Lunocode
Italia
Pubblicato il 13/04/2012 da Lorenzo Becciani
Prima di tutto presentate la band con una breve biografia..
La band nasce nel 2004 sotto il nome di Anima. Nel 2006 pubblichiamo 'Birth', un demo-cd con quattro brani. In seguito al contratto con Spider Rock Promotion, a fine 2010, effettuiamo una profonda ristrutturazione, in cerca di un assetto che potesse permettere l'evoluzione che volevamo intraprendere. Tra le altre cose il nome cambia in Lunocode e Daphne Romano entra in formazione come nuova voce. A gennaio 2011 pubblichiamo il mini-concept album 'Last Day Of The Earth'. A distanza di un anno esatto esce  'Celestial Harmonies', full length di debutto. Tra pochi giorni partiremo per il tour di spalla ai Theatres des Vampires e li seguiremo per tutta l'europa dell'est fino ad arrivare in Turchia.
 
In quale genere musicale ritenete di collocarvi?
Diciamo rock/metal melodico con influenze progressive ed alternative. Ogni tanto ci classificano come power metal, ogni tanto come progressive metal, ma poi la gente finisce per prendere alla lettera certe etichette e si aspetta che facciamo le stesse cose degli Stratovarius oppure le stesse cose dei Dream Theater. Noi non facciamo ne l'una ne l'altra cosa, cerchiamo semplicemente di fare quello che ci piace.
 
Guardate all'estero come punti di riferimento o avete dei contatti più concreti nel nostro paese?
Nel nostro paese abbiamo Spider Rock, che è la nostra etichetta e tante persone che ci seguono stanno in Italia, possiamo però dire con piacere che molti fan sono anche all'estero. Hanno acquistato il nostro cd persone negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Venezuela, Germania e fino in Sud Corea. E' una bella sensazione sapere che la tua musica viene apprezzata in paesi tanto distanti e diversi tra loro.
 
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare le tracce di 'Celestial Harmonies'?
Abbiamo impiegato per tutto il processo di composizione, registrazione, missaggio, mastering e stampa non più di sei-sette mesi. E' stato tutto molto veloce ed è stato possibile procedere così speditamente per il grande affiatamento che c'è tra noi.
 
Possiamo affermare che l'ingresso in line-up di Daphne Romano vi ha completato in tutti i sensi?
Sicuramente. 
 
Quanto è servito 'Last Day of the Earth' per focalizzare il vostro stile?
Tanti aspetti che sono presenti in 'Last Day Of The Earth' sono ancora presenti in 'Celestial Harmonies' mentre tanti altri sono stati scartati in quanto non ci risultava più naturale comporre cose con quel tipo di logica. Nel precedente EP c'era molto power metal mentre in 'Celestial Harmonies' non ce n'è più quasi per nulla ed il poco che c'è è interpretato seguendo canoni completamente nostri. Per focalizzare il nostro stile, quindi, 'Last Day Of The Earth' è stato indispensabile. Vorrei però sottolineare che siamo sempre in completa evoluzione, quindi per il prossimo disco, quando uscirà, non aspettatevi una fotocopia di questo full lenght. Sicuramente sarà molto diverso.
 
L'ep era sicuramente più legato a strutture heavy e power. E' corretto considerarli retaggi di infanzia?
In un certo qual modo sì, anche se non penso che sia una definizione del tutto corretta. Il power metal a me piace, soprattutto gli Stratovarius. Ho scoperto, però, che mi viene più naturale suonare cose diverse, per quanto riguarda la batteria, ad esempio, rispetto ai classici tempi power. Prendere coscienza della propria personalità ed iniziare a fare ciò che veramente ti viene spontaneo fare e non ciò che fanno le band che ami è un passo importante nella maturazione di una persona.
 
Adesso che la vostra musica si è fatta più adulta dobbiamo attenderci nuove sorprese in futuro?
Assolutamente sì. Non ci piace fare due volte la stessa cosa, quindi ogni album avrà delle fondamenta diverse rispetto ad ogni album precedente. Io spero sempre che le persone si avvicinino alla nostra proposta con la mente libera da preconcetti o classificazioni stringenti e possano così, superato il primo scoglio, capire cosa cerchiamo di fare e decidere se, a prescindere da tutto il resto, è di suo gradimento oppure no. In effetti molti di quelli che rimangono delusi di primo acchito poi, nel tempo, riescono a capire cosa stiamo cercando di fare e rimangono entusiasti di ciò che proponiamo.
 
A quali dischi vi siete ispirati a livello di produzione e mixaggio?
A nessun disco. Del mixaggio mi sono occupato io in prima persona. Volevo dei suoni “veri”. Oggi tutte le band hanno batterie finte, quantizzate. I suoni dei tamburi vengono rimpiazzati con dei sample. I suoni di chitarra vengono riprocessati, viene eseguito il re-amping, vengono usati simulatori di amplificatori...stessa cosa per il basso. Si, l'effetto finale è che il disco suona forte, potente e “corretto”, nel senso che si ha l'impressione di stare ascoltando strumenti veri semplicemente mixati ottimamente, ma questa è solo una illusione di realtà. Il suono di questi album è semplicemente “finto”. La domanda era: come suonerebbe un disco metal con dei suoni naturali e “live”, senza usare sample o altre amenità? Questa è stata la mia guida. Ronan Chris Murphy è rimasto entusiasta dell'esperimento e, visto che ha più di trenta anni di carriera alle spalle ed ha lavorato con mostri sacri quali King Crimson, Terry Bozzio, Steve Morse, Tony Levin, Ulver e via dicendo, questo mi fa pensare che qualcosa di buono l'abbia effettivamente raggiunto. Non ti so dire se ripeteremo l'esperimento, ma per adesso io sono contentissimo del risultato.
 
Come siete entrati in contatto con Ronan Chris Murphy?
E' molto attivo su internet e nei seminari ed è una persona alla mano, gentile e professionale. E' sempre un piacere lavorare con lui perchè è preciso come un orologio svizzero e si appassiona al lavoro che deve fare. Ha eseguito il mastering per due nostri dischi, ormai so come lavora e so che se ti promette il disco per un dato giorno, quel giorno tu avrai il disco pronto. Ci sono entrato in contatto perchè seguivo da tempo i suoi video ed ho deciso di mandargli una email, di farci una chiacchierata e poi di commissionargli il lavoro.
 
La collaborazione con Olaf Thorsen invece come è nata? 
Visto che lo stimiamo molto ci siamo chiesti se avrebbe avuto voglia di suonare qualcosa nel nostro disco e tramite la nostra etichetta, Spider Rock Promotion, l'abbiamo contattato e glielo abbiamo chiesto. Anche lui  si è comportato con noi in maniera impeccabile, gentilissimo e cordiale,.ed ha scritto anche un assolo che aggiunge veramente qualcosa alla canzone. 
 
Chi si è occupato dell'artwork? 
Il progetto grafico l'ho sviluppato io. Ho chiesto a due artisti, Gaia Giovacchini ed Andrea Brizi, di dipingere delle opere per il disco ed ho usato quelle per il booklet e la grafica in generale. Volevo, anche qui, qualcosa di vero, niente computer grafica. Ho usato solo foto di soggetti veri - 'aeroplano in copertina, ad esempio, esiste veramente, ed è un segnavento che si trova fuori da casa mia e ha costruito tanti anni fa mio nonno - oppure dipinti eseguiti su tela, alla vecchia maniera, con vernice e pennello.
 
Cosa vi ha spinto a riarrangiare in chiave acustica 'Heart Of The World'?
'Heart Of The World' è una canzone alla quale sono molto legato, soprattutto per il testo. Mi è venuta naturale l'idea di riarrangiarla in chiave acustica e devo dire che il risultato è andato oltre le mie aspettative. La componente acustica prende col tempo sempre più importanza nel nostro stile perchè scrivendo canzoni in acustico si riescono a creare delle atmosfere emozionanti e raffinate pure mantenendo uno stile minimalista e semplice - due cose che, purtroppo, oggi non vanno tanto di moda, in favore del cattivo gusto imperante -  dove ogni nota ha un suo valore ed un suo peso emotivo.
 
Di cosa parlano i vostri testi?
Filosofia e scienza, universo, condizione umana, domande cosmiche ed introspettive, a tratti spirituali. Diciamo che sono queste le “parole chiave” per capire le nostre tematiche. C'è così tanto da dire riguardo questi temi.
 
Volete illustrarci il significato di 'Indifference' e 'The Origin Of Matter And Life'?
'Indifference' tratta della follia della guerra. La Terra, vista dall'esterno del sistema solare, è un “pallido puntino blu sospeso in un raggio di sole”, come disse Carl Sagan (astronomo, New York, 9 novembre 1934 – Seattle, 20 dicembre 1996) e pensare che così tante persone si uccidano a vicenda per il predominio di una frazione di un puntino appare assurdo, soprattutto se contestualizziamo questo “puntino” all'interno di un Universo sterminato che, con i suoi processi cosmici crea e distrugge mondi rimanendo semplicemente indifferente agli strazi della vita sulla Terra. 'The Origins Of Matter And Life', invece è una suite che narra la storia del personaggio principale, Albert II che, senza esserne cosciente, tramite il semplice atto del pensare, crea universi. Si capirà solo alla fine chi è in realtà Albert II, seguendo, proprio negli ultimi secondi, il dialogo rivelatore. Il tema è vasto e piuttosto complesso quindi invito chi ne avesse voglia, a leggerne il testo e interpretarli come meglio crede. In fondo quando ho scritto i testi li ho lasciati volutamente aperti a varie interpretazioni in modo che ognuno possa “vivere” una storia diversa a seconda della propria fantasia...appunto come gli universi che vengono creati dalla mente di Albert! Per chi invece volesse capire la “mia versione” della storia, nel booklet ci sono due paginette dove l'intero concept viene spiegato. Alternativamente potete visitare il blog http://lunocode.blogspot.com e leggere gli interventi che pubblico per approfondire la storia di questa canzone.
 
(parole di Perseo Mazzoni)
 

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