Prima di tutto parlaci delle origini di questo progetto e dei suoi obiettivi..Cinque milioni di anni fa la terra era una disordinata serie di masse vulcaniche ricoperte da pioggia acida. Dopo una sorprendentemente lunatica e seminale esperienza con la prog band Valle Crucis, ho iniziato a nutrire il mio amore per la musica acustica alla fine degli anni novanta. L"attenzione si era spostata su arrangiamenti ambientali, evocazioni "bardiche" e atmosfere più intime. Alcune tracce di "Beyond, Beyond" sono state scritte in questo periodo. A questo punto è entrato in scena Daniel "Dingbat" Cavanagh. Eravamo amici da tempo e aveva sempre apprezzato i miei input musicali ma non mi aspettavo che mi proponesse di produrre le mie canzoni. Così invece è successo sei anni fa e da quel momento i Leafblade hanno preso vita. Ho recuperato il mio vecchio flauto e ci siamo messi in gioco suonando in piccoli club di mezza Europa..
Perché Leafblade?E" semplicemente un nome saltato fuori dal nulla. Ci piacevano il suono e l"oscura derivazione..
Quando avete capito che era il momento di pubblicare l"album?Alla fine del 2004 avevamo suonato quasi interrottamente per un anno e la priorità a quel punto era pubblicare qualcosa. Non potevamo stabilire ancora quando ma sapevamo che dovevamo farlo. Il problema è stato conciliare il tutto con gli impegni di Danny con la donna della sua vita, Anny Thema. E" una vecchia amica, molto strana specialmente dopo una birra eh eh....
Chi si è occupato dell"artwork?La fotografia è di una signora olandese, Dieuwertje Boesten. L"abbiamo conosciuta nella scorsa primavera durante alcune date nel suo paese e ci hanno colpito il suo spirito e la sua sensibilità. La sua visione della natura va oltre il linguaggio degli uomini e mostra un rapporto speciale con quella struggente foresta. Si percepisce un evidente senso di intimità, pace, fragilità ammirandone i contorni. Se qualcuno fosse interessato ai suoi lavori consiglio di dare un"occhiata al sito
www.valhalla-vania.netIl titolo invece come è venuto fuori?A metà degli anni novanta stavo girando l"Inghilterra come attore in una compagnia teatrale. Ci fermammo in un cottage vicino Glastonbury e davanti a un camino scrissi una poesia intitolata "Beyond, Beyond". Due anni fa ho ripreso quei versi e li ho messi in musica..
Cosa vi ha spinto a fare uscire "Beyond, Beyond" per Aftermath Music? Danny è in buoni rapporti con l"etichetta da quattro-cinqueanni. Haavard è un ottimo promoter e ha organizzato delle date per lui in passato. Essendo una persona molto pratica avrebbe benissimo potuto finire a fare il benzinaio ma per grazie a Odino non è andata così e ha scelto la carriera di manager. Ci siamo conosciuti durante le nostre date scandinave nell"estate del 2006 e abbiamo iniziato a organizzare la cosa. Nel 2007 abbiamo pubblicato "To The Moonlight" un mini di sette pezzi che è stato accolto molto bene dalla critica. Pensa che ha sostenuto lui le spese della promozione e se non avessimo insistito non avrebbe preteso alcun profitto. Haavy è davvero una star, ha lunghe gambe da donna e sembra il Diavolo quando sorride. "Beyond, Beyond" è uscito per Angelic Recordings una sottolabel della Aftermath Music che è nata per volere suo e di Dan per promuovere musica acustica e ambientale. Per la stessa etichetta uscirà anche la collaborazione tra Dan e Anneke Van Giersbergen.
Sulla vostra pagina di MySpace vengono citati solo gruppi classici come influenze. Quasi una riscoperta delle proprie radici..Led Zeppelin e Rush fanno parte della mia adolescenza. Il più bel premio che ho ricevuto dopo un concerto è stato a Delft in Olanda dove abbiamo suonato in un negozio di dischi e ci è stato permesso di prendere un cd. Ho trovato una copia di "A Farewell To Kings" dei Rush e non potevo credere alla mia fortuna. Su "Beyond, Beyond" ci sono pezzi che richiamano il mio passato come "Rune Song", "Valle Crucis" e "Sunset Eagle" ma la musica dei Leafblade è forse più influenzata dalla filosofia di certi compositori come Stravinsky, Vaughan-Williams, Beethoven e Bach. Oltre a loro amo citare William Byrd e Ottorino Respighi. Per quello che riguarda la mia vocazione al folk basta ascoltare "Going To California" dei Led Zeppelin per capire cosa provo quando compongo. Durante la mia esperienza nei teatri e con i Valle Crucis ho invece imparato ad ammirare i cori gregoriani, l"arte medievale, i temi del rinascimento e la poesia. In generale mi attraggono tutte le forme d"arte, potrei citare Stockhausen, Dalì, Wagner, Jimi Hendrix e gli Slayer tra le mie influenze più vive..
Come descriveresti il vostro stile a chi non vi ha mai ascoltato?Questa è sempre la domanda più difficile a cui rispondere. Qualcosa di legnoso, acustico, ambientale, folk e visionario. Direi musica in grado di trasportare come la voce della foresta e del cuore..
Pensi che il fatto di non “ricadere” in un genere predefinito possa essere un ostacolo alle vostre esigenze promozionali?
Non credo, alla fine l"acoustic rock raggruppa entità sonore molto diverse tra loro. Etichettare una band può essere un vantaggio o uno svantaggio, permettere di essere conosciuti da tante persone come condannare all"oblio. Quest"intervista per esempio potrebbe essere letta anche da chi non è interessato alla nostra musica semplicemente perché ho citato Dalì o Wagner. Non contano le associazioni quindi anche se all"inizio della storia di un gruppo alcune parole spese in una certa direzione possono essere utili.
Quale canzone sceglieresti per presentare l"album?Dipende dal tempo concesso e dalla persona che mi trovo di fronte. Se avessi tempo infinito e avessi parlato con questa persona in precedenza potrei scegliere qualunque traccia dell"album. In caso contrario mi troverei in difficoltà. Tutti i pezzi sono unici e singolari ai miei occhi ma dovendo proprio scegliere punterei su "A Celtic Brooding In Renaissance Man" per la sua energia. E" un pezzo vibrante, dinamico, pieno di fuochi d"artificio e colori. Prendila per buona perché tra cinque minuti potrei cambiare idea..
Ho trovato "Beyond, Beyond" un album davvero spirituale. Che ruolo svolge la religione nella tua arte? Sono profondamente onorato dal tuo riconoscimento anche se la musica non nasce con alcun intento religioso. C"è di certo un fervore spirituale che la circonda e il fatto che si rapporti continuamente al potere della natura ne fa un profondo viaggio nell"interazione tra l"essere umano e certi orrori. Molti artisti hanno avuto un legame esplicito o meno con la religione, basti pensare alla Cappella Cristina di Michelangelo, alla stupenda architettura di Notre Dame dedicata alla Madre di Dio oppure al mito di Al-Hambra. Potrei continuare per ore citandoti Vivaldi, Bach, Byrd, Botticelli, Bosch e Delacroix. Addirittura Aleister Crowley con il suo Inno alla Vergine Maria. La lista è infinita a testimonianza del peso della religione sulle nostre vite. Personalmente sono molto interessato alla teologia comparativa, alla nozione del peccato originale e alla presuntuosa idea che dobbiamo essere perdonati dei nostri peccati per accedere a un posto privilegiato. Bene, male, paradiso e inferno vengono utilizzati con troppa facilità al giorno d"oggi. Se esiste un elemento di spiritualità nella mia musica questo è sicuramente derivato da temi di enorme vastità come la creazione e il potere divino, senza la necessità di una padrone e di sudditi. Dobbiamo conoscere, rispettare, celebrare, come direbbe Alan Watts “la nostra percezione sensoriale è la percezione sensoriale dell"universo”. Attraverso la nostra vista, il nostro tatto, il nostro udito, l"universo celebra se stesso. E" tempo di celebrare noi stessi e non i programmi delle religioni organizzate. La mia musica ha più in comune con gli sciamani finlandesi e il pensiero Wicca o neofita pagano. Danza di fronte alla sacra quercia celtica in risonanza con i Druidi e in onore dell"incantesimo degli equinozi, del ciclo delle stagioni e dei solstizi. E" il respiro spirituale delle antiche montagne; l"adorazione degli elementi naturali, delle sacre colline e dei regni di mezzo; l"evocazione della luna, delle fate, di Diana, Artemide, Iside, Merlino, Odino e Mercurio. L"elenco di questo nomi è infinito e amiamo tutti allo stesso modo. La creatività e l"immaginazione sono le più grandi forze evocative che ci permettono di essere tutti poeti e sensitivi. Le nostre capacità sono immense.
Esiste un messaggio in particolare che volete trasmettere con le vostre liriche?Direi che ognuno può leggerle come poesie, epigrammi o fotografie. Il lettore è libero di interpretarle come meglio crede sebbene il tema principale sia l"osservazione del rapporto dell"uomo con la natura. Sono nate in quiete, pace e silenzio. Ogni tanto puoi ascoltare un soffio di vento, il cinguettio di un uccello o l"acqua di un ruscello che sbatte contro la riva ma lo sciamano può sentire molto di più. Penso all terra che respira, che racconta le sue storie e svela le sue memorie. Le mie canzoni sono piene di ottimismo anche se possono essere interpretate secondo una vena malinconica. Bisognerebbe soffermarsi su quale euforia si possa scoprire in un momento di riflessione e pace dei sensi.
Ritieni che il potere della natura sia ancora così forte in tempi di disastri ecologici e riscaldamento globale?Il potere della natura è intatto nonostante la nostra confusione e gli oltraggi che professiamo nei suoi confronti. Siamo a dei livelli quasi infernali e il cosmo si sta ribellando con alluvioni, terremoti, tsunami e virus anomali. In ogni caso non penso sia tutta colpa del riscaldamento globale, senza dubbio abbiamo contribuito con esalazioni eccessive di Biossido di Carbonio ma lo scioglimento dei ghiacci e il mutamento dei poli è qualcosa che si è già verificato in passato. Diecimila anni fa il livello dei mari salì di quasi duecento metri in meno di un lustro. Gli studi archeologici nelle coste americane confermano la teoria che l"ultima era glaciale non è stata certamente casuale. Il riscaldamento globale sta forse accelerando il processo ma l"eco- sistema cambierebbe comunque. In Inghilterra molte terre sono state erose dall"acqua. Ci sono voluti migliaia di anni. Nel 1988 invece una serie di uragani hanno sdradicato quattro milioni di alberi in pochi mesi. Questo è il potere della natura, lei mantiene in vita le nostre menti più sagge perché loro possano allontanare il più possibile il momento in cui l"ambiente esigerà il suo spazio. Possa questa crociata durare ancora a lungo, nel frattempo lancio un bacio alle verdi praterie..
Dove possiamo scoprire anche noi lo “Spirito della Solitudine”?"The Spirit Of Solitude" nasce come un completo concept album nel 1996-97. Il titolo deriva da un poema di Percy Bysshe Shelley. Ho sempre ammirato il carattere romantico e euforico della sua poesia, le sue visioni non sono mai troppo dissimili dalle mie. "Alastor" o "The Spirit Of Solitude" si basa sulle speranze di un giovane uomo disilluso dalle costruzioni e dalle restrizioni di una società ritardata socialmente, politicamente e moralmente. Diventa misantropo, si allontana dal mondo e si dedica a una vita di filosofia e meditazione viaggiando per boschi e montagne. L"album è ancora inedito, magari un giorno lo pubblicherò per intero. La canzone che trovi su "Beyond, Beyond" è una sorta di sunto del concept e raffigurazione del poema. La feci ascoltare a Dan molte lune fa e non l"ha mai dimenticata tant"è che adesso la considera come un"evocazione nei miei confronti. La traccia che apre il disco, "The Whispers Of Cavras Unas", è invece centrata sull"idillica cascata che si trova nel poema.
Da dove nasce la passione per il linguaggio runico?Durante la mia tarda adolescenza sono rimasto affascinato dallo studio degli antichi linguaggi e di alcuni sistemi semantici. Il potere dei simboli e delle associazioni che ci possono essere con riti e cerimonie sono entusiasmanti. I codici runici, il Futhark del Nord o l"Ogham Celtico – che puoi vedere nella copertina di "Beyond, Beyond" – sono potenti metodi per alterare la coscienza e indicare una direzione lunare e un pensiero più intuitivo. Alcuni effetti di questi simboli possono essere sulla memoria, sulla profondità dei sentimenti e forme di comunicazioni non verbali come la danza. C"è una certa consonanza con le fasi lunari e le stagioni. Alcuni di questi linguaggi possono essere considerati come portatori di tradizione e arcani. I Druidi certamente incapsulavano molta della loro ermetica conoscenza nel “linguaggio degli alberi”: Boibel-oth o Beth-Luis-Nion. Le loro premesse erano duplici: proteggere la Sacra Quercia dalla brama dell"Impero Romano e manipolare le aree dell"educazione nazionale. Niente è cambiato da allora. Ci sono sempre stati sistemi rivali, riti, alchemie e occulti profili. Gli antichi Celti e i vichinghi non erano molto diversi dalle popolazioni di oggi.
Qual è la sfida più difficile per un musicista di questi tempi?Immagino l"esposizione. Anche se internet è un ottimo mezzo di promozione e le etichette vacillano sono dell"idea che ci siano ancora delle sagge persone che amano comprare dischi e andare ai concerti. Dio sa quanto ho desiderato in questi anni avere un contratto discografico che mi permettesse di fissare obiettivi a lungo termine. Adesso la tecnologia dell"home recording ha fatto passi da gigante e tutti possono costruirsi il proprio studio in camera da letto. Questo è certamente un vantaggio per molti ma ritengo che sia ancora, fortunatamente aggiungo, possibile distinguere tra artisti seri o meno.
Qual è la tua definizione di successo come artista?Il successo è relativo, non può sicuramente essere misurato con i soldi che si mettono da parte o con la grandezza della propri fanbase. Quando ho imparato il mio primo accordo di chitarra quello fu un enorme successo per me perché era quello a cui ambivo da tempo. Ho considerato un successo quando dopo avere imparato diversi accordi e a mettere insieme le idee, ho scritto le mie prime canzoni. Ogni nuova avventura riguardante le visioni, la creatività e l"immaginazione rappresenta un successo. Non faccio comparazioni con altri perché ognuno ha il suo processo di evoluzione. Quando vedo una rock band famosa in televisione la mia consapevolezza artistica viene inquinata dalla sensazione di non avere un successo tangibile. Non sono il frontman di una rock band famosa questo è chiaro. Per questo preferisco prendere quello che viene, giorno dopo giorno e non curarmi di certi aspetti come i guadagni o il numero di persone che vengono a un mio concerto.
(parole di Sean Jude)