Darkwater
Svezia
Pubblicato il 20/01/2011 da Lorenzo Becciani
Qual è il concept di 'Where Stories End'?
Non si tratta di un concept vero e proprio anche se i testi delle canzoni si incastrano bene tra di loro. Ognuno di essi è il riflesso di una situazione personale analizzata in ottica molto dark. Il titolo dell'album è una metafora del fatto che non puoi evitare alcuni eventi. Per quanto tu possa scansarli, finiranno per ostacolarti e dovrai affrontare le conseguenze. Prima o poi tutto finirà.
Quando si è formato il gruppo?
Alla fine del 1999 abbiamo deciso di suonare prog metal e in poco tempo sono nate le prime idee. Ci siamo trovati in sala prove con Henrik e Magnus e dopo qualche settimana avevamo dei riff pronti ma nessun batterista. Tobias aveva già suonato negli Harmony e ci è sembrata una soluzione valida. Nel 2003 Karl Wassholm è entrato in formazione come bassista completando la line up. Un paio di anni più tardi abbiamo stipulato un accordo con Ulterium Records. Nel 2007 è uscito 'Calling The Earth To Witness' e adesso è venuto il momento di dare alle stampe il nostro secondo lavoro. In questi lunghi tre anni abbiamo accumulato tonnellate di idee e materiale da registrare. La struttura compositiva è leggermente diversa perché abbiamo visto le cose secondo una nuova angolazione.
L'ingresso in formazione di Simon Andersson ha influito sul risultato finale?
Non è stato semplice trovare un bassista che ci mettesse a nostro agio e possedesse la stessa visione musicale. Pensiamo di avere fatto la scelta giusta sia tecnicamente che umanamente.
Quali sono le differenze principali tra 'Where Stories End' e il debutto?
Al primo ascolto puoi renderti conto dei cambiamenti a livello di suoni e produzione. Il nuovo album è sicuramente compatto e possiede melodie più avvolgenti. Ci siamo rivolti allo Studio Fredman per ritrovarci tra le mani qualcosa di distintivo e abbiamo subito capito il motivo per cui Dream Evil, At The Gates, Mustasch e Dimmu Borgir ci hanno preceduto. Un altro aspetto da considerare è la lunghezza delle canzoni che è diminuita rendendo il materiale più diretto che in passato. In generale siamo maturati come musicisti.
Adesso presenta l'album ai nostri lettori con un breve track by track..
Breathe - Il brano più diretto dell'album. E' uno dei motivi per cui l'abbiamo scelto per girare un video che potete trovare su MySpace e YouTube. Parla di un uomo che ha perduto il proprio amore a causa di scelte sbagliate.
Why I Bleed - Questo è l'unico pezzo in cui il coro è stato scritto insieme al resto della musica. E' il più lungo del disco e descrive le ingiustizie del mondo. Il mio preferito in assoluto.
Into The Cold - Una traccia prog con un feeling differente dal resto dell'album. Molto divertente da suonare dal vivo.
A Fools Utopia - Il coro è molto classico. Parla dei cambiamenti che si devono affrontare durante la vita indipendentemente dalle proprie opinioni.
Queen Of The Night - Uno dei brani più heavy di 'Where Stories End'. Dedicato a tutti quei ragazzi che cadono ai piedi delle donne incuranti dei guai in cui si cacceranno. Ci siamo passati un po' tutti in fondo.
In The Blink Of An Eye - Tra le sezioni ritmiche più complesse che abbiamo mai scritto. Il testo parla di un uomo, una donna, un'auto e un freddo pomeriggio d'inverno.
Fields Of Sorrow - Un groove molto heavy che accompagna versi di disagio e problemi di integrazione.
Without A Sound - Un altro dei miei pezzi preferiti dell'album e l'unico nel quale Henrik suona la chitarra solista.
Walls Of Deception - Il brano più epico del lotto sul tradimento e l'incapacità di reagire.
In che stato di salute versa il prog metal attuale?
Devo ammettere di non essere molto aggiornato. Non ascolto prog metal moderno se non Opeth e Memfis. Preferisco i vecchi dischi dei Genesis o dei Marillion.
Non hai seguito nemmeno i Pain Of Salvation?
Sono rimasto ai favolosi 'Remedy Lane' e 'The Perfect Element'. Da quando Simon è entrato nella band mi sono promesso di recuperare presto.
Qual è stato il vostro concerto più intenso?
Direi a San Francisco durante un festival progressive di due giorni che aveva Liquid Tension Experiment e Jeff Scott Soto come headliner.

(parole di Magnus Holmberg)

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