Germania, Olanda e Paesi Bassi. Per il resto, stiamo già registrando un paio di pezzi, però ancora non so cosa ne sarà di questo materiale. Forse uno split, quello mi piacerebbe, oppure un mini. Anche se è uscito ora l"album, mi piacerebbe registrare qualcosa di nuovo, se c"è tempo ovviamente.
(parole di Marco Mantovani)

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