Quando avete deciso di formare la band?
Suoniamo insieme da circa nove anni e facevamo parte di altri gruppi death e thrash tra i quali ricordo
Talion, Melting Flesh, Unchaste, Phidion e Dark Eden. Quattro anni fa ho cominciato a suonare parti più lente che non sfociassero nel metal estremo. Una cosa ha portato all'altra e gli Obrero sono nati come progetto parallelo. Adesso invece sono il nostro focus maggiore.
Come avete scelto il vostro nome? Di cosa trattano i testi?
E' ispirato ad un film di zombie. La storia è quella di un dottore fuori di testa che esegue degli esperimenti malvagi. In seguito abbiamo scoperto che significa operaio in spagnolo ma ci piace lo stesso. Il nostro cantante Martin, scrive tutti i testi e prende ispirazione da libri, film e spettacoli televisivi. Soprattutto horror e fantascienza ma anche reali eventi storici.
Quali sono gli eventi principali che vi hanno portato alla release di 'Mortui Vivos Docent'?
Suonavamo da un paio di anni quando abbiamo pensato di essere troppo bravi per non essere ancora sotto contratto con nessuna etichetta. Alla fine dell'anno scorso ho contattato Konrad che manda avanti la Night Tripper Records, una piccola label nel Sud della Svezia. Ha subito apprezzato la nostra proposta e l'aspetto più curioso è che aveva intervistato il nostro cantante per la sua fanzine death metal negli anni ottanta. Il cerchio si è completato.
Adesso prova a recensire 'The Wolf's Hook' e 'Exterminate' per i nostri lettori..
'The Wolf's Hook' è la prima traccia dell'album e parte con un beat uptempo. Al suo interno puoi trovare riff diretti e altri molto doom. E' un pezzo elaborato e melodico come piace a me. Martin ha fatto davvero un lavoro fantastico con il coro. 'Exterminate' invece è il classico pezzo epico, i riff sono quasi metal e nella parte centrale esplode un ritmo che cattura l'attenzione dell'ascoltatore. Le liriche si rifanno alle serie di fantascienza Dr Who e Time Wars.
Quali sono le vostre influenze principali?
E' difficile citare un riferimento specifico anche se ci piacciono gruppi come Witch, Kyuss, Electric Wizard, Trouble e Black Sabbath. In ogni caso non vogliamo suonare come loro.
Quali atmosfere avete cercato di ottenere una volta entrati in studio?
Volevamo riportare in vita del doom rock anni settanta con elementi horror. Il disco suona datato, heavy e decadente.
Vi siete ispirati a qualche album in particolare per il mixaggio?
Abbiamo lasciato che Anders Eriksson si occupasse del mixaggio senza interferenze da parte nostra. Ci siamo fidati di lui perché è un musicista di una certa età come noi e sapeva perfettamente il feeling che volevamo ottenere. In ogni caso non sarebbe stato saggio suonare esattamente come qualche altra band.
Come nascono le vostre canzoni?
Parte tutto da basso e chitarra. Ci troviamo in sala prove e mettiamo insieme le nostre idee. Seguono batteria e voce.
Nelle foto promozionali sembrate una gang di bikers. Vi piace 'Sons Of Anarchy'?
Hai ragione abbiamo tutto quello che serve ovvero capelli lunghi, barbe incolte e giubbotti di pelle. Mi dispiace deluderti però perché non facciamo parte di quel movimento. Nessuno di noi possiede una motocicletta. Mio padre aveva una BMW e una Harley Davidson ma adesso le ha vendute perché è troppo vecchio. 'Sons Of Anarchy' è un grande telefilm anche se mi mancano degli episodi.
Ci sono altre band underground svedesi che ritenete valide?
Segnati Treehouse, New Keepers Of The Watertowers, Astrophobos e Tor-Peders Kapell con il mio amico Jonas alla chitarra che purtroppo ci ha lasciato questa estate.
Siete mai stati in Italia?
Il nostro singer ha suonato dalle vostre parti con i Protector e noi vogliamo imitarlo al più presto. I piani sono quelli di partecipare a diversi festival il prossimo anno ma ancora non c'è niente di firmato.
(parole di Calle Sjöström)