Spock's Beard
USA
Pubblicato il 24/11/2006 da Lorenzo Becciani

L’ultimo album mostra diverse sfumature e può essere letto attraverso varie chiavi di lettura..
Direi proprio di si. Quello che rende davvero avvincente il disco è la pressante varietà di stile e struttura che sembra quasi non volere fare abituare l’ascoltatore a qualcosa di programmato e definito. Per molti anni ci siamo trovati a riflettere sulla situazione della musica progressiva infastiditi da recensioni, non necessariamente dei nostri album, nelle quali venivano criticate soluzioni scontate e ripetitive. E’ il motivo per cui abbiamo deciso che questa release dovesse intitolarsi semplicemente ‘Spock’s Beard’. Non proprio un nuovo inizio o un cambiamento sostanziale ma una sorta di riflessione su quello che vogliamo in musica e lo specchio di quello che siamo in questo momento.
Quali sono quindi secondo te le differenze più evidenti tra questa release e le precedenti ?
Se dovessi individuare differenze sostanziali sarei in difficoltà. Nel senso che sia a livello di composizione che di pre-produzione abbiamo lavorato nello stesso modo di sempre. Ormai siamo collaudati e ripetitivi sotto quel punto di vista. Credo che l’ultimo album sia uno dei più vari sotto il profilo stilistico che abbiamo mai pubblicato. E’ sempre un disco progressive ma al suo interno puoi trovare sostanziose parti blues, AOR, hard rock, fusion e così via. Forse la differenza principale è che rispetto al passato abbiamo cercato di dare riferimenti più precisi e organici. Per esempio ‘All That’s Left’ è hard rock purissimo di quello che ci piace da matti suonare dal vivo mentre la seguente ‘Is This Love’ è forse la ballata da airplay che mancava nei dischi passati.
Che messaggio volete trasmettere col testo di ‘All That’s Left’ ?
I testi delle nostre canzoni sono spesso riferiti all’emozioni in generale. Passione, amore, invidia, solitudine e così via. ‘All That’s Left’ parla di come ci si sente dopo avere interrotto una relazione con tutta una serie di metafore interessanti. Non vogliamo trasmettere messaggi particolari, solamente cerchiamo di dare alla parte lirica la medesima forza e sensibilità di quella musicale.
Ci sono anche pezzi maggiormente in linea con la vostra storia come ‘On A Perfect Day’ e ‘With Your Kiss’..
E’ così assolutamente. ‘On A Perfect Day’ è la prima canzone che abbiamo completato per l’album e trovo che sia una perfetta opener. Soprattutto amo i cambi di tempo che caratterizzano la parte centrale. ‘With Your Kiss’ è probabilmente il pezzo che meglio rispecchia il nostro stato di salute in questo momento. Sono quasi dodici minuti di musica progressive che piaceranno a tutti coloro che ci seguono da anni. Dovessi scegliere un titolo da presentare a qualcuno che ancora non ci conosce per identificarci credo sarebbe proprio quest’ultima. Ha tutto quello che deve possedere una canzone degli Spock’s Beard.
Parliamo adesso della suite ‘As Far  As The Mind Can See’. Sembra davvero un lungo trip tra ‘Le Porte Della Percezione’ di Aldous Huxley e ‘Ulisse’ di James Joyce.
Sono felice che ti sia piaciuta così tanto. Anch’io adoro certi passaggi come ‘Dreaming In The Age Of Answers’ o l’atto conclusivo ‘Stream Of Unconsciousness’. I libri che hai citato sono letture fondamentali per capire a fondo un certo tipo di approccio alla composizione che per decenni ha interessato alcuni tra i gruppi storici della musica rock. Quello che ci interessava sottolineare è il nostro costante impegno a tentare di andare oltre. Nella musica come nella vita. Non ci siamo mai posti limiti da quando esistono gli Spock’s Beard e mai lo faremo in futuro.  E’ una suite molto particolare e differente rispetto a quelle che abitualmente inserivamo in passato. Sono curioso di vedere che tipo di reazione provocherà soprattutto dal vivo.
In che stato di salute versa la scena prog di oggi ? Alcuni la danno addirittura per morta però solo in questi ultimi mesi sono usciti almeno tre-quattro dischi da possedere senza riserve.
Se mi avessi posto questa domanda qualche anno fa ti avrei risposto senza problema. Il fatto è che per troppo tempo si è identificato il termine prog con il prog metal che pur essendo stato molto importante per il rilancio del genere non può certo rappresentare tutto quanto. Personalmente sono d’accordo con te che rispetto all’anno scorso o due anni fa stanno uscendo alcuni dischi davvero validi e quindi non posso che essere ottimista a riguardo. Come tutti i generi l’eccessiva uscita di release dello stesso tipo crea un periodo di crisi dalle quali l’unico modo di guarire è quello di pubblicare dei veri e propri masterpiece.
Recentemente ho parlato con Jem Godfrey dei Frost e sono rimasto sorpreso dalla sua totale avversione nei confronti del mellotron mentre voi avete spesso dichiarato di non potere nemmeno immaginare un disco prog senza l’uso del mellotron..
Lo confermo. Per tutti noi il mellotron è parte essenziale della musica che amiamo ascoltare, comporre e suonare. Fa parte di una storia che non vediamo il motivo di compromettere o cancellare. Abbiamo suonato con i Frost in un paio di festival e credo siano un’ottima band. Il loro disco è davvero buono ma noi proseguiamo per la nostra strada con lo stesso sorriso sulle labbra di sempre..
Con gli ultimi tre dischi avete dimostrato che gli Spock’s Beard non erano solamente Neal Morse. Adesso quali sono i vostri obiettivi e sogni principali ?
Non posso dire che fosse un obiettivo del gruppo perchè comunque siamo sempre legati a Neal e non cerchiamo vendetta o niente del genere. Credo però di avere lavorato molto in questi ultimi anni sul mio modo di cantare e soprattutto interpretare i pezzi. Non basta possedere delle buone doti vocali per sapere cantare. Sono certo che questo album sorprenderà in molti per alcune parti vocali davvero notevoli rispetto al passato e non solo grazie a me ma a tutto il gruppo che ha dato il massimo perché tutto suonasse perfetto. Il mio sogno è sempre stato quello di vivere di musica e continuare a divertirmi come quando avevo vent’anni.

(parole di Nick D"Virgilio)

Spock's BeardSpock's Beard
Spock's Beard
From USA

Discography
1995 - The Light
1996 - Beware Of Darkness
1998 - The Kindness Of Strangers
1999 - Day For Night
2000 - V
2002 - Snow
2003 - Feel Euphoria
2005 - Octane
2010 - X
2013 - Brief Nocturnes And Dreamless Sleep
| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.