Project Pitchfork
Germania
Pubblicato il 17/02/2009 da Lorenzo Becciani

Sono passati tre anni da "Kaskade". Cosa avete fatto in tutto questo tempo ?
Intanto abbiamo realizzato il nostro primo album su internet intitolato "Wonderland/One Million Faces". Non era nelle nostre intenzioni pubblicarlo nella modalità tradizionale ma le richieste sono tante e abbiamo ceduto l"anno successivo. Nel frattempo ho portato avanti due progetti paralleli che mi hanno permesso di indirizzare la creatività in canali differenti. IMATEM celebra il synth pop nella sua concezione più alta con grande attenzione alle armonie vocali e alla profondità delle melodie. Un"altra peculiarità è il fatto che dietro al microfono si sono alternati artisti come Ronan Harris (VNV Nation), Der Graf (Unheilig), Sven Friedrich (Zeraphine) e Stefan Grossman (Absurd Minds). Santa Hates You è invece un progetto più duro, con ritmiche più accentuate e un tocco di ironia e sarcasmo nelle liriche.
In cosa pensi si differenzi quest"album da quelli che lo hanno preceduto ?
Credo che le maggiori similitudini con i vecchi dischi dei Project Pitchfork non risiedano tanto nei suoni e nella produzione quanto nella visione di un"opera d"arte di pura elettronica. Ho cercato di combinare al meglio le atmosfere che i nostri fans amano con lo spirito di sempre ma seguendo un percorso più dark e potente. Dirk e Jürgen hanno accettato senza problemi le nuove canzoni. Non solo perché sono il fondatore dei Project Pitchfork ma anche perché si trovano a loro agio con le mie composizioni. I due progetti paralleli di cui parlavo prima mi hanno dato grande spinta creativa e non ho avuto bisogno di altri input come successo in passato per dischi come "Lam-"Bras", "Entities", "Io" e "Alpha Omega". Diciamo che è una dittatura amichevole..
Da sempre i Project Pitchfork sono facilmente distinguibili nel panorama elettronico. Da dove nasce tanta ispirazione ?
Prima di tutto ti ringrazio del complimento.  Le mie idee per musica e testi nascono da tutto quello che vedo, sento e provo sulla mia pelle tutti i giorni.  Normalmente scrivo una base musicale e ci gioco un pò fino a ottenere uno strumentale che mi piace. A quel punto cerco di trovare delle parole che si adattino all"atmosfera che voglio creare. Utilizzo sia macchine digitali che  analogiche e grazie alla tecnologia ma anche a tanta fantasia sono riuscito a dare vita al tipico suono universale.
Cosa provi ascoltando i vecchi dischi ?
Ogni canzone dei miei album è come una pagine di un diario personale. Non ho mai accettato alcun compromesso nella mia carriera e questo per preservare la connessione diretta tra la mia musica e la mia persona. Cerco semplicemente di esprimere me stesso senza inseguire sogni particolari. All"inizio non possedevo un computer e quindi dovevo ricordarmi tutte le linee e le basi per riprodurle in studio. Le registravo su un sequencer e di volta in volta le suonavo a mano. Con un sedici tracce ovviamente le possibilità erano molto più limitate rispetto ad adesso ma è servito per imparare a mettermi in discussione. Detto questo non ho messo da parte la strumentazione analogica e se devo suonare una parte col piano lo faccio ancora direttamente.
Qual è il disco che ha venduto di più ?
Sono andati tutti piuttosto bene ma "Alpha Omega" è quello in cima alla lista.
Cosa pensi della scena ebm di oggi ?
Rispetto a quando abbiamo iniziato è cresciuta molto e come tutte le cose che assumono una certa dimensione ha subito delle conseguenze. L"aspetto positivo che il feedback proviene da tutte le parti del mondo.
Sei soddisfatto dei remix di "Feel" ?
Moltissimo. Ho un profondo rispetto per coloro che se ne sono occupati e per quello che portano avanti con i loro progetti principali o secondari. I Die Krupps per esempio hanno totalmente reinventato la canzone.
Com"è nata l"idea di intitolare l"album "Dream, Tiresias!" ?
Non c"è nessun concept particolare dietro l"album ma quando ho terminato di registrare le canzoni ho pensato che servisse un titolo che le legasse l"una con l"altra. Tiresias era il profeta cieco degli Dei. Questo lo rende una metafora perfetta di tutti i ribelli di questa società che non vogliono relazionarsi con una visione superficiale del mondo ma cercare le risposte alle proprie domande in profondità fino a vedere la verità nascosta. Il titolo è quindi un"indeterminata descrizione delle profezie e delle critiche che si possono trovare nei testi.
Di cosa parlano quindi le liriche dell"album ?
I temi sono molto vari. "If I Could" descrive i sentimenti di sofferenza e frustrazione di una vittima nei confronti di un probabile assassino. "Feel" è un"esortazione a non approfittarsi del dolore altrui. Quello di "Your God" è un testo provocatorio per spingere la gente a riflettere maggiormente sulle religioni e le loro origini. "Darkness" contiene una critica forte su come sono nate le guerre odierne e sulle migliaia di persone che muoiono ingiustamente per le scelte degli altri. "An End" si riferisce chiaramente alla fine di una vita mentre "Nasty Habit" condanna l"eccessivo uso di sostanze psicotrope nella cura degli adolescenti.
In questi anni hai mai pensato di avere trovato il segreto per le melodie perfette ?
Davvero una bella domanda. Penso che solo le imperfezioni sono in grado di creare le melodie perfette. Potrebbero essere anche tutte le note del mondo. Puoi sentire l"universo. Non è perfetto in fondo ?
Quali sono i tuoi background religiosi ?
Quelli di tutti gli europei..
Credi nella reincarnazione ?
Penso sarebbe una bella possibilità. In fondo l"universo tende a distruggere tutto ma anche a riciclarlo in qualche modo.
Cos"è quella linea blu sulla tua faccia nella copertina ?
Non un tattoo..

(parole di Peter Spilles)

Project Pitchfork
From Germania

Discography
1991 - Dhyani
1992 - Lam-'bras
1992 - Entities
1993 - Souls/island
1994 - Io
1995 - Alpha Omega
1997 - ¡chakra:red!
1998 - Eon:eon
2001 - Daimonion
2002 - Inferno
2005 - Kaskade
2011 - Quantum Mechanics

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