Botanist
USA
Pubblicato il 23/08/2011 da Lorenzo Becciani
Chi è The Botanist?
Uno scienziato fanatico che ama la natura esattamente come prova terrore per l'umanità. A causa di questo vive in un esilio autoimposto più lontano possibile dal resto della società. Nei suoi possedimenti, che chiama Verdant Realm, si circonda di piante e fiori. Aspetta il momento in cui le persone finiranno per uccidersi tutte tra di loro. A quel punto la flora potrà riprendere il controllo sul pianeta e tale evento prenderà il nome di Budding Dawn, l'apocalisse floreale. La natura è una divinità indecifrabile e innominabile che appare onnipresente nella vita dell'uomo. Qualunque siano i crimini commessi contro la sua volontà la natura prevarrà alla fine. E' solo questione di tempo. Il suo debutto discografico prende il nome di 'I: The Suicide Tree/II: A Rose From The Dead' e comprende i suoi primi due lavori. In questo modo ha dato inizio alla sua narrazione di misantropia.
Come è nata l'idea di questo progetto?
Dalle difficoltà di suonare con altre persone. A volte mancava la collaborazione, altre una certa visione o la creatività per fare funzionare le cose. Il dominio della natura ha da sempre fatto parte della tradizione del metal e in particolare del black metal anche se la prospettiva di una scienza botanica e del misticismo che scaturisce dalle minuzie del mondo delle piante rappresenta una nuova frontiera. Xanthostemon, Glycyrrhiza, Azalea, Nephrolepsis e Chiranthodendron sono nomi che suonano occulti come Nyarlathotep, Cthulhu, Pyrifleyethon, Azrael o Akhenaton, con la differenza che Xanthostemon esiste veramente e il legame tra le forze che vengono manifestate il mondo delle piante è tangibile.
Quali sono le sue influenze principali?
Il piano iniziale era quello di suonare grind ma quando si tratta di comporre musica non siamo in grado di scegliere veramente. Le canzoni del debutto sono nate brevi, frammentate e influenzate dal black metal, alla musica classica e al drone melodico con un crescente interesse per le costruzioni armoniche e le progressioni. Non mi sono lasciato ispirare da alcuni album in particolare anche perché la musica non è guidata dalle chitarre. The Botanist si muove su territori vergini, libero di sperimentare nel suo avvicinarsi al freddo, alienante, organico spettro del black metal e lasciarsi trascinare dall'essenza di un suono artisticamente unico.
Il suo songwriting segue un approccio scientifico?
La musica segue le regole del mondo naturale e l'entropia che ci viene ordinata. L'estetica, che sia complessa o stupenda nella sua semplicità, è qualcosa di inesorabile, catartico e organico. La creazione è un processo che somma queste forze e le convoglia in una voce ascoltabile da tutti.
Quali sono gli eventi principali che l'hanno portata alla realizzazione di 'I: The Suicide Tree/II: A Rose From The Dead'?
Sono stati registrati e prodotti tra l'inizio dell'autunno di due anni fa e lo scorso inverno. Fin dal primo istante è stato chiaro che il supremo culto di tUMULt - che ha pubblicato anche diversi album non metal - fosse il solo approdo possibile. L'artwork è ispirato all'arte classica botanica dello scorso secolo.
Mi sembra di capire che ci sono altri tre album pronti. Quando verranno pubblicati?
'III: Doom In Bloom' sarà il prossimo cronologicamente. Uscirà a febbraio per l'etichetta israeliana TotalRust. L'intento è quello di rendere ogni release differente dal punto di vista artistico. Nello specifico le canzoni saranno più doom oriented con ritmiche heavy molto lente e un largo utilizzo del dulcimer. Altri strumenti verranno introdotti come il piano, il basso e l'armonica. Il secondo disco conterrà materiale di altri artisti che useranno parti di batteria del primo per modificare le visioni originali in tributo al potere della natura. Sono certo che la varietà di stili e influenze rappresenterà un motivo di ricchezza culturale. Al momento anche 'IV' e 'V' sono completati ma la loro pubblicazione non è ancora decisa. Chi fosse interessato ad ascoltarli in anteprima pueograve; visitare www.botanist.nu
Esiste un collegamento preciso tra le sue release?
Tutte concernono la gloria del mondo delle piante e descrivono il suo ruolo nella catastrofe dell'umanità. L'obiettivo è quello di offrire ogni volta un tema specifico come lo sviluppo del demone Azalea in 'III'. Musicalmente avranno sempre come elementi fondamentali il dulcimer e la batteria ma costruzione delle canzoni, tecnica, effetti e postproduzione li renderanno differenti.
Quale obiettivo si prefigge con le sue liriche?
I testi sono descrizioni puntigliose e cronologiche del mondo delle piante a partire dal comportamento e dalle immagini, per finire con leggende e usanze. In un certo senso la conoscenza scientifica viene ad unirsi con il potere occulto dell'alchimia e della mitologia creando un qualcosa di unico.
In quale stato di salute versa il black metal americano?
Stiamo attraversando una nuova era del genere e come sempre la migliore concentrazione di artisti proviene dallo stato californiano. In particolare la scena di San Francisco è florida grazie al contributo di The Flenser e tUMULt. Le band che provengono da quell'area sembrano possedere influenze più crust e punk ma anche il cosiddetto Black Twilight Circle del Sud California sta producendo grande musica.
Quanto si ritiene vicino allo stile norvegese?
Quanto credi che lo sia?
Crede nella reincarnazione?
The Botanist deve crederci per forza. All'instaurarsi del Budding Dawn, quando l'umanità cesserà di esistere, verremo tutti ridotti al volere della natura. Gli è stata promessa un'incorporazione nel Chlorophyllic Continuum, una sorta di energia universale che si cela nelle piante e dalla quale The Botanist potrà trasformarsi a sua volta in una pianta. E' Azrael il demone che gli ha predetto tale destino e questo è il tema centrale di 'III: Doom In Bloom'.
Botanist
From USA

Discography
2011 - I: The Suicide Tree
2011 - Ii: A Rose From The Dead
2012 - Iii: Doom In Bloom
2013 - Iv: Mandragora
2014 - Vi: Flora

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