Hot Steel Records
Italia
Pubblicato il 26/04/2011 da Lorenzo Becciani
Quando è nata l'etichetta?
Intanto grazie per lo spazio che ci dedicate. L'idea di label non nasce, o meglio, non era assolutamente preventivata. Nel 2007 stavamo lavorando sul management di alcune band e ci siamo scontrati con delle realtà piuttosto difficili e abbastanza limitate e poi con l'andare avanti coi tempi ci sentivamo sempre più rinchiusi nel nostro piccolo 'credere', per cui all'inizio del 2008 abbiamo deciso di partire con questa nuova avventura, anche se, personalmente, avevo molti timori dopo la trascorsa esperienza nella precedente label lasciata da me nel 2002.
Qual è stata la vostra prima release?
'The Gloomy Side Of Things' dei Knife nel marzo del 2008.
Quali erano gli obiettivi che vi eravate prefissati al momento lanciare Hot Steel Records?
Obiettivi direttamente indirizzati alla label nessuno. Cerchiamo di dare spazio alle band che riteniamo più meritevoli e artisticamente interessanti. Non facciamo uscite per fare 'numeri'...
Ritenete di averli realizzati almeno in parte?
Assolutamente sì.
Quali sono i criteri secondo i quali scegliete una band?
Prima di tutto deve piacerci. Poi si cerca di capite alcune cose 'di settore' per il mercato (o non mercato al giorno d'oggi) e si cercano info sulla band in questione.. In seguito c'è un primo contatto per capire come si potrebbe lavorare al meglio su progetto e insieme si valutano offerta e richiesta. Se tutto collima si parte.
La scelta di avere un roster formato totalmente da gruppi italiani è motivata da questioni strategiche, opportunità economiche o questioni ideologiche?
Non vi è nessuna strategia. In tutta franchezza le proposte arrivate in sede di band estere erano nettamente inferiori a tutte quelle che abbiamo prodotto finora. A parte questo colgo una frase che un addetto ai lavori molto tempo fa mi disse: 'inutile tentare l'estero se in Italia non si è nessuno'. Quindi la uso ogni volta che mi metto al lavoro per la release. Abbiamo molta voglia di farci largo ma pensiamo sempre di fare le cose 'step by step' rimanendo assolutamente coi piedi per terra.
Qual è la vostra opinione sulla crisi del mercato musicale? Esiste una soluzione a vostro modo di vedere?
La crisi non è discutibile. La soluzione sta sempre in noi (utenti, artisti, label e distributori). se considerassimo la musica come un lavoro e chi la fa (su tutti i fronti) non volesse guadagnare troppo, forse andrebbe meglio a tutti. iTunes non è una soluzione anzi serve sempre avere 'cultura' in quello che si fa e si ascolta. Se le label proponessero più qualità e meno quantità anche questo potrebbe essere un passo per aiutare la musica stessa...
Se poteste tornare indietro cambiereste qualcosa? Vi siete mai pentiti di qualche scelta?
Cambiare direi di no. Pentiti magari sì. Siamo partiti in ritardo rispetto al lavoro che vi è da fare oggi per cui siamo sempre piuttosto di corsa...
Cosa state ascoltando in questo momento? Qual è la produzione migliore che avete sentito negli ultimi tempi?
Al momento stiamo pianificando la promozione agli Strange Corner quindi ascoltiamo loro. Come produzione onestamente non saprei dirti un nome specifico ma il mio parere è che tante produzioni italiane al momento siano superiori a livello artistico a quelle estere.
Qual è stata la release che vi ha sorpreso maggiormente in termini di riscontro? Quale invece a vostro avviso è passata ingiustamente inosservata?
Certamente sorpresi dalle produzioni 'non metal', quindi Remorse, Buattitime e She's Mad On Dancing. Assolutamente sorpresi anche dai Three Pigs Trip che dal vivo non hanno nulla da invidiare a band di calibro superiore. Non pensavo di poterci spingere tanto fuori dall'ambiente prettamente metal ma se proponi qualità sei ripagato sempre e noi facciamo questo. Sono rimasto deluso da 'Live For Need' dei Cubre. Avevo riposto molte attenzioni nel disco e non pensavo che un live potesse rimanere così poco seguito. E' davvero registrato bene e la band è una tra le migliori dal vivo ma il supporto non è commerciabile. Si vive anche di errori e quindi va bene comunque come esperienza...
Sogno nel cassetto?
Sicuramente che gli utenti (ri)comincino a 'comprare' musica. Che gli addetti ai lavori riprendano a fare 'arte' senza basarsi sui numeri, ora che la scena italiana è bella viva ed a livello uguale se non superiore a quello europeo...

(parole di Samuele Favaro)
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