Come avete scelto di chiamarvi così?
Kisses From Mars non è il nome di una band, non solo. E’ un concetto, un idea di alienazione e di non appartenenza a certi mediocri standard, idea che noi esprimiamo attraverso i suoni, le parole stanno perdendo il loro significato, le emozioni non lo perderanno mai.
Quali sono le vostre influenze principali?
È facile citare nomi come Pink Floyd, Beatles, Mogwai e Sigur Rós come influenze comuni a tutti noi, ma la cosa importante sono i nostri diversi background musicali che si sono fusi insieme, dal cantautorato italiano al punk, la scena di Seattle o alcune band italiane come i Verdena o Afterhours. Credo che questo abbia arricchito moltissimo la nostra espressione musicale.
Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare le canzoni di 'Birth Of A New Childhood'?
Per quanto riguarda la composizione è difficile dirlo, in realtà noi componiamo continuamente nuovi brani, o parte di essi, testi e melodie sgorgano fuori dalle nostre improvvisazioni in sala prove. Poi ne prendiamo la parte che più ci rimane in mente e la definiamo, per tutto l'album potremmo averci messo anni o istanti. Per la registrazione abbiamo fatto tutto in circa una settimana di studio, compresa qualche bellissima notte.
Avete un approccio compositivo particolare oppure vi lasciate trascinare dall'improvvisazione?
Come dicevo l'improvvisazione è sicuramente la nostra fonte creativa, ma capita anche che qualcuno di noi si presenti con una melodia fatta con la chitarra o la tastiera e che poi ci si lasci trascinare nelle sue energie.
A quali dischi vi siete ispirati a livello di produzione?
Veramente complicato, abbiamo ascoltato molto prima di iniziare a registrare in studio, sicuramente il lavoro dei Mogwai e dei Motorpsycho ci ha dato una direzione da seguire..
In cosa ritenete di essere migliorati maggiormente rispetto agli ep?
Direi su tutti i livelli, sicuramente negli arrangiamenti e anche a livello compositivo c'è un bel salto. Il tempo che crea l’esperienza è ovviamente fondamentale, la sicurezza in noi stessi è cresciuta, l'energia tra di noi è aumentata.
Di cosa parla esattamente 'Tide'?
'Tide' è un incubo o un sogno, forse entrambi. E’ un viaggio dentro la nostra mente irrazionale, è la visione di un mondo che sappiamo avere dentro ma che ci spaventa, un mondo fantastico o terribile, dipende da quale spiaggia ci immergiamo dentro di esso.
Qual è il rapporto tra la danza e la vostra musica?
È il rapporto che esiste tra qualsiasi forma d arte, è simbiosi, è immersione è un legame di energia molto forte, è comunicazione, interpretazione di suoni con il corpo, o interpretazione del corpo coi suoni, non cambia nulla.
Cos'è la psichedelia per voi?
La parola deriva dal greco e a grandi linee significa esprimere, mostrare l'anima, la psiche appunto. Per noi è questo, comunicare quello che abbiamo dentro, a livello più profondo. Comunicarlo senza esserne davvero mai del tutto coscienti, senza passare attraverso il filtro della parola, del gesto e della contestualizzazione.
Cos'è 'Sedna'?
'Sedna' è un pianeta, scoperto pochi anni fa, prende il nome da una divinità Inuit, la potente Dea del Mare . Nella cultura eschimese la dea è adirata con gli uomini che in quanto pescatori stanno distruggendo il mare, il suo regno e tutte le creature che lo popolano. Adirata con l'umanità le scaglia contro terribili inondazioni per punirla di tale stupidità. Per coloro che trovassero qualche similitudine con il mondo in cui viviamo ora ovviamente stiamo dalla parte della Dea.
Quali sono i vostri piani adesso?
Suonare il più possibile, fare molti concerti e magari cercare di fermare qualche altra canzone che ci gira dentro la testa. Suoniamo non per essere musicisti, suoniamo perché ci diverte, suoniamo per essere.