Folkstone
Italia
Pubblicato il 13/03/2012 da Lorenzo Becciani
Quali sono le novità principali che accompagnano la pubblicazione del disco?
Intanto voglio sottolineare il ruolo di Maurizio che è entrato in maniera forte nel songwriting. Il primo album lo avevo scritto praticamente da solo, il secondo con l'aiuto del nostro fonico mentre 'Il Confine' è un lavoro sicuramente più condiviso. Le liriche sono mie e di Roberta ma in generale si avverte qualcosa di diverso. Si respira un'atmosfera nuova. 
 
Quanto tempo avete impiegato per comporre i brani? 
Due anni circa. In pratica abbiamo iniziato a lavorarci due-tre mesi dopo avere completato l'album precedente. Dopo tanti concerti siamo felici di essere tornati in studio. 
 
Dove sono avvenute le registrazioni? Vi siete ispirati a qualche album in particolare per la produzione?
Ai Bohus Sound Studios di Kungälv. Avevamo effettuato lì il mastering di 'Sgangogatt'. Sulla scelta hanno sicuramente inciso i prezzi accessibili e la comodità della linea Goteborg/Bergamo. La produzione di Yonatan Rukhman è bella potente e siamo contenti del suono di batteria, basso e chitarra. In ogni caso non tutto ci ha soddisfatto e per questo ci siamo rivolti a Cristiano Sanzeri e Nicolò Fragile per completare il mixaggio e curare il mastering.
 
La vostra attenzione ai testi è sicuramente degna di nota e non a caso li pubblicate in rete. Questo è un aspetto piuttosto singolare perchè non tutti i gruppi folk metal seguono la stessa strada..
Posso dirti che non ci piace fare fotocopie. Non ritengo che i Folkstone abbiano un'etichetta definita anche se utilizziamo cornamuse e arpe. E' davvero bello fare scoprire alla gente vecchi strumenti.
 
Da cosa è dettata la scelta della lingua madre? 
Ci è venuto naturale e a dire il vero non ci abbiamo pensato più di tanto. L'inglese ha senso se lo conosci bene e in ogni caso è difficile rendere bene ogni sfaccettatura. 
 
Pensi che il cantato in italiano possa rappresentare un freno all'esportazione del disco?
Sarà sicuramente più difficile farci notare all'estero ma il nostro stile ha comunque un impatto minore rispetto ad altri gruppi. Anche stavolta non siamo scesi a compromessi. Ricordo che ad uno dei nostri primi concerti al microfono dissi “potete uscire da quella porta se non vi piace”. Quello che ci interessa veramente è essere soddisfatti di quello che facciamo. 
 
Di cosa parla 'Lontano Dal Niente'?
Non bisogna avere paura di seguire la propria strada. Le abitudini col tempo possono uccidere. E' normale avere paura di distruggere certi equilibri creati con fatica ma stiamo parlando di un finto equilibrio. Con le paranoie non si arriva da nessuna parte.
 
Chi è Simone Pianetti?
Era da tempo che volevamo scrivere una canzone su questo personaggio controverso delle nostre valli ma solo adesso siamo convinti di avere trovato la soluzione giusta. Per molti è un criminale ma siamo convinti che sia riduttivo parlarne in questo modo. Simone Pianetti era emigrato negli anni venti negli Stati Uniti dove aveva aperto un'attività con un suo amico. La mafia locale cominciò a chiedere loro il pizzo ma i due si ribellarono. L'amico venne ucciso e Simone Pianetti dovette tornare in patria sotto falso nome per non fare la stessa fine. Tornato in Italia si era avvicinato ad idee anarchiche e aveva conosciuto Gaetano Bresci, poi assassino di Umberto I. Aveva aperto una taverna si era rifatto una vita nonostante il rientro in vale lo avesse posto innanzi ad una realtà molto bigotta rispetto a quella americana in cui aveva vissuto fino a qualche tempo prima. Dopo poco tempo era stato oggetto di minacce e maledizioni per colpa del suo credo. In seguito aveva costruito un mulino elettrico e anche in quel caso tutti cominciarono a boicottarlo solamente per il fatto di non frequentare la chiesa. Nonostante fosse portatore di un'innovazione importante per l'epoca la sua farina venne maledetta – il sacerdote del paese la chiamava “farina del diavolo” - e fu spinto alla rovina. Tentò allora di aprire una taverna e avvenuta la stessa cosa si trovò sul punto di suicidarsi. Invece di farla finita decise di fare una strage di quello che era il potere costituito dei paesi dell'epoca e quindi dipendenti comunali, medico e parroco. Il sindaco si salvò per puro miracolo. Una volta commessi gli atti si rifugiò sulle montagne dove venne aiutato a fuggire dai pastori che lo considerarono un eroe anarchico. Simone Pianetti non è mai stato trovato. Anche i quotidiani calcarono sopra quanto era successo mentre adesso nella valle si leggono scritte come “ci vorrebbe un Pianetti in tutti i paesi”. ”. 
 
Qual è il confine più grande da superare?
Questo album parla di noi e 'Simone Pianetti' a parte di narrativo c'è poco. Un salto qualitativo verso l'ignoto. 
 
Perché avete scelto 'Nebbie' come singolo? Dove si sono svolte le registrazioni del video?
E' un pezzo che lega il vecchio stile dei Folkstone a quello che siamo adesso. Ci piace il significato di non giudicare mai a priori. Il video è stato girato in uno sfasciacarrozze delle nostre parti. Abbiamo filmato ventotto playback e faceva freddissimo. Credo si noti dal video..
 
Sbaglio o nella title track avete usato delle accordature basse? 
Hai ragione il finale è in drop re. Federico ha usato un basso a quattro corde con l'ultima che è un la basso. Quindi più di un'ottava sotto il normale. 
 
Ritieni che il movimento folk metal sia ancora in fase di ascesa oppure stia vivendo un certo assestamento? Quali sono i gruppi che apprezzate maggiormente?
Senza dubbio un assestamento. Ci piacciono gli In Extremo perché ogni disco è diverso dagli altri e credo che sia quello che serva per diventare qualcuno.
 
(parole di Lore)
 
 
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