Sturqen
Portogallo
Pubblicato il 06/06/2011 da Lorenzo Becciani
Come vi siete incontrati?
Frequentavamo lo stesso istituto d'arte. A forza di discutere di musica ci siamo resi conto che stavamo già lavorando insieme e abbiamo dato vita al progetto.
Quali sono le vostre influenze principali?
Entrambi crediamo nella musica di impatto non solo in ambito elettronico. Una parte importante dei nostri ascolti è contraddistinta da gruppi punk e black metal e in quelle tipologie di artisti troviamo sempre un'attitudine do it yourself che ci piace molto. Purtroppo molta elettronica di oggi manca di personalità.
Com'è la scena elettronica portoghese?
E' veramente piccola. Il favore del pubblico è orientato verso un'elettronica più orientata al dancefloor e non abbiamo alcuna tradizione noise o sperimentale dalle nostre parti.
Quali sono i ricordi più belli dei Qwartz Electronic Music Awards?
Probabilmente i cinque secondi dopo avere sentito nominare il nostro gruppo alla cerimonia.
Quali sono le differenze sostanziali tra 'Colera' e le vostre release precedenti?
'Colera' è più minimale, paziente e ripetitivo. Siamo rimasti in costante bilico tra il controllo e l'assenza di controllo. 'Piranha' e 'Peste' invece erano più adrenalinici, rapidi e aggressivi. In questo album è possibile respirare fino all'ultima traccia dove tutto esplode. In passato la violenza era più cacofonica.
Come nascono le vostre composizioni?
Entriamo in studio e accendiamo le macchine. Non abbiamo nessuno schema predefinito e lavoriamo sulla dinamica del suono. L'album è stato registrato interamente con strumentazione analogica.
Perché preferite le macchine analogiche a quelle digitali?
Nessuno dice che siano migliori. Sono semplicemente differenti. Dipende sempre da quello che vuoi ottenere e da come vuoi indirizzare il processo di ricerca sonoro. E' legato tutto alle esigenze dei musicisti e nel nostro caso è fondamentale avere un approccio fisico alla musica.
Cosa vi interessa tanto nella dinamica del suono?
Il suono è qualcosa che esiste indipendente da tutto il resto. Non hai bisogno di contestualizzarlo e non devi spiegare il motivo per cui ti piace. Dentro di noi nasce un desiderio irrazionale di esplorare le possibilità del suono e le dinamiche che sono impossibili da comprendere. Siamo interessati a questo tipo di cose perché ci piace materializzare quello che non puoi aspettarti. Esattamente come degli animali selvaggi.
Cosa dobbiamo attenderci in futuro?
E' difficile dirlo perché non ci poniamo limiti. Preferiamo lasciare tutte le porte aperte. Il prossimo album si chiamerà 'Praga' e uscirà sempre su Kvitnu. E' un viaggio a diverse densità. Ci saranno molti modi di interpretarlo.
Siete mai stati dalle nostre parti?
Il vostro paese ci manca. Ci piacerebbe molto visitarlo.
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