Murmansk
Finlandia
Pubblicato il 18/11/2009 da Lorenzo Becciani
Prima di tutto direi di introdurre il concept che si cela dietro a "Eleven Eyes To Shade"...
(Laura) Non c"è nessun concept ma è solo questione di istinto. Non abbiamo predefinito niente. E" tutto venuto da sè...
Sono sicuro che in molti vorranno sapere perché avete deciso di chiamarvi in questo modo. E" perché si tratta di uno dei posti più freddi al mondo oppure perchè è l"inizio di qualcosa di tuttora sconosciuto?
(Olli) Ne abbiamo sentite tante. Quando abbiamo formato la band volevamo un nome che si distinguesse per più immagini e associazioni possibili, specialmente dal nostro punto di vista, considerato che siamo vicini alla Russia. E" un posto molto vicino a noi eppure lontanissimo e quasi irraggiungibile. Proprio per questo è caratterizzato da una bellezza quasi maledetta. I russi hanno preso il nome dall"idioma lappone; murman significa “limite del mondo”. Per questo mi piace di più la tua seconda spiegazione. Grazie di non averci chiesto se ci siamo mai stati....
Qual è il suono del ghiaccio?
(Jari) Un occasionale roboante brontolio..
(Laura) Rumore altamente stratificato con improvvisi fratture e splash...
Come possono le fredde giornate finlandesi influenzare il processo compositivo?
(Olli) Hai mai sentito una band che proviene dalle nostre parti suonare pop solare? Non credo. Quando ascolti gruppi nordici c"è sempre un certo senso di malinconia nella loro musica e l"ambiente esterno ha una grande influenza su questo. Quando fuori è tutto  congelato e non vedi il sole da mesi, come adesso, è impossibile che la musica esprima solarità.
(Laura) In inverno fa così freddo da diffidare chiunque a uscire. Anche l"oscurità influisce moltissimo perché spinge a pensare di più.
E" possibile definire la vostra proposta musicale come la colonna sonora dei paesaggi naturali che vi stanno intorno?
(Laura) Probabilmente è più una colonna sonora delle nostre quattro introverse e passionali menti.
In certi aspetti mi avete ricordato tantissimo i Puressence. Li avete mai ascoltati?
(Olli) Non ancora ma ho rimediato appena ho letto la tua domanda. Sono davvero bravi e credo di avere compreso  quali sono i punti in comune che hai riconosciuto.
Quali sono le vostre influenze principali?
(Laura) Abbiamo tutti i nostri punti di riferimento particolari. Non voglio fare nomi perché penso non sia carino. Preferisco che le persone che ascoltano "Eleven Eyes To Shade" si facciano la propria idea da soli.
(Olli) Ti assicuro che non abbiamo mai pensato di scrivere musica che ricordasse dischi storici come "Daydream Nation" dei Sonic Youth o che potesse essere considerato trendy nella scena indipendente di oggi. In quel caso dovremmo riallacciarci a influenze fuzz, noise e addirittura della musica africana. Niente di calcolato davvero..
La vostra musica è però decisamente emozionale. Dove prendete l"ispirazione?
(Laura) Sono sempre stata una ragazza casinista col cuore romantico e non sono cambiata affatto.
(Olli) Il nostro songwriting non è mai troppo consapevole, comincia e finisce in modo totalmente inaspettato per chiunque. Non ho quindi una risposta precisa da darti se non che i contrasti che puoi ascoltare nelle nostre canzoni descrivono quelli delle nostre personalità.
(Jari) Parzialmente nasce tutto come un grande esperimento, abbiamo bisogno di vedere cosa succede a mischiare elementi che tra loro potrebbero sembrare contraddittori. Praticamente non ci sediamo mai con l"intento di scrivere una canzone ma sovrapponiamo le nostre idee.
Chi ha creato lo splendido artwork del disco?
(Olli) Il padre della mia ragazza viveva in Groenlandia alla fine degli anni sessanta cercando di istituire un"educazione danese alle popolazioni locali. Quando vidi per la prima volta le foto che scattò a quel tempo pensai subito che avrebbero meritato di essere pubblicizzate invece di rimanere in un album di famiglia. Quelle immagini sono uniche e bellissime, ognuna di esse ha una storia dietro di sè. Tutti siamo stati d"accordo sul fatto che si adattassero perfettamente alle nostre canzoni e abbiamo deciso di utilizzarle come copertina. L"artwork è stato poi curato dal nostro ex chitarrista che fa il grafico pubblicitario.
Quali sono le differenze tra quest"album e il vostro debutto?
(Laura) In questo disco ho utilizzato tutto il mio timbro vocale. Canto più potente e allo stesso tempo più delicata. La variazione deve essere intesa come ricerca di nuove atmosfere. Quando parli con qualcuno ci sono molti modi diversi per dire la stessa cosa.  Ritengo poi che le liriche siano più aggressive.
(Jari) Penso che sia un album più aperto e nel quale gli opposti si attraggono. Se fossimo fotografi, il nostro debutto sarebbe in bianco e nero mentre questo album pieno di colori. Un"altra differenza sostanziale è stata che abbiamo trascorso più tempo in studio anche se abbiamo prodotto tutto da noi e registrato ogni nota in modalità live.
Di cosa parlano i vostri testi?
(Laura) Un pò di tutto, di odio, di amore e quanto è doloroso o divertente per me.
Uscirà un video per promuovere l"album?
(Laura) Ne abbiamo girato uno la scorsa primavera col regista Jussi Kärnä. La canzone prescelta è stata "Moth" è il clip è visibile sul nostro sito ufficiale.
C"è ancora posto secondo voi per la creatività nella scena musicale attuale?
(Laura) Penso che sia rimasto lo stesso per molto tempo.
(Jari) Dipende di quale musica stiamo parlando. Se discutiamo di musica che può vendere ancora qualcosa la risposta è negativa. Altrimenti ci sono un sacco di input interessanti dall"esterno.
(Olli) Sono felice di ignorare quasi tutto quello che riguarda il music business anche se immagino sia il male necessario che molti artisti non sono in grado di evitare. Direi che posso sopportarlo e quindi quel posto sta decisamente nel mezzo..

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