Prima di tutto direi di introdurre la band con una biografia sintetica...Thisorder viene concepito tra i banchi di un liceo di un’isola della Terra, non propriamente la patria della sperimentazione o dell'innovazione musicale ('sciolgo le trecce ai cavalli' vi dice qualcosa??). Il parto avviene su un tavolaccio di birre ma senza complicazioni, ed i genitori sono tutti belli tronfi. Da quel momento alla sua prima parola (eldquo;Nirvana!erdquo;) è tutto un groviglio di pappe pipì ampli e notti bianche. Il pupo cresce a vista d’occhio nelle peggiori cantine e con i peggiori strumenti, impara a parlare dagli adulti, mette su spettacolini per gli zii in cui suona Nevermind da dio. Nel 2007 inizia ad inventare parole sue, a volte un po’ strane. Poi arriva un nuovo papà bassista e Thisorder inizia a creare musica. Gli piace mischiare, e vuole anche parlare di cose serie ogni tanto. E’ stato educato bene e quest’ordinedisordine non gli va tanto giù. Due demo ed alcune ottime recensioni, tra cui quella di Fabrizio Galassi per Kataweb Talent Scout, lo fanno notare un po’ in giro. Arriva un altro nuovo papà, stavolta alla batteria. Thisorder oggi è la cratura prediletta di Emanuele Rontino (voce), Marco Calise (batteria), Domenico Muscariello (basso), Marco Albanelli (chitarra), 4 creativi ipercinetici prestati alla musica e ad un sacco di altre cose. Tipo al videomaking, insieme all’amico e regista Marco Bizzarro, per la realizzazione dei video di eldquo;Unuserdquo; e eldquo;Late Empireerdquo;. O tipo che dall’ideazione, alla produzione, dal missaggio al più piccolo particolare grafico e fotografico, nessuno, al di fuori degli orgogliosi papà, è stato coinvolto nella realizzazione dell’album di debutto erdquo;Inner Islanderdquo;, pubblicato nel 2010 (con mastering by Sterling Sound NY) per la New Model Label di Govind Khurana.
Il gioco fonetico tra eldquo;thisordererdquo; e eldquo;disordererdquo; si riferisce a qualcosa in particolare?(Marco) Un bel giorno la mente collettiva prese il sopravvento sui singoli e il concetto fu emesso. Un gioco di significati opposti, diversi, dal punto di vista sociale, mentale, e musicale. Da come la vedi, quest’ordine è disordine. Voluto, organizzato o meno. Interiore o esterno a noi. Ti risparmio le tirate anarcoinsurrezionalistenologoapocalittiche - che ci sono,eccome e mi limito al suono. Ognuno di noi proviene da backgrounds musicali diversi, chi più metal, chi stoner, chi crossover, e proviamo a fare di questo un punto di forza senza chiuderci in schemi un po’ troppo diffusi, e direi un po’ troppo eldquo;antichierdquo;. Forse è incoscienza, da italiani, nell’overdose di alternative italiano, anche validissimo ma eldquo;un po’ molto ugualeerdquo; che ci circonda. Facciamo, proviamo a fare eldquo;crossprogrockUSAorientedmaconuntoccoeuropeoerdquo;, circa. Pare che ora ci stia provando il mitico Godano con parti dei suoi Marlene Kuntz. Ognuno di noi mette le mani in pasta in ogni aspetto del nostro materiale, crediamo nella nonappartenenza delle idee ed il risultato è davvero collettivo, sempre.
Quali sono gli eventi principali che vi hanno permesso di pubblicare 'Inner Island'?(Emanuele) Ischia, in inverno, è il paradiso della noia quindi abbiamo deciso di fondare la Repubblica Autonoma dell’Isola Interiore dove ognuno fa un po’ quel che gli pare tipo il PDL. Stranamente, un folle indiano non imparentato con nessun dittatore nordafricano, ci ha presi sul serio e ci ha fatto un’offerta eldquo;che non potevamo rifiutareerdquo;.
Come siete entrati in contatto con New Model Label?(Marco) Fu il saggio Govind Khurana - il folle indiano di cui sopra (folle o saggio? Mi contraddico? Eh beh mi contraddico, contengo moltitudini) a scovarci sotto qualche sasso nelle vaste lande di internet, in seguito alla recensione fantastica che Fabrizio Galassi pubbliceograve; per Kataweb Talent Scout, e a proporci un contratto di edizione con la sua giovane label, giovane ma con le idee chiare. Proviamo ad essere all’altezza dell’attenzione ricevuta, consapevoli della fortuna che ha sempre accompagnato il nostro progetto.
Le influenze grunge sono innegabili ma cos'altro ha portato alla definizione del vostro suono?(Emanuele) Metaforicamente parlando si pueograve; dire che il grunge è stata la nostra eldquo;prima cottaerdquo;... quella che ti rimane per sempre nel sangue. Ma sicuramente il sound dei Thisorder sarebbe altra cosa senza eldquo;Ok Computererdquo; dei Radiohead, eldquo;Graceerdquo; di Jeff Buckley , eldquo;Lateraluserdquo; dei Tool..
Quali album vi hanno influenzato maggiormente a livello di produzione?(Domenico) Non puoi capire che soddisfazione mi dai con questa domanda! La produzione è venuta fuori in modo naturale senza tagli cesarei o eugenetica musicale. Nel senso che abbiamo scelto di seguire l’istinto e di provare quante più varianti possibile...nel senso che non abbiamo scelto qualche album come riferimento sonoro o stilistico anche perchè ti assicuro che cercare di replicare il sound di uno dei grandi dischi che ci hanno cresciuto non è per niente facile!! Ci vogliono strumentazione e competenza tecnica di altissimo livello. E non è mistero che anche mix engineers di ottima reputazione falliscano miseramente al cospetto di capolavori come eldquo;Neverminderdquo; per citartene uno. Quindi con pochi mezzi, tutto da soli, senza schemi mentali o fissazioni e siamo contentissimi del risultato così poco eldquo;italianoerdquo; come direbbe Stanis La Rochelle!
Provate a presentare l'album ai nostri lettori con un breve track by track...(Emanuele) eldquo;I’m Sorryerdquo;è stata scelta come traccia di apertura dell’album perché rappresenta la sintesi perfetta delle sonorità presenti in eldquo;Inner Islanderdquo;. Inizia come un sussurro e finisce come una coltellata. Parla di abbandono, che spesso è anche liberazione. eldquo;Fingerserdquo; è, sicuramente, uno dei brani di cui andiamo più fieriehellip;qui siamo riusciti ad intrecciare melodia e testo in un delicato equilibrio. L’abbiamo voluta sensuale ed avvolgente fin dalle prime note, lievi, quasi discrete, l’abbiamo lasciata aprirsi, poi, in un crescendo che sfiora, non solo metaforicamente, l’idea di amplessoehellip;eldquo;Unuserdquo; è la canzone che eldquo;pigliaerdquo; di piùehellip;ti trascina da subito, e ti invita a ballare e cantare il maledetto eldquo;lalalaerdquo;ehellip;Meno eldquo;thisorderlineerdquo; rispetto ad altri brani, Unus rappresenta, proprio per questo, una di quelle eldquo;incoerenzeerdquo; necessarie che contraddistinguono il nostro stile. Diciamo che è la nostra visione del classico eldquo;giorno di ordinaria folliaerdquo;. eldquo;Rashuaerdquo; è il nostro primogenito! Questo pezzo risale a circa quindici anni fa. E’ la bellissima nota stonata dell’intero album, ma è anche la chiave d’accesso alle evoluzioni continue del nostro sound, è la nostra crescita visibile e concreta, nota dopo nota...forse senza Rashua non ci sarebbero stati i Thisorder. eldquo;Blood upon the wheelerdquo;, ovvero, il brano che spacca, in tutti i sensi. Musicalmente davvero ben costruita e ce lo diciamo da soli, Blood non lascia spazio alla stasi, entra nel cervello, ti fa pensare ad una fuga in macchina da tutto e tutti, a poco servono le descrizioni, bisogna eldquo;sentirlaerdquo; e poiehellip;.are you ready for consequeces?! eldquo;The Bitter Hailerdquo;, è certamente un brano visionario, e non solo per il testo, molto interiore ( ci sono un paio di citazioni da Allen Ginsberg qui ed in eldquo;3Dawnserdquo; ), una sorta di preghiera laica universale. Qui la melodia si muove, quasi, a volo di angeloehellip;è una sospensione, è un guardare dall’alto il mondo che c’è fuori, sino ad entrare nel mondo che c’è dentro noi stessiehellip;il concetto di isola interiore trova, qui, la sua piena manifestazione. Le sonorità di eldquo;3 Dawnserdquo; si legano molto a quelle di The Bitter Hail, e in parte anche le tematiche; ma se in quest’ultima il viaggio interiore era illuminato e rarefatto, qui la discesa è nelle tenebre, quelle che ognuno di noi si porta dentro, e con cui, prima o poi, è costretto a confrontarsi. eldquo;Tomorrow Will Be Goneerdquo; è la nostra eldquo;canzone d’amoreerdquo;ehellip;.fuori dagli schemi disolecuoreamoreovviamente! Sonorità squisitamente grunge e punte new wave, rompono l’idea romantica del testo, evitando in tal modo cadute banali e scontate. Tutto passa, inevitabilmente, ma eldquo;qualcosaerdquo; resta, e su questo eldquo;qualcosaerdquo; si muove l’intera canzone, disperata, ma mai rassegnata: erdquo;voglio che tu sappia che io sareograve; sempre quierdquo;, malgrado tutto, malgrado l’amore.Una visione un po’ amara, ma realistica, eldquo;Tomorrow Will Be Goneerdquo;, è un cuore infranto, e mille volte rattoppato, è un canto d’amore sull’amore, su ogni tipo d’ amore, probabilmente anche sull’amore per la musica, su quella nostra prima cotta indimenticabile che è stato il grunge. Per descrivere eldquo;Fisterdquo; ti cito la recensione di un nostro amico eldquo;ehellip;prendete tutta la rabbia che avete in corpo, shakerate il tutto con una bella manciata di punk e avrete Fistehellip;un bel pugno nello stomacoehellip;viscerale, ribelle, prepotente, duro!erdquo;.
'Late Empire' è in assoluto il mio pezzo preferito dell'album. Di cosa parla esattamente? (Marco) eldquo;Late Empireerdquo; è la nostra naturale reazione agli avvenimenti iraniani di qualche tempo fa, in particolare alle note immagini dell’assassinio della giovane Neda. Lavoravamo al disco e fummo molto colpiti dalla crudezza di quella realtà e dalla manipolazione delle opinioni che sempre accompagna i progetti autoritari nel mondo. La base musicale era già a buon punto, poi è arrivata la vera e propria ispirazione, con incursioni eldquo;arabeggiantierdquo; che si complicavano man mano che il testo veniva fuori. Ci siamo detti beh, chi se non noi, e giù con tempi in 56573282784ehellip;Abbiamo voluto esprimere un piccolo grido musicale di giustizia universale, e siamo riusciti a portarlo in finale a eldquo;Voci per la Libertàerdquo; di Amnesty International, realizzando poi un videoclip insieme al nostro amico e regista Marco Bizzarro che ci è valso il premio Roma Videoclip Indie 2010. Nel video (
www.youtube.com/watch?v=k8DQJBv5H4w) l’assassino di Neda, che sia l’uomo o la stessa eldquo;Autoritàerdquo;, rivive sempre lo stesso giorno, quello in cui le tolse la vita, distruggendo in questo modo la sua, condannato dalla sua stessa coscienza ad invecchiare aridamente nel loop. Ho detto giustizia universale, e non amore, infatti il testo invita a non stare a guardare. Che bello riuscire ad unire una buona idea musicale ad un concetto profondo come la tutela della dignità umana e della vita stessaehellip;senti tutto più eldquo;concretoerdquo;, più utile direi. In Asia il video ha superato le 25mila visualizzazioni e questo è il massimo che potessimo sperare. Aggiungo qualcosa riguardo ai nostri testi in generale.. quel che proviamo a comunicare è il caos interiore della mente umana, che per necessità, opportunità, creatività, vene spesso fuori sotto forma di eldquo;visioneerdquo; più che di eldquo;concettoerdquo;. Per dirla con Ginsberg, eldquo;L’interno del cranio è vasto come l’esternoerdquo;. Parte tutto da questa frase. Diciamo che è il nostro Manifesto.
Ho letto che 'Rashua' è un brano risalente a molti anni fa. Come siete riusciti ad integrarlo con il resto del materiale?(Domenico) Ti assicuro che non è stato facile, infatti se ascoltassi la registrazione fatta ai tempi della sua composizione probabilmente la prenderesti per un’altra canzone, molto più classic grunge, alla Bush! Negli ultimi giorni di lavorazione all’album sia eldquo;Rashuaerdquo; che eldquo;Blood Upon The Wheelerdquo; ci sembravano moscette rispetto alle altre..un po’ datate forse e non in linea con le nostre aspettative e quindi con immenso sforzo creativo le abbiamo svecchiate in 23 giorni di lavoro! A volte basta poco: una distorsione più stoner...una sovraincisione più acida...il basso più distorto e sei a cavallo!! Fortune di chi si registra e mixa tutto da solo!!!
Come nasce l'immagine che avete scelto per la copertina? (Marco) Da eldquo;fotografo ufficiale pro bonoerdquo; della band ho provato ad associare l’idea dell’isola concreta da cui proveniamo a quella dell’isola eldquo;interioreerdquo;, tutta mentale - ma quanto ci piace il mentale - che abbiamo voluto come titolo del disco. Dicesi eldquo;fotografia astrattaerdquo;, e adesso lo dico, si tratta di un blocco di vetro che fa da finestra in camera mia ad Ischia. Insomma quello che nell’immagine non è cielo è muffa. Quest’ordinedisordine.
Cosa vi ha spinto a scegliere 'Unus' come primo singolo?(Emanuele) Per tre motivi fondamentali: perché non sembra un pezzo dei Thisorder, perché anche un microcefalo sarebbe in grado di canticchiarne il ritornello, e perché ci divertiamo un casino a suonarlo dal vivo.
Cosa ricordate dell'esperienza del video? Ci sono aneddoti particolari?(Domenico) Aneddoti tanti, divertimento tantissimo, frustrazione a volte. Per delle persone come noi del gruppo, non abituate a cimentarsi in questo genere di attività, trovarsi a parlare di inquadrature, esposizione e luci è davvero entusiasmante. Potrei raccontarti del sig. Michele ( il eldquo;vecchiettoerdquo; protagonista del video di eldquo;Late Empireerdquo;) che si addormentava su quel materasso ogni 5 minuti e che essendo sordissimo ci costringeva ad urlare anche solo per svegliarlo! O potrei dirti di Karin, nostra amica fotografa, caduta rovinosamente tra i rovi e portata d’urgenza al pronto soccorso proprio come successe al marito che invece si era ferito con i vetri di una macchina durante le riprese di Unus!!! Onore al loro tributo di sangue!! Ma anche delle serate passate in studio di montaggio a mangiare pizza, a litigare per decidere di un taglio un frame prima o dopo, a bere e a rovesciare birre o infusi allo zenzero sulla strumentazione del nostro caro e serafico amico regista Marco Bizzarro...che tra parentesi dobbiamo ringraziare sia per la pazienza che per le sua grandi capacità di regista e di eldquo;aggregatoreerdquo; di idee. Insomma un’esperienza che auguro a tutti. negli ultimi giorni prima di chiudere soprattutto ai nemici pereograve;!
Seguiranno altri video? (Domenico) Potrei dirtelo ma poi dovrei ucciderti. No dai, scherzi a parte, proprio in questi giorni siamo al lavoro sullo script del prossimo video, di una canzone di questo album. Lavoriamo allo script e, cosa ancora più importante, alla ricera di finanziatori visto che anche questo video sarà girato da noi e che abbiamo in mente grandi idee ovviamente molto esose. Non anticipo altro, ma se tutto va come dovrebbe vi presenteremo un lavoro, probabilmente un microfilm, di un livello che qui in Italia si sognano tutti!
Dobbiamo attenderci dei cambiamenti importanti a livello sonoro in futuro?(Emanuele) Se pensiamo chi è è il ministro della cultura tutto pueograve; succedere. Seriamente parlando (per una volta), le evoluzioni stilistiche, nonché sonore, sono riscontrabili già all’interno dello stesso eldquo;Inner Islanderdquo;; i cambiamenti o, se vogliamo, le eldquo;incoerenzeerdquo; sono, per noi, vitali. Alla nostra musica proviamo a far mutare la pelle conservandone l’essenza come un serpente e le nostre performance live ne sono un chiaro esempio.