Domine
Italia
Pubblicato il 06/02/2007 da Lorenzo Becciani

Certe influenze progressive e hard rock che emergono erano secondo te velate anche nei dischi precedenti oppure segnano un cambiamento sostanziale nel vostro approccio compositivo ?
Come attitudine e idee sicuramente potevi già intravedere qualcosa di simile. Anche in precedenza proponevamo suite con lunghi sottotitoli e siamo sempre stati legati ai concept veri di Jethro Tull o Yes che non hanno niente a che vedere con quelli di oggi. In passato però certe influenze non erano libere ma imprigionate in una struttura molto rigida come il metal. Anche per quanto riguarda certi passaggi marcatamente hard rock che puoi ascoltare nel disco vale lo stesso discorso. Tutti noi siamo sempre stati appassionati di certa musica e gruppi come Led Zeppelin, Deep Purple e Uriah Heep che hanno scritto la storia. Sicuramente questa volta non volevamo scrivere lo stesso disco e ci siamo sforzati di apportare certi cambiamenti ad una formula consolidata. In ogni caso "Ancient Spirit Rising" è il nostro quinto disco e di conseguenza le differenze con il debutto non possono essere che importanti.
Immagino che a livello di produzione inserire tanti elementi sia stato complesso..
"Ancient Spirit Rising" è un disco molto complesso a livello tecnico che ci ha impegnato moltissimo sotto questo punto di vista.  Sopratutto le chitarre e le voci hanno richiesto un lavoro enorme che ci rende ancora più orgogliosi del risultato finale. Il suono di batteria di Stefano, molto più secco e definito, è la prima conseguenza di certe scelte che abbiamo portato avanti. In passato avevamo ricevuto delle critiche riguardanti la produzione dei nostri dischi che ci hanno stimolato a diventare sempre più professionali.
Un"altra considerazione importante è certamente legata ai testi che hanno abbandonato in grossa parte la ridondanza di termini tipicamente power e fantasy. So che siete ancora devoti ai racconti di Moorcock me per questo album quali sono state le fonti di maggiore ispirazione ?
L"ispirazione è nata da un mio progressivo interessamento per l"arte vittoriana sia a livello letterario che pittorico e dalle mie frequentazioni alla Tate Gallery di Londra. In realtà i testi sono rimasti epici e trattano sempre di argomenti come la vita e la morte ma non volevamo più andare avanti per anagrammi. Meno dragoni, spade, sangue e fuoco e un approccio più personale che può derivare sia dalla mia ammirazione per il quadro di "The Lady Of Shalott" (John William Waterhouse) che per il poema di Tennyson. Senza togliere nulla ai libri di Moorcock che ancora hanno un grande potere evocativo nei miei confronti ("Stand Alone"). Nel titolo e nelle canzoni dell"album si parla di una spiritualità arcana divenuta pressante nella nostra musica. Questa parte spirituale laica nasce da considerazioni profonde sulla nostra esistenza e lo svolgersi della vita di tutti noi. Non sono mai stato vicino a teorie materialistiche che considerano uomini e bestie allo stesso pari. Una conseguenza è che anche  l"artwork del disco è molto meno battagliero e più malinconico rispetto al passato.
Nella splendida "On The Wings Of The Firebird" avete ripreso una suite di Igor Stravinsky. Pensi che il legame tra metal e musica classica sia ancora così naturale come in passato nonostante le produzioni moderne ?
Tutti noi siamo grandi ammiratori di Stravinsky per l"epicità unica delle sue opere e in passato la "Firebird Suite" veniva usata dagli Yes come intro per i loro concerti. Per non quindi è stato un processo molto spontaneo ma credo dipenda dalla definizione di heavy metal. In America ormai le uscite che possono considerarsi veramente metal sono davvero pochissime e di conseguenza si è persa l"abitudine di certe cose. Personalmente continuo a pensare che tale legame sia quanto di più naturale ci possa essere.
Come mai avete scelto di rifare proprio "Too Scared To Run" degli Uriah Heep ?
Per contratto siamo tenuti a inserire una canzone in più nell"edizione giapponese e per questo ci siamo trovati a dovere decidere quale cover registrare. Sugli Uriah Heep ci siamo facilmente trovati d"accordo perchè è un gruppo che piace veramente a tutti. "Too Scared To Run" è un pezzo che potevamo aggredire in modo veloce senza sbatterci la faccia e Morby ha insistito molto perchè da sempre voleva cantarla con un timbro più heavy.

(parole di Enrico Paoli)

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