Come è nato il vostro nome ?
Unitopia è stato il quarto o quinto nome che ci è venuto in mente. Uno dei primi era Uni-T che stava per unità. Considerato che utopia rappresenta il posto ideale in cui tutti vorrebbero vivere si può dire che Unitopia significa stare tutti insieme nel luogo dei sogni dal punto legislativo e sociale.
Quali sono le vostre influenze principali ?
Mark e io siamo i principali compositori e i nostri gusti più o meno si assomigliano. Amiamo Genesis, Peter Gabriel, Pink Floyd, Yes, Moody Blues, Marillion e un sacco di nuove prog band come Spock"s Beard, The Flower Kings, Porcupine Tree e Frost. Mark segue anche artisti come John Martyn e Jean Michel Jarre mentre io tendo a preferire cantautori del calibro di James Taylor, Al Stewart e Paul Simon.
Quando vi è venuta l"idea di formare una band ?
In realtà quando abbiamo iniziato a suonare insieme lo facevamo per divertirci e non pensavamo di dare vita ad un gruppo musicale. Sono passati dodici anni da allora e nel frattempo il progetto è diventato una cosa seria e abbiamo cominciato a sognare di suonare le nostre canzoni dal vivo e pubblicare degli album. L"ispirazione nasce dallo stato del mondo e dell"umanità in generale, dai problemi dell"ambiente e dalle ingiustizie sociali. La vita è un"esperienza di inestimabile valore.
"The Garden" è molto diverso dal vostro debutto "More Than A Dream" ?
Il nostro debutto è un disco che ha impiegato nove anni per prendere forma. Questo perché Mark e io ci vedevamo sporadicamente. E" più un progetto che un vero e proprio album e sicuramente ascoltandolo si percepisce una minore coesione dei brani rispetto a "The Garden". Stavamo sperimentando il nostro suono e non avevamo un roster preciso di musicisti. Col tempo siamo maturati sia tecnicamente che liricamente. "More Than A Dream" contiene comunque delle canzoni di cui siamo ancora molto orgogliosi come "Justify", "Still Here" e la title track. Per quanto riguarda "The Garden" invece ci sono voluti tre anni perché fosse pronto e tutto il processo si è svolto nello stesso studio. Ci siamo impratichiti con software come Pro Tools HD3 e Logic 8 e infine un"altra differenza è nella voce di Mark. Si è operato alla voce sapendo che avrebbe potuto non cantare più invece la sua voce è rimasta intatta e il suo range è addirittura migliorato.
Perché avete deciso di pubblicare un doppio album ?
Ci siamo semplicemente resi conto che avevamo troppo materiale per un solo cd. Prima di mixare il disco era necessario operare una scelta e lo spessore dei brani ci ha convinto che questa era la direzione giusta. In futuro vogliamo accelerare i tempi di composizione e non impiegare dodici anni per pubblicare due album. Sono sicuro che suonare di più dal vivo ci aiuterà in questo. Ci piacerebbe fare dei concerti nel Nord America e in Europa anche se non è facile affrontare certi costi per chi vive in Australia.
Puoi darci un assaggio di cosa parlano i testi delle varie canzoni ?
L"opener "One Day" è una specie di preludio a "The Garden" e fissa le premesse per il resto dell"album per quanto concerne il viaggio che questa persona compie al suo interno per fuggire da disperazione e autodistruzione. Solo e senza speranza, viene affascinato dalla futilità della vita e contempla la fine di tutto e le conseguenze che verranno. In generale con i nostri testi cerchiamo sempre di dare un senso di pace e speranza a chi ascolta. Certi argomenti possono apparire pesanti all"inizio ma è come se ci fosse una luce in fondo al tunnel.
"The Garden" è il pezzo più lungo del disco con i suoi ventidue minuti. L"idea è nata dopo aver visto un cartello per il Fringe Festival"s "Garden Of Unearthly Delights" e dal mio amore per l"opera di Bosch "The Garden Of Earthy Delights". Usando entrambe le ispirazioni ho cominciato a scrivere il testo che descrive lo strano posto dove chiunque vorrebbe andare per perdere totalmente le proprie inibizioni e soddisfare i propri desideri. Ho voluto sottolineare come non sempre le cose piacevoli siano utili per l"uomo. C"è una constante lotta tra i piaceri della vita e come vediamo il nostro corpo, la mente e le emozioni. La storia è chiaramente allegorica e utilizza forme concrete per illustrare le nozioni più astratte e spirituali della canzone.
"Angeliqua" parla di quello che provi per le persone quando non sai che fine hanno fatto. Una storia di fantasmi in un certo senso.
"Here I Am" è la nostra "pop song". Avevo scritto la musica per uno dei miei clienti poi ho avuto l"idea di aggiungere un testo che è stato scritto mentre Mark era in ospedale e c"era il rischio che perdesse la voce. La canzone vuole essere un monito a chi non vive la propria vita al massimo delle sue possibilità.
"Amelia"s Dream" e I Wish I Could Fly" parlano di quando ti senti come se stessi volando. I testi approfondiscono un sogno di Mark e per la musica ho adattato delle cose che avevo scritto per i Giardini Botanici di Adelaide. In "Amelia"s Dream" potete trovare una parte di un discorso tenuto dalla celebre aviatrice Amelia Earhart.
"Inside The Power" parla della libertà di cavalcare le onde su una tavola da surf. La natura del mare, la sua forza contro l"uomo che prova a controllarlo. Alla ricerca dell"onda perfetta..
"Journey"s Friend" apre il secondo cd trattando il tema della morte e di cosa accade dopo di essa.
"Give And Take" prende in considerazione invece l"aspetto secondo il quale se fossimo in grado di guardare oltre le nostre prospettive e capire il punto di vista degli altri il mondo sarebbe molto migliore. Immaginando di parafrasare John Lennon niente guerre, nessuna intolleranza razziale o religiosa, divorzio o rancore..
"When I"m Down" è un pezzo che risale a quattro anni scritto da Mark con Matt. Parla di quando le cose vanno male e qualcuno può darti il conforto di cui hai bisogno in quel momento.
"This Life" è invece di metà degli anni novanta e Mark l"ha scritta assieme al produttore Matt Coxhead. Il pezzo poi è stato elaborato di nuovo e inserito nell"album. Per questa canzone abbiamo girato un video con Joshua Sutherland.
"Love Never Ends" è la canzone che ho scelto per celebrare il matrimonio con Amanda e Kiki Celarik canta insieme a Mark.
"So Far Away" e Don"t Give Up Love" parlano della difficoltà delle storie a distanza. L"arrangiamento guarda al grande Brian Wilson ma nel pezzo puoi trovare anche influenze di Tony Banks nell"assolo di synth. Ho sempre amato canzoni dei Genesis come "Firth Of Fifth" e "Inside And Out" e questo è una specie di tributo.
Per ultima abbiamo "321" che abbiamo rilasciato come singolo dedicando i proventi alla fondazione Webb-Russell e parla di due minatori rimasti intrappolati per trecentoventuno ore.
State cercando di camminare sull"erba del Giardino dell"Eden come i Guns n" Roses ai tempi di "Use Of Your Illusion" ?
Non conosco bene la canzone ma penso che chiunque sia sempre in cerca di qualcosa che sia una realizzazione spirituale, un posto nella società o la felicità. Immagino che trovare quello che uno cerca sia come camminare sull"erba del Giardino dell"Eden anche se ognuno vede le cose in maniera differente. Per noi è bellissimo suonare e condividere emozioni con chi ci ascolta.
Che ruolo svolge la religione nelle vostre vite ?
Sono Cristiano e penso che in un certo modo la fede influisca sui nostri testi. Mark non è religioso in senso stretto ma molto spirituale e ha un grande rispetto per chi crede. Ho usato il termine fede perché la religione può essere molto pericolosa. In nome di essa sono state perseguite cose terribili e per quanto mi riguarda è un termine a doppio effetto.
Come vi trovate in casa Inside Out ?
Non potremmo essere più felici. E" come se un sogno si fosse realizzato. Speriamo di vendere abbastanza per ripagare la loro fiducia. Il loro roster è semplicemente pazzesco e farne parte è un onore.
Cosa pensi della scena new prog ? Mi riferisco a gruppi come Frost, Ephrat, Demians, RPWL..
Sono tutte grandi band. Penso sia fantastico che la scena stia vivendo un nuovo fiorire e mi auguro di potere meritare in futuro altrettanta stima.
(parole di Sean Timms)

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