Threat Signal
Canada
Pubblicato il 21/06/2006 da Lorenzo Becciani

‘Driving syncopated riffs, powerful screams, ripping guitar solos, old school thrash, melodic singing, dynamic musical passages, catchy hooks, harmonicous guitar leads, this album has it all!!’. Queste le parole usate dalla Nuclear Blast per presentare ‘Under Reprisal’.
In fondo è la verità anche se preferisco i fatti alle parole. La Nuclear Blast sta facendo una grande promozione al disco e allo stesso tempo ci sta mettendo grande pressioni addosso. Ha supportato la nostra scelta di Christian come produttore e logicamente cerca di presentarci nel miglior modo possibile. Senza dubbio la nostra musica è un mix tra parti violente e melodiche entrambe d’impatto. Siamo profondamente legati al thrash degli anni ottanta e alla totale innovazione, amo definirla ‘meccanica’, che gruppi come Fear Factory e Meshuggah hanno apportato al genere. Nessun gruppo al momento può affermare di suonare come loro perché hanno sempre mantenuto uno stile unico e personale. Questo è il nostro obiettivo principale. Evolverci come musicisti continuando a suonare solo quello che ci piace senza condizionamenti e rendere la nostra musica riconoscibile immediatamente.
Siete riusciti a catturare l’attenzione di diverse label tra cui la Nuclear Blast attraverso una competizione in rete che ha visto ‘Rational Eyes’ spuntarla su un’agguerrita concorrenza. Immagino che sei quindi favorevole all’impatto che ha avuto internet sulla musica di oggi.
Siamo consci che internet è un grandissimo mezzo di comunicazione e permette un’esposizione unica. E’ allucinante come abbia cambiato anche il modo di lavorare delle case discografiche. Le label si sono dovute adeguare e chi ha saputo farlo prima degli altri ha certamente guadagnato posizioni di vantaggio. ‘Rational Eyes’ è un pezzo che amo molto perché diretto e cerebrale. Insieme a ‘Seeing Red’ è senza dubbio un manifesto credibile per chi non ci conosce e vuole un assaggio della nostra musica. Tornando alla tua domanda penso comunque che chi ama la musica non smetterà mai di comprarla e quindi tante discussioni hanno poco senso secondo me. Sicuramente chi lavora nel pop e basa tutta la sua carriera sulle vendite e la pubblicità può avere degli svantaggi ma nel metal la stampa specializzata, le webzine come la vostra e i concerti hanno sempre un peso decisivo sul futuro di una band.
Com’è stato lavorare con Christian Olde Wolbers ? Cosa pensi della recente evoluzione dei Fear Factory ?
E’ stato fantastico anche se totalmente frenetico. Abbiamo registrato il disco in sole cinque settimane e il tempo è letteralmente volato. La stima nei suoi confronti era assoluta e a differenza di quanto potessimo pensare la sua esperienza come produttore avendo lavorato a stretto contatto con Rhys Fulber per diversi anni è già notevole. Una volta curato i suoni della sezioni ritmiche e dato dei consigli importanti per quanto riguarda le linee di chitarra si è concentrato in modo massivo sulle parti vocali. I Fear Factory sono un gruppo che ha sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la mia crescita musicale e non posso certo rinnegare i dischi che hanno pubblicato ai tempi in cui Cazares era ancora nella band. Questo non toglie che adoro le nuove canzoni e trovo che lo stile di Christian come chitarrista sia adatti ancora meglio alle particolarità della voce di Burton C. Bell. Il suono di Dino è molto più secco e death oriented mentre quello di Christian ha fondamenta importanti nel thrash degli esordi ed è certamente più caldo e corposo.
Personalmente nelle tue linee di chitarra e in quelle di Kyle ho riscontrato la pesante influenza dei Cynic..
Non sei la prima persona che ce lo fa notare eppure ti assicuro che nessuno dei due conosceva i Cynic prima di queste interviste. Devo provvedere il prima possibile anche perché mi hanno parlato in termini entusiastici di questo gruppo. Se proprio devo citare un chitarrista che ha influenzato la mia formazione come musicista il nome giusto è certamente Marty Friedman. Penso che sia sempre stato troppo sottovalutato forse per aver suonato a fianco di una personalità forte come Dave Mustaine o semplicemente perché i Megadeth sono sempre stati visti in secondo piano o di riflesso ai Metallica. Ma dal punto di vista tecnico credo che pochi chitarristi metal possono vantare il suo talento e la sua capacità di adattarsi sia ai tempi veloci che a quelli lenti
In che stato di salute versa la scena metal canadese ? Ultimamente a parte i 3 Inches Of Blood non abbiamo sentito molto parlare del vostro paese.
Noi veniamo dall’Ontario e ti assicuro che la scena da queste parti è totalmente inesistente. Ci sono diversi gruppi canadesi validi ma molti di loro preferiscono trasferirsi negli States e non posso dare loro torto. Cryptopsy e Strapping Young Lad sono forse quelli più celebri. Per il momento abbiamo scelto di rimanere in Canada e da un certo punto di vista credo sia la scelta giusta perché ci permette di rimanere a giusta distanza dalla marea di gruppi e influenze che ci sono per esempio in California dove abbiamo registrato ‘Under Reprisal’. Preferiamo mantenere i nostri tempi e la nostra personalità evitando di contaminarci troppo. Abbiamo già messo le mani sul nuovo materiale e posso assicurarti che il prossimo disco uscirà a breve e sarà molto diverso da questo. Intanto perché non amiamo ripeterci e poi perché stiamo tentando di esasperare al massimo le nostre caratteristiche. Ci saranno due-tre pezzi molto catchy e melodici e altri thrash al cento per cento. Come un tuffo nel passato.
Avete in programma un tour americano con Soilwork, Mnemic e Darkest Hour. Quando potremo vedervi anche in Italia ?
Spero presto anche perché non sono mai stato nel vostro Paese. Con i Soilwork abbiamo già suonato e sono stati loro a volerci a tutti i costi nel loro tour americano. Questo ci riempe d’orgoglio e ce la metteremo tutta per dimostrare di avere meritato questa opportunità. A luglio suoneremo all’Earthshaker Festival in Germania sempre con loro e altri gruppi che godono di tutta la nostra stima come Opeth, Testament e Satyricon.

(parole di Rich Howard)

| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.