Tystnaden
Italia
Pubblicato il 29/06/2006 da Lorenzo Becciani

Solo apparente la quiete a cui fa riferimento il vostro nome ?
In effetti sì. Tystnaden proviene dallo svedese e significa silenzio. E’ il titolo di un film di Ingmar Bergman del 1963 che individuava il ‘silenzio’ come la distanza emozionale tra due sorelle. Come la copertina di Travis Smith rimanda a quiete e pace interiore. Abbiamo scelto questo nome perché ci piaceva il contrasto con la nostra musica. Anche il titolo dell’album lo abbiamo deciso pensando ai nostri difetti e alle nostre paure all’indomani dell’uscita del nostro debutto discografico. ‘Sham Of  Perfection’ sottintende infatti quel sottile velo di ‘finzione’ che può farci sembrare perfetti, prodotti alla grande e senza difetti agli occhi di chi non ci conosce e si avvicina per la prima volta all’album. Siamo ancora in attesa che le prime date del tour vengano schedulate e molto emozionati all’idea di confrontarci con band importanti e il nostro primo vero tour.
Immagino che in un genere così inflazionato non deve essere stato semplice pubblicare un album così vario e completo ma soprattutto dotato di forte personalità..
Sono d’accordo con te. L’aspetto più importante per noi era quello di mantenere una forte personalità e non risultare la semplice copia di qualcun altro. Credo che si senta ascoltando il disco. Ci sarà comunque chi ci accuserà di essere commerciali o cose del genere ma noi andremo avanti per la nostra strada. Abbiamo sopportato diversi sacrifici per arrivare fino a questo punto e devo ammettere che sono veramente orgogliosa di quello che siamo riusciti a ottenere a oggi.
Come siete arrivati alla pubblicazione di ‘Sham Of  Perfection’ ?
Siamo insieme da sette anni anche se la formazione attuale è più recente. Nel 2003 abbiamo registrato il mini ‘Fragments’ che ci ha permesso di entrare in contatto con la Limb Music Products. A quel punto abbiamo dovuto aspettare parecchio prima di registrare nei New-Sin Studios di Treviso e infine pubblicare il disco per problemi di budget dell’etichetta ma era un’occasione che non volevamo perdere e a giochi fatti credo che abbiamo fatto la scelta giusta. Durante quel periodo abbiamo cercato di fare le cose con calma e curare con la massima attenzione tutti i particolari. Adesso siamo già orientati sul prossimo album che sono certa avrà un’impostazione molto più diretta e un impatto ancora maggiore. In fondo siamo sei musicisti con le proprie idee e non è sempre facile conciliarle tutte.
Pensi che il successo di gruppi come Lacuna Coil o Nightwish possa favorirvi ? State avendo più riscontri all’estero o in Italia ?
Senza dubbio all’estero e non credo sia dovuto al fatto che l’album è uscito da poco nel nostro paese. In altre nazioni i gruppi locali vengono supportati maggiormente e non importa se il gruppo faccia metal o meno. In Italia è tutto molto diverso soprattutto perché mancano cultura e programmazione e il metal è ancora visto come qualcosa di elitario. Non mi stupirei che il nostro disco riscuotesse successo in paesi come l’Olanda dove vanno fortissimo i Within Temptation più che da noi. Per questo il nostro obiettivo al momento è quello di farci conoscere il più possibile e diffondere il nome dei Tystnaden cercando di aprirci altre porte.
Sicuramente starai ricevendo complimenti per la tua voce che a mio avviso è il punto di forza di un album costruito su importanti basi swedish death. Che tipo di formazione hai avuto e con quali influenze sei cresciuta artisticamente ?
Sinceramente non ho seguito scuole particolari o preso molte lezioni. Il mio approccio è molto spontaneo e per questo forse meno classificabile anche per quanto riguarda le influenze. Anche perché prima di entrare nel gruppo non avevo nemmeno idea di cosa fosse il death metal. Conoscevo i Metallica ma niente più e tuttora ascolto musica molto diversa da quella che suoniamo con la band. Recentemente sono stata colpita dai nuovi dischi di Ill Nino, Slipknot e Nevermore. Trovo che Warrel Dane sia fantastico così come Serj Tankian dei System Of A Down. La struttura vocale delle loro canzoni mi piace moltissimo.
Come nasce una canzone dei Tystnaden ?
Normalmente sono Cesare (chitarrista) e Lorenzo (tastierista) a partire con un riff o una base sulla quale noi cerchiamo di apportare insieme cambiamenti e sviluppare le noste idee fino a ottenere una certa forma di canzone. A quel punto curiamo le parti vocali e infine i testi che sono sempre molto intimi e personali. Per esempio quelli di ‘First Embrace’ e ‘Hamlet’ sono due storie di amore che ho scritto quasi di getto e hanno al loro interno una forte sfida emotiva.
Invece ‘Metaphora’ che e’ la mia preferita ?
‘Metaphora’ è appunto la descrizione della metafora di me stessa esattamente come sono riuscita a trasportarla in versi. E’ stato quasi come scavarsi dentro ma è successo tutto così in fretta che rileggendo certi testi cambierei o aggiungerei qualcosa. Fa parte della mia emotività e credo avvenga la stessa cosa per gli altri componenti della band.
Mi piace quindi lasciarti con uno dei versi principali della canzone che amo particolarmente..
There in my horizon, many empty spaces are filled with my nothing. Too many farewells of falseness, too many blows. Many quarrels never had..

(parole di Laura De Luca)

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